Pubblicazioni

La produzione editoriale non periodica dell’Inapp raccoglie e valorizza i risultati delle attività di ricerca tecnico-scientifica dell’Ente, i quali trovano collocazione nelle quattro collane d’Istituto (Inapp Report, Inapp Paper, Inapp Policy brief, Inapp Working paper) e nei fuori collana (Rapporto INAPP, rapporti istituzionali ed ex lege), tutti ad accesso libero nell’archivio istituzionale. Tutto il patrimonio editoriale e documentale dell’Istituto, comprensivo di relazioni tecniche, presentazioni e articoli prodotti dai ricercatori dell’Inapp è disponibile ad accesso aperto nell’Open archive.

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121 Risultati

Environmental transition and firm-provided welfare: Empirical insights from Italy

2024-05-09

Brunetti Irene, Damiani Mirella, Pompei Fabrizio, Ricci Andrea

Lo studio analizza le implicazioni degli investimenti verdi sulla erogazione da parte delle imprese di servizi di welfare ai propri dipendenti – oltre gli obblighi di legge. Si utilizzano i dati della VI Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL) condotta da Inapp su un ampio campione rappresentativo di società di persone e di capitali operanti nel settore privato extra- agricolo. L’applicazione di diversi modelli di regressione permette di illustrare i seguenti risultati. Primo, l’adozione di tecnologie verdi si accompagna a un incremento della probabilità di erogare servizi di welfare aziendale. Secondo, la relazione positiva tra investimenti in tecnologie verdi e offerta di servizi di welfare è spiegata soprattutto dall’erogazione di piani pensionistici complementari. Questi risultati evidenziano una correlazione positiva tra processi di transizione ecologica e responsabilità sociale delle imprese. Disponibile in allegato: File Dati

La formazione universitaria sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d’impresa. I primi dati relativi al Nord Italia

2024-03-22

Nicoletti Paola

Il paper presenta i primi risultati di ricerca, relativi al Nord Italia, sulle più recenti attività di formazione realizzate dalle università pubbliche e private italiane in materia di sostenibilità ambientale, sociale ed economica e responsabilità sociale di impresa. L’indagine si è focalizzata su tutta l’offerta formativa: corsi di laurea magistrale e triennale, dottorati di ricerca, master di primo e secondo livello, master executive, corsi di perfezionamento e di alta formazione concernenti l’a.a. 2023-2024. Il valore aggiunto di questa indagine consiste nell’aver rilevato dati e informazioni originali non reperibili in altri sistemi di monitoraggio. Disponibili in allegato: File Dati + Infografiche tematiche (Alta Formazione, Corsi di Laurea, Dottorati)

Orientamento e università: tra nuovi bisogni e nuove competenze

2024-03-21

Ancora Anna, Bartoli Giovanni, Maiorano Antonietta

L'orientamento universitario si trova al centro di nuovi bisogni e richiede l'acquisizione di nuove competenze per adattarsi alle sfide dell'era digitale. Questo working paper esplora il panorama dei servizi di orientamento offerti dalle università italiane, contestualizzandolo all’interno del quadro normativo di riferimento ed esamina il processo di digitalizzazione dei servizi di orientamento sulle piattaforme universitarie. Gli esiti sono desunti da uno studio di carattere qualitativo realizzato attraverso la rassegna dei principali interventi normativi e di materiale documentale sulle più recenti iniziative introdotte in materia, oltre che dalle analisi delle informazioni raccolte attraverso un focus group, che ha visto coinvolti delegati per l’orientamento in ambito accademico.

Employment effects of temperature shocks in Italy and the role of occupational heat stress

2024-03-19

Biagetti Marco, Intraligi Valerio

We assess the employment impact of temperature shocks in Italy by taking into consideration the role of occupational heat stress. Combining labor-market survey data with ground-station gridded weather information, we run non-linear panel fixed-effects regression models over 2011-2019 and estimate around half percentage-point contraction in provinces’ employment rates for a two Celsius degrees shock in average quarterly temperatures. This effect doubles in magnitude for provinces in coastal and southern climatic zones. By exploiting narrowly-defined 4-digit occupation survey information, we show that our results are significantly driven by individuals previously-employed in occupations relatively more exposed to extreme temperatures. This subset of non-employed significantly accrues to the private service sector and is equally split between unemployment and inactivity.

Did Covid-19 (permanently) raise the demand for ‘teleworkable’ jobs?

2024-03-07

Bratti Massimiliano, Brunetti Irene, Corvasce Alessandro, Maida Agata, Ricci Andrea

L’articolo analizza l’effetto dello shock pandemico sull’evoluzione della domanda di lavoro in Italia. La disponibilità di dati amministrativi permette di verificare se e in che misura la diffusione del Covid-19 ha condizionato la composizione delle nuove assunzioni legate a professioni che possono essere svolte da remoto. Le elaborazioni suggeriscono che, nei mercati locali del lavoro più duramente colpiti dalla emergenza pandemica, vi è stato un aumento significativo delle assunzioni nelle professioni cosiddette ‘telelavorabili’, soprattutto per quelle con contratto a tempo indeterminato. L’applicazione della metodologia event study dimostra che si tratta di un effetto di breve periodo, valido per i due semestri immediatamente successivi lo scoppio della pandemia.

Economia civile e policy territoriali: l'agricoltura sociale nell'ecosistema del budget di salute

2024-02-22

Polidori Sabina

Le parole chiave dell’economia civile (comunità, fraternità, gratuità, dono, felicità, sussidiarietà circolare, reciprocità, capacitazione ecc.), inserite nella cornice più ampia dell’ecologia integrale (Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco) sono peculiarità sistemiche che riguardano, anche, lo strumento del budget di salute (BdS) che si muove dentro e al servizio della sussidiarietà circolare che ha come obiettivo la costruzione di comunità aperte e inclusive che devono svilupparsi su politiche pubbliche capaci di condividere e, quindi, di co-programmare e co-progettare nei territori risposte sia di interesse generale che di interesse particolare rivolte alle persone più fragili. In questo contesto il binomio budget di salute-agricoltura sociale con le rispettive caratteristiche (interdisciplinarità/ multidimensionalità dell’approccio e cooperazione con la creazione di reti tra soggetti coinvolti) li pongono a pieno titolo all’interno del welfare innovativo-sociale (di comunità, generativo e di prossimità).

Foreign markets and the nature of digital technologies: mixed-methods evidence from Italian firms

2024-02-06

Neirotti Paolo, Ricci Andrea, Tubiana Matteo

Lo studio sviluppa un’analisi quantitativa e qualitativa della relazione che lega l’adozione delle tecnologie digitali e la competitività delle imprese sui mercati internazionali. Si utilizzano i dati della Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL), per il periodo 2010-2018, e gli esiti delle interviste in profondità condotte tra il 2022 e il 2023 a soggetti che operano sui mercati internazionali investendo in nuove tecnologie. L’elaborazione econometrica mostra che l’adozione di tecnologie dell’informazione (Big data e Internet of Things) e di tecnologie di produzione (robotica) aumenta la performance sui mercati internazionali. L’indagine qualitativa illustra, infine, tre fattori abilitanti che stimolano la performance internazionale attraverso l’adozione delle tecnologie digitali: virtualizzazione, migliore elaborazione delle informazioni e flessibilità operativa.

Politiche di sostegno alla creazione di nuova impresa e accompagnamento allo start- up: analisi della normativa e delle misure nazionali e regionali

2024-02-02

Barricelli Domenico, Pedone Alessandra

Il paper intende offrire una prima analisi di contesto delle policy europee e nazionali, attraverso il quadro degli interventi normativi e l’analisi delle prospettive. Il tema si inserisce nel più ampio scenario europeo della promozione di imprenditorialità quale politica attiva del lavoro, in risposta alla disoccupazione giovanile e al limitato ingresso nel mercato del lavoro delle donne, e dei persistenti divari sociali e territoriali. Il contesto dello sviluppo dell’innovazione offre un ulteriore prospettiva di analisi dell’imprenditorialità, anche nell’ambito delle riforme trasversali del PNRR. In appendice vengono riportati due repertori relativi alle misure nazionali e regionali a supporto della creazione d’impresa.

Green transition and industrial relations at workplace: evidence from Italian firms

2024-01-29

Damiani Mirella, Pompei Fabrizio, Ricci Andrea

Si analizza la relazione che lega l’ammontare degli investimenti in tecnologie green e varie dimensioni degli accordi di contrattazione integrativa nei luoghi di lavoro. Utilizzando i dati della Rilevazione su Imprese e Lavoro (RIL-Inapp), si verificano quindi i seguenti risultati: 1) l’ammontare degli investimenti in tecnologie green aumenta la probabilità di accordi integrativi del contratto collettivo nazionale; 2) gli investimenti green influenzano anche la tipologia di accordi integrativi, favorendo in particolare quelli aventi per oggetto i premi di risultato e i benefici di welfare. Questi risultati sono ottenuti con una strategia empirica che tiene conto dei potenziali problemi di stima legati a eterogeneità non osservata ed endogenità. L’analisi conferma l’ipotesi che la transizione ecologica indurrà sostanziali cambiamenti sugli assetti delle relazioni industriali nelle imprese.

Heterogeneity of green expenditure, firms’ performances and wages: Italian evidence on circular economy, resource-saving and energy efficiency investments

2024-01-22

Quatraro Francesco, Ricci Andrea

Questo articolo analizza la relazione che lega gli investimenti in tecnologie green, la performance competitiva e i salari pagati dalle imprese. A tal fine si utilizzano i dati concernenti l’adozione di diverse tecnologie verdi (economia circolare, progressi tecnici, risparmio energetico, incrementi di efficienza) adottate da un campione rappresentativo di imprese italiane. L’analisi econometrica permette di illustrare i seguenti risultati. Primo, gli investimenti verdi sono associati ad un incremento significativo della redditività (ricavi per addetto) e dei salari medi. Secondo, le analisi illustrano una significativa eterogeneità tra tecnologie della transizione per quanto concerne i loro effetti sulla performance competitiva. Tali risultati supportano quindi l’ipotesi che la trasformazione ecologica in atto può effettivamente favorire la competitività del sistema imprenditoriale, sebbene questa relazione positiva dipenda dal tipo di tecnologie adottate. Infine, sono discusse le implicazioni di politica economica.

New evidence on what influences student performance along the distribution of test scores

2023-12-28

Bonacini Luca, Brunetti Irene, Gallo Giovanni

L’articolo analizza l’effetto che il tipo e la localizzazione della scuola hanno sulla distribuzione delle performance, misurata dai punteggi ottenuti ai test di matematica e lettura, degli studenti delle scuole superiori, in quattro diversi Paesi europei (Germania, Italia, Portogallo e Slovenia). A partire dai dati PISA 2018, i risultati ottenuti applicando stime quantili che non condizionate, suggeriscono che entrambe i fattori influenzano significativamente sia la distribuzione dei risultati degli studenti che il livello di disuguaglianza.

Conditionality in France and Spain: assessing workers' social protection system

2023-11-14

Bernhofer Juliana, De Minicis Massimo, Molina Oscar

L'articolo analizza il concetto di condizionalità negli interventi pubblici di protezione sociale che hanno come obiettivo il contrasto alla disoccupazione e alla carenza di reddito dei lavoratori. L'articolo evidenzia in chiave comparata l'applicazione della condizionalità negli interventi diversificati (assicurativi e assistenziali) di contrasto alla disoccupazione e povertà dei lavoratori, sottolineando punti di forza e debolezza. Partendo dallo studio delle diverse forme di condizionalità e dalla valutazione di alcune misure assicurative e assistenziali ad esse collegate, il policy maker può acquisire informazioni basate sulla esperienza concreta dei casi esaminati (Francia, Spagna) per progettare politiche di protezione e attivazione dei lavoratori efficaci.

La retribuzione in Italia è proporzionale e sufficiente? Salario minimo, povero, medio, reputazionale e di riserva

2023-10-18

Mandrone Emiliano

Le retribuzioni nel nostro Paese sono molto basse sia in termini nominali, rispetto agli altri Paesi europei, sia in termini reali, a causa sia della recente fiammata inflazionistica, sia di adeguamenti contrattuali inadeguati e tardivi che dell’eterogeneità del costo della vita tra territori. È ormai pressante l’esigenza di riavviare la dinamica retributiva complessiva e di sostenere i lavoratori con impieghi di modesta qualità e basse retribuzioni. Il fenomeno de lavoro povero è sempre più rilevante e con esso cresce la richiesta di salvaguardia. Si presentano analisi sui livelli economici del lavoro, sia per le persone occupate sia per le persone in cerca di lavoro, perché annosa è pure la questione della bassa partecipazione lavorativa strettamente legata al livello delle retribuzioni. Si propongono misure del salario di riserva e reputazionale, utili a definire la soglia del lavoro accettabile, e dati sull’intermediazione, per vedere quante sono le opportunità realmente contendibili. Il salario non è solo un numero, è la cifra della nostra civiltà del lavoro.

Municipal procurement, productivity and dynastic management: evidence from Italian firms

2023-10-10

Augliera Marco, Pieri Fabio, Ricci Andrea

L'articolo analizza l'effetto degli appalti pubblici municipali sulla produttività delle imprese. A tal fine si utilizza un dataset che integra i dati sull'universo dei contratti di appalto (fonte ANAC) con le informazioni sulle caratteristiche delle imprese (fonte RIL) e quelle sui bilanci certificati (fonte ORBIS). L'analisi econometrica mostra i seguenti risultati. Primo, un aumento del valore pro-capite degli appalti finanziati a livello comunale induce un incremento significativo della produttività del lavoro. Secondo, la relazione positiva tra appalti locali e produttività è indebolita quando a capo delle imprese vi è un management dinastico, espressione della famiglia proprietaria.

L'ascolto e la partecipazione di bambini e ragazzi come valore aggiunto nelle politiche pubbliche

2023-07-04

Giuliano Giovannina Assunta, Marucci Marco, Piesco Anna Rita, Porcarelli Cristiana, Baldassarre Laura

Il lavoro, presentato a un anno dal protocollo siglato tra UNICEF Italia e Inapp, è una desk review aggiornata dei principali indicatori e degli indirizzi sulla materia della partecipazione di bambini e adolescenti all'interno del processo democratico per quanto riguarda le decisioni che riguardano le loro vite. Nel testo sono esaminati i più recenti esercizi sul tema a livello internazionale, europeo e nazionale. Per il livello nazionale le regioni con esperienze partecipative strutturate sono: Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Lazio.

L'impatto delle tecnologie digitali sull'erogazione dei servizi dei Centri per l'impiego in Europa

2023-07-03

Marchetti Sante, Scarpetti Giuliana

La pandemia ha destabilizzato il mercato del lavoro, modificando la modalità di erogazione della prestazione lavorativa. Tutto ciò ha costretto i Servizi per l’impiego europei ad una riorganizzazione delle attività. Il presente contributo vuole fornire un quadro generale di come sia stato affrontato il processo di modernizzazione nei vari Stati. Lo studio presenta l’impatto sul budget delle singole macro-voci di costo (politiche attive del lavoro, costo del personale, formazione) e la ripartizione delle spese tra le diverse voci di bilancio. Vengono infine riportate alcune esperienze a livello Paese, per descrivere come i Servizi per l’impiego abbiano implementato concretamente questo cambiamento.

L’attuazione del Reddito di cittadinanza vista dal sistema dei servizi: risultati raggiunti e sfide future

2023-05-15

D'Emilione Matteo, Di Giampaolo Alessandra, Ferri Grazia, Natoli Gabriella, Ranieri Cristiana, Tagliavia Claudia, Giuliano Giovannina Assunta

Il paper presenta le principali evidenze della seconda Indagine dedicata al sistema dei servizi di welfare che a livello locale hanno dato attuazione alle misure di contrasto alla povertà, prima ReI (Reddito di inclusione) e successivamente RdC (Reddito di cittadinanza). Nel 2022, sono stati coinvolti nell’Indagine i referenti di oltre 1000 tra ATS (Ambiti territoriali sociali) e CPI (Centri per l’impiego), nonché un campione rappresentativo di oltre 2.000 Servizi sociali comunali (SSC), ottenendo complessivamente una copertura ancora migliore della prima edizione. Il lavoro di ricerca mette in risalto come a fronte di difficoltà attuative ancora presenti, il sistema dei servizi ha iniziato a muoversi in maniera più integrata, sfruttando le risorse economiche a disposizione e costruendo un migliore rapporto con l’utenza.

L’indagine Inapp ai beneficiari del ReI: impatto delle misure di sostegno al reddito, identikit dei beneficiari e percorsi di reinserimento

2023-05-09

Ancora Anna, De Angelis Marina

Alla vigilia della conclusione del Reddito di cittadinanza si apre un nuovo percorso con l’introduzione delle nuove misure d’inclusione. Il costante lavoro di approfondimento realizzato da Inapp, attraverso un pluriennale progetto di ricerca, si inserisce perfettamente nella dinamica evolutiva di questo processo di avvicendamento di interventi che pongono questioni aperte a riflessioni e proposte di soluzione. In questo lavoro, si riportano gli esiti dell’indagine su ReI con specifico riferimento alle famiglie beneficiarie e non beneficiarie ma eleggibili. Oltre alla ricostruzione di un quadro articolato dei rispondenti, viene offerta una prima analisi dell’impatto rispetto alle condizioni di vita delle famiglie, esplorate attraverso una serie di variabili outcome, relative alla deprivazione materiale e al reddito medio familiare.

Il mindset cognitivo comportamentale dell’imprenditore: spunti per le politiche del lavoro

2023-05-08

Cucchiarini Veronica, Scicchitano Sergio, Viale Riccardo

L’imprenditoria è un’attività fondamentale per sostenere e promuovere lo sviluppo economico di un Paese, l’innovazione, creare posti di lavoro e rendere più ricca, in termini globali, la società. Lo studio della mentalità imprenditoriale, che ha coinvolto esperti di molteplici discipline, ha permesso di individuare una serie di strategie euristiche che possono influenzare l’avvio e la performance imprenditoriale. Scopo di questo lavoro è definire lo stato attuale della ricerca sul mindset cognitivo comportamentale dell’imprenditore e mettere in luce gli aspetti chiave che sottostanno alla bontà delle euristiche messe in atto dagli imprenditori tenendo in considerazione le peculiarità dell’ambiente della scelta.

L’evoluzione del mercato del lavoro del comparto sanitario nel contesto della digitalizzazione dei servizi e delle prestazioni

2023-05-08

D'Agostino Luisa, Romito Alessia

Il working paper presenta i primi risultati di una ricerca sul comparto sanitario volta ad approfondire il tema delle connessioni tra invecchiamento della forza lavoro e innovazione tecnologica in un settore di servizi alla persona particolarmente significativo, sia per il progressivo aumento dell’età media dei lavoratori e degli utenti, sia per le opportunità di sviluppo connesse all’introduzione delle tecnologie digitali. A partire dalle evidenze di una ricerca qualitativa del 2020, questa indagine quantitativa realizzata nel 2022 ha coinvolto direttamente, tramite CAWI, medici, infermieri e operatori sociosanitari (OSS). I risultati offrono molteplici informazioni sulle condizioni di lavoro in sanità in una prospettiva di prolungamento della vita lavorativa, sui cambiamenti determinati dall’avvento della crisi pandemica, sulle difficoltà degli operatori nell’uso delle nuove tecnologie, sulle loro competenze digitali e le relative opportunità formative.

Le imprese sociali: organizzazioni dell’economia sociale nello sviluppo dei territori e delle comunità

2023-04-20

Polidori Sabina, Lori Massimo

La cornice di riferimento del paper è il ritorno di interesse nel dibattito politico-istituzionale-pubblico, nazionale ed europeo, delle realtà dell’economia sociale. Interesse che trova corrispondenza nel Codice del Terzo settore, nella nuova disciplina sull’impresa sociale e nel Piano d’azione europeo per l’economia sociale. Nello specifico il paper si focalizza sulle imprese sociali, partendo dalla disamina delle stesse nel contesto dell’economia sociale anche dal punto di vista concettuale; proseguendo con un’analisi quantitativa, finalizzata a mostrarne la rilevanza e il peso economico in riferimento alle principali caratteristiche strutturali (localizzazione geografica, dimensioni etc.); per concludere con una riflessione sull’amministrazione condivisa (Codice del Terzo settore e sentenza della Corte costituzionale n. 131/2020), quale strumento di innovazione sociale nelle politiche pubbliche.

Analisi della riforma degli ammortizzatori sociali: il punto sulla Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego

2023-03-31

De Angelis Marina, De Minicis Massimo, De Vincenzi Roberto, Ercolani Dario, Filippi Michelangelo, Marocco Manuel

Questo studio sintetizza i risultati di una attività che utilizza un nuovo giacimento informativo: gli archivi Inps integrati con Sistema Statistico Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie (SISCO). Nel primo paragrafo è evidenziata la disciplina della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), il principale istituto del sistema di assicurazione contro la disoccupazione. Il secondo paragrafo analizza in profondità gli aspetti metodologici connessi alla individuazione della platea potenziale e degli eligibili. Il terzo paragrafo, infine, propone una sintesi mirata delle principali evidenze in termini di caratteristiche degli ingressi in trattamento e dei percettori, concentrando l’attenzione su settori e sottopopolazioni. Dopo l’individuazione delle possibili linee di sviluppo, sono tracciate brevi conclusioni.

Peer interactions, local markets, and wages: Evidence from Italy

2023-03-28

Brunetti Irene, Intraligi Valerio, Ricci Andrea, Vittori Claudia

This paper investigates the relationship between the spatial distribution of occupations with a high content of peer interactions and wages among Italian provinces. At this aim, we use a unique employer-employee dataset obtained by merging administrative data on wages and labor market histories of individuals, with survey data on job tasks and contents. The spatial distribution of jobs intensive in peer-interactions is further measured according to the occupational structure of Italian provinces. The econometric analysis shows that the concentration of peer interactions leads to higher wages at the province level. These results are robust to firms and workers’ heterogeneity and endogeneity issues.

Nel crocevia della crisi pandemica, il contrasto alla disoccupazione e alla povertà in tre sistemi nazionali di sicurezza sociale

2023-03-15

De Angelis Marina, De Minicis Massimo, Marocco Manuel

Il working paper è finalizzato ad analizzare l’estensione o meno dei sistemi di protezione sociale dei lavoratori (PSdL) in alcuni Paesi, con indicatori economici affini al contesto italiano, dopo la fase pandemica. Obiettivo è rilevare come e se alcuni paesi hanno utilizzato l’estensione del sistema di welfare sperimentato nella fase emergenziale per colmarne storiche criticità. Alcune precisazioni di carattere epistemologico. Lo studio considera unitariamente il fenomeno della assenza di reddito, considerando cioè unitariamente le misure rivolte alla “liberazione dal bisogno” indotto sia dalla disoccupazione che dalla povertà. L’assottigliamento dei confini tra queste tradizionali parti dei sistemi di welfare è in particolare indotto dal fenomeno noto come 'in work poverty', sicché nei mercati del lavoro contemporanei occupazione, disoccupazione e povertà sono eventi non così facilmente distinguibili.

Bosses’ Impatience and Digital Technologies

2023-02-03

Basiglio Stefania, Ricci Andrea, Rossi Maria Cristina

This paper analyses the impact of entrepreneurs’ preferences (time impatience and risk attitudes) on firms’ propensity to make general investments and also specific investments in digital technologies. To fulfil this aim, we use the responses to the questions intended to measure risk attitude and patience included in the Rilevazione su Imprese e Lavoro (Inapp-RIL) survey conducted by Inapp on a representative sample of Italian firms. The regression estimates show that time impatience has at most a weak effect on firms’ ‘general’ investments, while it reduces the propensity to undertake investments in digital technologies. Risk attitude is positively correlated with digital investment, even though the estimates are weaker in magnitude and statistical significance than those found for impatience. These results are robust to simultaneity and endogeneity issues.

Le determinanti di un buon lavoro durante l’emergenza sanitaria

2023-01-17

Canal Tiziana, Gualtieri Valentina, Luppi Matteo

Il paper, utilizzando i dati della V Indagine Inapp sulla Qualità del lavoro in Italia (Qdl), nella sua componente relativa agli occupati mira, in primo luogo, a misurare i livelli di qualità del lavoro della popolazione occupata, adottando uno specifico approccio concettuale. In secondo luogo, intende caratterizzare il profilo dell’occupazione italiana rispetto ai differenti livelli di qualità del lavoro, individuando quei segmenti dell’occupazione che presentano bassi livelli di qualità del lavoro e, all’opposto, quelle caratteristiche, dell’individuo e del suo profilo lavorativo, che ne fanno aumentare gli standard. L’Indagine Inapp Qdl contiene un’ampia batteria di informazioni tramite le quali è stato possibile misurare i differenti ambiti che compongono il concetto stesso di qualità, in stretto raccordo con il quadro teorico di riferimento.

Riduzione dell’orario settimanale di lavoro. Ricognizione comparativa delle sperimentazioni realizzate

2023-01-11

Deidda Massimiliano, Menegatti Valentina

Il paper richiama rapidamente l’origine e l’evoluzione della disciplina dell'orario di lavoro e presenta l’attualità di alcune esperienze di riduzione dell’orario di lavoro in atto a livello globale. Il dibattito sull’orario di lavoro, sviluppatosi nei decenni passati e poi trasferitosi in ambito scientifico, non è ancora giunto a conclusioni definitive sugli effetti della riduzione dell’orario settimanale di lavoro, su: occupazione, competitività e crescita. Il totale delle ore lavorate per occupato, in Italia, rimane il più elevato tra le principali economie europee. La dinamica dell'orario medio effettivamente lavorato nel nostro paese, a partire dal 2008, appare tendenzialmente decrescente. Si assiste, tuttavia, a partire dagli anni Novanta, alla crescita del divario di competitività tra l’Italia e le altre principali economie europee, con la produttività oraria che cresce negli altri Paesi mentre in Italia si riduce.

Il Servizio civile all’estero. Fra pacifismo e specializzazione

2022-12-15

De Luca Federica, Di Iorio Tiziana

Dal 2001 ad oggi, il ‘Servizio civile all’estero’ ha coinvolto più di ottomila giovani del nostro Paese e la domanda di partecipazione a questo Istituto della Repubblica è in continua crescita. Il Servizio civile all’estero coinvolge i giovani in ‘missioni’ umanitarie nei Paesi terzi ma anche in ‘missioni’ di tutela dei diritti umani e cooperazione internazionale. I progetti si svolgono in aree caratterizzate da particolari disuguaglianze e crisi oppure aree a rischio di conflitto e si rivelano una palestra esperienziale molto attrattiva per i giovani, quasi sempre laureati e preparati in materia di cooperazione decentrata. Partendo dalla sua matrice pacifista, a 50 anni dall’introduzione dell’obiezione di coscienza nel nostro ordinamento, il contributo descrive l’evoluzione dei passaggi storici e normativi che hanno segnato il processo di istituzionalizzazione del Servizio civile nel nostro Paese, descrive le dimensioni del fenomeno e delinea il ‘profilo dei volontari SCU all’estero’ offrendo approfondimenti inediti sulla popolazione in oggetto.

Dynastic management and historical origins: the Italian experience

2022-09-20

Cardullo Gabriele, Conti Maurizio, Damiani Mirella, Ricci Andrea, Scicchitano Sergio, Sulis Giovanni

In this paper we explore the long run determinants of the emergence of family firms and different types of corporate governance. Using a representative sample of Italian firms, we show that higher current levels of trust, related to the experience of a free commune in the Middle Ages, are negatively related to the probability of being a family firm and to observing a dynastic management. On the contrary, higher level of trust are positively related to the probability of appointing an external manager or an internal manager not belonging to the family dynasty. These results are confirmed by an instrumental variables strategy used to tackle endogeneity issues. Some policy implications are also discussed.

Le imprese nell’emergenza: caratteristiche, comportamenti e scelte organizzative

2022-09-19

Canal Tiziana, Luppi Matteo

Utilizzando i dati della quinta Indagine Inapp sulla qualità del lavoro in Italia, il paper fornisce una prima ricostruzione del contesto produttivo nazionale a due anni di distanza dall’inizio della crisi per l’emergenza Covid-19, focalizzando l’attenzione sia sulle scelte organizzative compiute dalle imprese riguardo alle risorse umane, sia sulle strategie innovative e competitive intraprese dalle stesse.

PNRR. La clausola di condizionalità all’occupazione di giovani e donne: azione positiva o azione mancata?

2022-09-01

Cardinali Valentina

Il PNRR presenta come priorità trasversali la parità di genere e generazionale, e quindi l’impegno ad assicurare che l’intero meccanismo di recovery possa determinare un impatto significativo e prevedibile sulla crescita dell’occupazione femminile e giovanile. In tale ambito è prevista una ‘clausola di condizionalità’, un vincolo per gli operatori economici aggiudicatari di bandi: destinare ai giovani under-36 e alle donne senza limiti di età, almeno il 30 per cento dell’occupazione aggiuntiva creata in esecuzione del contratto per le attività essenziali a esso connesse. Il paper analizza la distanza tra la genesi della misura come ‘azione positiva’ e la regolamentazione della sua attuazione all’interno della struttura e delle tempistiche dettate dal PNRR, con un particolare focus sulla disciplina delle deroghe, evidenziando punti di forza e criticità della configurazione del dispositivo, che possono consentire, sin da ora, di tratteggiare il livello di efficacia della misura nel periodo di applicazione nel PNRR.

Continuità formativa e rispondenza ai fabbisogni di competenze nella filiera lunga IeFP-IFTS-ITS

2022-08-03

Franceschetti Massimiliano, Giovannini Fabrizio, Santanicchia Marta

Con ‘filiera lunga della formazione tecnico professionale’ si intende una serie di tappe consequenziali di un percorso di sviluppo formativo che si avvia con i percorsi triennali e quadriennali di IeFP, per il rilascio di qualifiche e diplomi su figure tecnico-operative, a cui seguono i corsi annuali di specializzazione di IFTS e poi quelli biennali, in alcuni casi triennali, di offerta terziaria professionalizzante degli ITS. Il paper propone alcune evidenze e considerazioni sulla continuità della filiera lunga, in relazione ai settori economico-professionali in cui si articola il Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali. Infine, analizza il tema dell’analisi del fabbisogno di competenze e il più generale snodo dell’incontro tra domanda e offerta di competenze.

L’impatto del conflitto russo-ucraino in Italia: la morsa del caro energia, gli effetti delle sanzioni e la risposta alla crisi umanitaria

2022-07-05

D'Amico Tiziana

Un’altra piccola guerra russa, una crisi temporanea a un passo dall’Unione europea, un incidente imprevisto: tutto questo, nell’immaginario collettivo, avrebbe dovuto essere l’aggressione della Russia all’Ucraina. Dopo oltre tre mesi, invece, gli esiti positivi del sostegno militare alla resistenza e gli effetti delle sanzioni contro il Cremlino sono meno evidenti dell’impatto negativo provocato dal conflitto. La resilienza del Paese potrebbe essere a rischio, tanto quanto il destino del 30,7% dei lavoratori impiegati nei settori maggiormente colpiti dalla crisi. In compenso la risposta italiana all’emergenza umanitaria, che vede sette milioni di sfollati nell’Unione europea, si concretizza nell’impiego di tutte le risorse disponibili in un programma di accoglienza efficiente che è a pieno regime. L’obiettivo è quello di garantire ai profughi ucraini i migliori standard di accoglienza possibili.

Hybrids: beyond the in presence and distance learning categories for a new school in Italy

2022-07-05

Lovergine Saverio, Barca Daniele

In the contemporary debate on education modernization strategies, innovation is one of the privileged ways to reform and improve the education systems of each country. Since 2020, in which the COVID-19 pandemic began, the debate on innovation and teaching has accelerated, bringing about transformations to the organizational-teaching model of the Italian school. The opportunities offered by ICT, new digital technologies and digital languages, are affecting the educational proposal and learning. In particular, in the context of the debate of dichotomy of teaching in presence or distance, to the advantage of the hybrid (blended), for the purpose of a high learning result, satisfied students and high school status completion rates. In the light of international literature and some experiences, this work intends to reflect on the consequences of the relationship between digital technologies, teaching and learning in Italian schools.

To shrink or not to shrink? Shadow economy reversals around the world

2022-07-04

Biagetti Marco, Caram Santiago, Khorana Sangeeta

The relationship between shadow economy (SE) and development has been extensively researched. However, there is a lack of consensus on the factors that drive reversals. This paper examines the effect of SE reversals when government collections are affected to changes in productivity, business regulations and financial depth. To this end, drawing on González et.al. (2005; 2017) Panel Smooth Transition Regression (PSTR), we examine the rationale of exclusion and escape theories in Advanced (AE) and Emerging and Developing Economies (EMD). Results show that at a macroeconomic level, both perspectives coexist simultaneously.

Lavoro a termine: l’impatto sulla composizione dell'occupazione e sui percettori di sostegno al reddito

2022-05-09

Centra Marco, De Angelis Marina, Deidda Massimiliano, Filippi Michelangelo, Luppi Matteo, Menegatti Valentina

Lo studio ha lo scopo di effettuare una prima ricognizione su un possibile filone di indagine che approfondisca la relazione tra indirizzi a lungo termine in materia di politica del lavoro e di welfare e il raggiungimento di nuovi assetti nel mercato del lavoro e nella società rispondenti alle finalità iniziali. Il documento mette in luce l’evoluzione in Italia della quota di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato rispetto alla quota di contratti di lavoro dipendente standard full- time a tempo indeterminato e ne studia l’andamento in relazione agli effetti regolatori di quella normativa che, dalla Legge Fornero in poi, si è proposta di arginare alcuni effetti indesiderati della cosiddetta flessibilità cattiva sulla produttività del lavoro e sui rischi della precarietà, sia per gli individui sia per il sistema di protezione sociale.

Drivers of skill mismatch among Italian graduates: The role of personality traits

2022-05-04

Esposito Piero, Scicchitano Sergio

It is now well accepted that human capital is a heterogeneous aggregate and that non-cognitive skills are at least as relevant as cognitive abilities. In spite of this growing interest in the labour market consequences of personality traits, the relationship between these and educational and skill mismatch is scant. In this paper, we investigate the impact of the five main personality traits (Big 5) on educational and skill mismatch in Italian graduates. To this aim, we use the 2018 wave of the Inapp-PLUS survey, which contains information on skill mismatch, on the Big 5 personality traits, and on a large number of other individual and job-specific characteristics.

Technological externalities and wages: new evidence from Italian provinces

2022-03-31

Dughera Stefano, Quatraro Francesco, Ricci Andrea, Vittori Claudia

In this paper, we investigate the relationship between local wages and the internal structure of the regional knowledge base. The purpose is to assess if the workers’ compensations are related to the peculiarities of the technological space where they supply their labor services. To test this hypothesis, we apply the concepts of related and unrelated variety to the firms’ patenting activity as to assess if wages grow more in a framework of ‘knowledge deepening’ (generated by firms innovating in related technological domains) or in one of ‘knowledge widening’ (generated by firms innovating in unrelated technological domains).

Contratto di apprendistato, occupazione e investimenti. Una valutazione su dati employer-employees

2022-03-22

Brunetti Irene, Ferri Valentina, Ricci Andrea

Il paper esamina la relazione che lega le politiche attive per l’occupazione e l’evoluzione del mercato del lavoro. In particolare, l’analisi si focalizza sugli effetti che l’incentivo fiscale associato al contratto di apprendistato esercita sulle assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro per la coorte di giovani under 30. Utilizzando un dataset di tipo employer-employee, che integra le informazioni di natura campionaria sulle caratteristiche delle imprese (RIL-Inapp) e dati di fonte amministrativa sui flussi di rapporti di lavoro (COB-SISCO e ASIA-Imprese), si dimostra che il ricorso all’incentivo connesso ai contratti di apprendistato ha determinato – nel breve periodo – un aumento di assunti under 30, mentre non produce alcun effetto significativo sulla quota di contratti cessati per la medesima coorte di occupati; inoltre, che l’utilizzo del contratto di apprendistato non genera un incremento significativo della probabilità di investire in capitale da parte delle imprese. Tale evidenza supporta l’ipotesi che le politiche attive per l’occupazione tendono – almeno nel breve periodo – a essere efficaci, ma hanno difficoltà ad attivare meccanismi di complementarità con le strategie di investimento e competizione delle imprese.

Il lavoro agile emergenziale in Inapp. Evidenze da un’indagine in un Ente Pubblico di Ricerca

2022-03-14

Canal Tiziana, Gualtieri Valentina, Zucaro Rosita

This working paper analyzes the results of the first survey on the emergency remote work experience carried out in Inapp from March 2020 to March 2021. There was no previous experience of this working pattern, despite the numerous activities easily achievable in this modality. The survey was conceived and carried out during the development of the first POLA, the Organizational Plan for Agile Work, now merged into the Integrated Plan of activities and organization. Given the objective of the survey to detect potential, criticalities and lessons learned during the first ‘agile’, albeit emergency, experience, at a methodological view, the authors proceeded to structure it, using the three areas of analysis that characterize the enabling conditions to agile work according to the POLA guidelines: organizational health, professional health, digital health, plus a fourth area dedicated to the quality of working life. The results show an overall positive evaluation by the staff, who managed well and appreciated more flexibility and autonomy working, in addition, to save time when travelling and improving work-life balance levels. Among the aspects to be more monitored figure digital infrastructures and the risks associated with loosening the boundaries between work and private life.

I servizi sociali nella pandemia: evoluzione di un settore strategico per il welfare

2022-03-13

Turchini Annalisa, Ferri Sergio, Ranieri Cristiana

Che cosa è accaduto al sistema dei servizi sociali nel corso dell’emergenza sanitaria del 2020? Quali ripercussioni ha avuto la pandemia sugli enti non profit, tra i principali erogatori di servizi sociali? A queste domande si offre di rispondere la IV Indagine Inapp sui Servizi sociali erogati dal non profit realizzata nei primi mesi del 2021, di cui di seguito si espongono i principali risultati. Il working paper illustra le evidenze più importanti emerse dalla rilevazione di campo che ha interessato dimensioni quali: tipologie di servizi erogati, risorse umane e professionali, governance, fonti finanziarie e relazioni con il territorio.

The effects of Law no. 56/2014 on gender composition in Italian Municipal Councils

2022-02-28

Ferri Valentina, Grieco Alina

La cosiddetta legge “Delrio” è stata introdotta in Italia al fine di rafforzare la rappresentanza politica femminile nei Comuni con più di 3.000 abitanti. Il presente contributo si propone di analizzare l'impatto della legge n. 56/2014 sulla presenza delle donne nelle giunte comunali attraverso i metodi di stima OLS e RDD (Regression Discontinuity Design). L'analisi si basa sui dati del Ministero dell'Interno e si riferisce alle elezioni amministrative 2014-2015. I risultati mostrano che quanto introdotto dalla legge n. 56/2014 ha portato ad un aumento della presenza femminile nelle giunte comunali. A livello nazionale si stima un incremento medio variabile da 13,5 p.p. a 15,7 p.p. a seconda del metodo adottato. L'effetto della legge è positivo e significativo al Nord e al Centro ma non al Sud.

Covid-19 and Working from Home: toward a ‘new normal’?

2022-02-27

Kosteas Vasilios D., Renna Francesco, Scicchitano Sergio

La pandemia di Covid che ha colto di sorpresa l'economia mondiale all'inizio del 2020 ha causato drastici cambiamenti nel modo in cui le persone conducono la propria vita quotidiana. Uno che avrà effetti di lunga durata, anche successivi alla pandemia, è il passaggio a modalità di lavoro flessibili, comprese le opzioni del lavoro a distanza. Inizialmente implementato per rispettare le ordinanze imposte dal governo, il lavoro a distanza è stato consentito anche dopo che le restrizioni sono stati revocate. In questo paper esamineremo alcune delle metodologie utilizzate in letteratura per misurare la capacità di una specifica occupazione di adattarsi al telelavoro.

Digital technologies, labor market flows and investment in training: Evidence from Italian employer-employee data

2022-02-10

Cirillo Valeria, Mina Andrea, Ricci Andrea

Le nuove tecnologie possono cambiare l'uso dei fattori produttivi, la loro qualità e il modo in cui gli input sono incorporati nell'organizzazione e nel processo produttivo. Utilizzando i dati a livello di impresa sull'adozione delle tecnologie digitali dell'Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp) uniti agli archivi amministrativi relativi ai lavoratori del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali (COB-SISCO) e al registro delle imprese fornito dall'Istituto Nazionale di Statistica (Asia-Imprese), gli autori esplorano gli effetti delle nuove tecnologie digitali sui flussi di lavoro a livello di impresa. Applicando una strategia empirica controfattuale, si osserva che le tecnologie digitali aumentano il tasso di assunzione di giovani lavoratori e riducono il tasso di separazione a livello di impresa. L’adozione di tecnologie digitali non sembra associarsi in modo statisticamente significativo alle assunzioni di laureati, ma piuttosto alla quota di dipendenti formati e a costi di formazione per dipendente.

On the emergence of cooperative industrial and labor relations

2022-01-31

Cardullo Gabriele, Conti Maurizio, Ricci Andrea, Scicchitano Sergio, Sulis Giovanni

In questo lavoro vengono esplorate le determinanti di lungo periodo dei rapporti di lavoro cooperativi a livello locale. Stimando l'effetto causale dei comuni medievali – che si costituirono in alcune città del Centro-Nord Italia verso la fine dell'XI secolo e che contribuirono all'emergere di un atteggiamento cooperativo nella popolazione – su diverse proxies degli attuali rapporti di lavoro cooperativo, per un campione (ripetuto) di imprese italiane osservate nel periodo 2010-2018, è emerso che le imprese situate in comuni che erano stati un libero comune medievale hanno ora maggiori reali probabilità di adottare strutture di contrattazione a due livelli e di essere sindacalizzate. Anche le stime con variabili strumentali confermano i nostri principali risultati.

Job polarization in Italy: structural change and routinization

2021-12-29

Intraligi Valerio, Ricci Andrea, Vittori Claudia

Questo lavoro prende in esame il cambiamento strutturale e la routinization hypothesis quali spiegazioni alternative per la polarizzazione delle occupazioni in Italia nel periodo 2004-2019. Si osserva che, malgrado il cambiamento strutturale in Italia sia caratterizzato dalla pronunciata contrazione del settore a più alta intensità di ‘routine-jobs’ – ossia il comparto manifatturiero – la progressiva scomparsa delle professioni di tipo routine è un fenomeno generalizzato che sta interessando trasversalmente tutti i settori dell’economia. Infatti, attraverso una scomposizione standard di tipo shift-share si osserva che la contrazione dell’occupazione nelle professioni routine in Italia è da attribuirsi solo marginalmente al cambiamento strutturale e al declino della manifattura. Si evidenziano invece risultati robusti a favore dell’argomentazione tecnologica attraverso stime OLS e 2LS. In particolare, sfruttando variazioni a livello di settore-provincia, i nostri risultati indicano che la specializzazione in mansioni di tipo routine aumenta significativamente la domanda relativa di professioni a bassa qualifica e basso salario per circa il 90 per cento dell’occupazione nell’economia privata Italiana del settore non agricolo.

European Pillar of Social Rights (EPSR): what effects on children’s rights law and policy?

2021-12-29

D'Emilione Matteo, Di Palma Anna

Negli ultimi due decenni, la crisi finanziaria del 2007-2008 e la più recente pandemia di Covid-19 hanno sottoposto i Paesi dell’Unione europea a una pressione significativamente crescente. Una delle conseguenze principali, è stato il peggioramento degli standard sociali nazionali, oltre che alla diffusione di un forte risentimento tra i cittadini. In questo quadro, il lavoro esamina il ruolo dell'Unione nel miglioramento delle condizioni sociali degli Stati membri attraverso la sua politica sociale. In particolare, è analizzato l'impatto del Pilastro europeo dei diritti sociali del 2017 e del relativo Piano d'azione sui diritti e sulle politiche a sostegno dei minori.

Apprenticeship in evolution: trajectories and prospects of dual systems in Europe and in Italy

2021-12-29

D'Agostino Sandra, Vaccaro Silvia

Alla luce dei risultati sulle esperienze europee (Austria, Francia, Germania e Svizzera), il paper esamina le ultime iniziative adottate in Italia per sviluppare un 'apprendistato duale' in collegamento con la IeFP, ovvero i percorsi formativi triennali e quadriennali gestiti dalle Regioni che rilasciano certificazioni riconosciute a livello nazionale. Il paper intende offrire spunti di riflessione per impostare in Italia una nuova strategia di sviluppo dell'apprendistato duale che, in linea con le indicazioni del PNRR, possa contribuire a contrastare gli effetti della pandemia sull'occupazione giovanile e ad affrontare le fragilità del sistema di istruzione e formazione professionale, che – se non debitamente prese in carico – rischiano di ostacolare il conseguimento degli obiettivi prefissati.

Contributi alle famiglie: esperienze europee a confronto e simulazione dell’assegno unico

2021-11-24

Biagetti Marco, Ferri Valentina, Marsiglia Salvatore

Il paper presenta in primo luogo una comparazione della spesa sociale a livello di Paesi OCSE, con particolare attenzione a quella per le famiglie. Il nostro Paese si trova più indietro rispetto ai Paesi dell’organizzazione e ai partner comunitari soprattutto per la componente in servizi della spesa, mentre non soffre di alcun ritardo nella componente in denaro né in quella costituita dai vantaggi fiscali. In secondo luogo, viene passato in rassegna lo stato dell’arte nella protezione delle famiglie con figli, prendendo in considerazione sette Paesi scandinavi, latini, centro-europei e slavi. Da ultimo, si presentano i risultati di una simulazione dell’impatto sul nuovo assegno unico in Italia. Tale simulazione, effettuata tramite l’ausilio del modello Euromod su dati EUSILC 2016-2018, mostra che l’ipotetico contributo verso le famiglie risulterebbe pressoché sostitutivo: spesa pubblica ed entrate si muoverebbero quasi di pari passo, senza incidere sul saldo del bilancio pubblico.

Formazione continua e innovazione tecnologica nelle macro-aree italiane: evidenze dall’indagine ROLA

2021-10-27

Ferri Valentina, Nobili Domenico, Tesauro Giuliana, Ferri Sergio

Attraverso questo lavoro – basato sull'indagine ROLA (Rilevazione delle opinioni dei lavoratori e delle aziende) – abbiamo potuto osservare come le differenze nell’ambito della formazione siano rilevanti tra Nord, Centro e Sud. Come primo obiettivo abbiamo stimato il livello medio di conoscenze nell’ambito delle innovazioni e la sua correlazione con diverse variabili, tra cui l’aver effettuato o meno un corso di formazione in tali materie. In secondo luogo, abbiamo stimato come l’aver effettuato un corso nell’ambito delle innovazioni tecnologiche si leghi alla probabilità che il lavoratore registri cambiamenti.

Le politiche nazionali di contrasto alla povertà viste dai servizi: la doppia sfida dell’implementazione e della crisi pandemica

2021-10-22

D'Emilione Matteo, De Angelis Marina, Giuliano Giovannina Assunta, Natoli Gabriella, Ranieri Cristiana

Il paper affronta la questione complessa, e più che mai attuale e dibattuta, del contrasto della povertà. Il focus dell’indagine, focalizzata sull’esperienza realizzata dai soggetti chiave, responsabili dell’attuazione delle misure di contrasto alla povertà nei territori, di cui il paper presenta i primi risultati, è posto sull’implementazione del Reddito d’Inclusione (REI), prima policy nazionale di contrasto della povertà introdotta in Italia, e sul passaggio al Reddito di Cittadinanza (RdC), e l’attenzione è concentrata sulla dimensione attuativa delle misure a livello territoriale.

Industrial relations and skill formation at the workplace: new insights from mixed methods

2021-10-12

Berton Fabio, Carreri Anna, Devicienti Francesco, Ricci Andrea

Si analizza la relazione che lega il ruolo della contrattazione integrativa, la presenza del sindacato e l’investimento in formazione professionale nei luoghi di lavoro. Al fine di illustrare tali meccanismi, la ricerca applica una strategia di analisi mista che integra dati campionari di impresa e dati qualitativi derivanti da interviste a testimoni privilegiati della regione Veneto. È possibile così dimostrare come la presenza del sindacato e, in particolare, l’adozione di accordi decentrati – integrativi del CCNL – favorisca l’intensità degli investimenti informativi anche in una prospettiva dinamica.

Il Sistema duale come risposta all’evoluzione dei fabbisogni di competenze del mercato del lavoro

2021-09-16

Crispolti Emmanuele, Franceschetti Massimiliano, Romito Alessia

Questo paper indaga su come il fenomeno del mismatch (skill shortage e/o skill gap) può essere contrastato da politiche che favoriscono l'avvicinamento del mondo della formazione e del mondo del lavoro attraverso percorsi di Istruzione e formazione professionale e più in generale con il cosiddetto Sistema duale e l’apprendistato (pratiche di work based learning). Il paper, in tema di skill shortage, mette a confronto, in termini di variazioni annuali, gli ultimi dati forniti da Unioncamere sulle previsioni dei fabbisogni occupazionali nel medio termine e quelli dell’ultimo Rapporto di monitoraggio Inapp sul sistema IeFP. Il confronto stima, per la prima volta, un significativo mismatch tra domanda di lavoro e offerta di qualificati.

Early Childhood Education and Care in Italy: investments and effects of the 0-6 years education system

2021-08-03

Rosiello Alessia, Marucci Marco

La strategia del Consiglio Europeo di Barcellona del 2002 prevedeva di raggiungere entro il 2010 una copertura del 33% di servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni). In Italia, tuttavia, la spesa sociale dedicata alla Early Childhood Education and Care (ECEC) rimane ancora al di sotto dei livelli previsti ed oggi, con la diffusione dell’epidemia Covid-19, il rischio che l’educazione e la cura vengano erogate a livelli qualitativi e quantitativi differenti è più che reale. Dopo un approfondimento sulla relazione tra maggiori investimenti nei servizi di educazione per la prima infanzia e il loro ritorno sociale, l’analisi empirica verrà condotta sui primi effetti, in Italia, del “Sistema integrato di educazione ed istruzione da 0 a 6 anni” (L. 65/2017) e in particolare sull’utilizzo del “Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione”.

Even more discouraged? The NEET generation at the age of Covid-19

2021-07-20

Aina Carmen, Brunetti Irene, Mussida Chiara, Scicchitano Sergio

Questo articolo studia se e in quale misura il rischio di diventare NEET (Not in Employment, Education or Training) in Italia sia peggiorato o meno durante la prima fase della pandemia da Covid-19. L'analisi si basa su un dataset originale ottenuto dall’unione di due indagini campionarie: la Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro (RCFL) svolta dall’Istat e l'Indice di qualità istituzionale elaborato da Nifo e Vecchione (2014). I principali risultati suggeriscono che la probabilità di essere NEET è aumentata significativamente durante la pandemia ma in modo eterogeneo tra coorti di età e aree geografiche. Con questo studio forniamo nuove e più recenti evidenze circa il fenomeno dei NEET dando ai policy maker una base informativa per adottare politiche "basate sull'evidenza" e adatte alle specifiche esigenze locali.

Stop worrying and love the robot: an activity-based approach to assess the impact of robotization on employment dynamics

2021-07-13

Caselli Mauro, Fracasso Andrea, Scicchitano Sergio, Traverso Silvio, Tundis Enrico

Questo lavoro esamina l'impatto che il cambiamento nell'esposizione ai robot ha avuto sulle dinamiche occupazionali a livello locale in Italia nel periodo 2011-2018. Il punto chiave del lavoro è la distinzione tra le attività lavorative complementari ai robot e quelle potenzialmente sostituibili dai robots stessi. I risultati mostrano che l’introduzione di robot industriali ha contribuito, seppur in misura contenuta, a ridurre il tasso di disoccupazione. Infatti, da un lato, le categorie occupazionali potenzialmente esposte al rischio di sostituzione da parte dei robot industriali non sembrano aver risentito dell’introduzione di questi ultimi. Dall'altro, i posti di lavoro destinati agli “addetti ai robot”, sono aumentati di circa il 50% in poco meno di dieci anni, con un aumento significativamente maggiore nelle aree caratterizzate da un ricorso più intenso ai robot industriali.

Gli effetti del Servizio civile sull'occupabilità dei giovani. Una stima tramite Statistical Matching

2021-05-28

De Luca Federica, Ferri Sergio

Partendo dai dati campionari relativi a due popolazioni di volontari del Servizio civile, intervistate ‘ex-ante’ ed ‘ex-post’ rispetto all’esperienza di servizio, il contributo propone una stima degli effetti del Servizio civile rispetto alla dimensione dell’occupabilità (outcome variable) dei giovani coinvolti dal programma, tramite analisi controfattuale basata sulla tecnica dell’abbinamento statistico (statistical matching). Si presentano preliminarmente la policy e le dimensioni del ‘fenomeno’, si delineano i profili di giovani che il Servizio civile intercetta nella sua forma ordinaria in termini socio- anagrafici, si propongono i risultati in termini di employment, infine, si presenta una stima degli effetti del Servizio civile sulla dimensione dell’occupabilità misurata tramite OKI- Inapp, un indice composito multidimensionale probabilistico elaborato da Inapp.

Who lost the most? Distributive effects of the Covid-19 pandemic

2021-05-19

Aina Carmen, Brunetti Irene, Mussida Chiara, Scicchitano Sergio

L’articolo analizza le conseguenze della prima ondata della pandemia da Covid-19 sulla distribuzione dei salari in Italia. In particolare, si sono evidenziate quali categorie di lavoratori e settori economici hanno sofferto maggiormente tale situazione e in che misura sia il livello effettivo di smart working che la propensione a lavorare da casa abbiano influenzato la distribuzione dei salari. Si utilizza un dataset innovativo ottenuto dall’unione di due indagini campionarie: la Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro (RCFL) svolta dall’Istat e l'Indagine Campionaria sulle Professioni (ICP) condotta dall’Inapp.

Sometimes you cannot make it on your own. How household background influences chances of success in Italy

2021-05-04

Bonacini Luca, Gallo Giovanni, Scicchitano Sergio

In questo articolo, esploriamo i canali tramite i quali il background familiare determina le opportunità educative e sociali di un individuo in Italia. La nostra analisi si basa su un ricco set di dati che contiene informazioni sia sugli individui che sui loro veri genitori, nonché informazioni sulle capacità non cognitive degli individui. Questo lavoro rappresenta anche il primo tentativo di valutare se e in quale misura i tratti della personalità influenzano le opportunità educative e lavorative in Italia e come interagiscono con il contesto familiare. I risultati evidenziano che il livello di istruzione dei genitori è più rilevante del livello delle abilità professionali dei genitori nel determinare le opportunità educative e sociali degli individui. L'inclusione delle variabili "Big-5" nel modello aiuta a controllare per le variabili omesse e riduce l'eterogeneità non osservata nella mobilità sociale intergenerazionale tra individui con lo stesso livello di istruzione e competenze. I nostri risultati mostrano un mercato del lavoro duale e disuguale.

Evaluating the Youth Guarantee Incentive: Evidence from employer-employees data

2021-04-28

Brunetti Irene, Ricci Andrea

Il paper analizza l’impatto che l’incentivo fiscale alle assunzioni – previsto per gli iscritti al programma Garanzia Giovani – esercita sulle decisioni di impresa in materia di assunzione e cessazione dei rapporti di lavoro. A tal fine si utilizza un dataset di tipo employer-employees che integra le informazioni derivanti dalle Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL-Inapp) con quelle riguardanti le storie contrattuali degli individui registrati nel Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie (SISCO-MLPS). L’applicazione di una strategia econometrica di tipo controfattuale permette quindi di dimostrare come l'utilizzo degli incentivi finanziati all’interno dal programma GG genera – nel breve periodo – un aumento di circa un punto percentuale della quota di assunti sotto i 30 anni, mentre non esercita alcun effetto significativo sulla proporzione di giovani che si separano – per qualsiasi ragione – dalle imprese in cui erano occupati.

Decomposing the role of great recession on income polarization by population groups

2021-03-18

Ricci Chiara Assunta, Scicchitano Sergio

In this paper two different non-parametric methods are applied to disentangle the role of Great Recession on income polarization in Italy by population groups (gender, occupational status, education, age, residential area and state of birth). Results show a general downgrading, particularly of lower incomes, where low-educated, young, southern and foreign head of household are located out of the crisis. Young people and especially foreigners have suffered the most from the crisis. Thus, the decomposition of the polarization indices by population groups is able to provide specific useful policy indications, tailored to groups’ needs.

Digital technologies and firm performance: Industry 4.0 in the Italian economy

2021-03-17

Cirillo Valeria, Fanti Lucrezia, Mina Andrea, Ricci Andrea

New digital technologies can generate substantial gains for adopting businesses. In this paper we put to the test the effects that these technologies have on firm performance. More specifically, we analyse the impact of new technologies associated with the Industry 4.0 paradigm on labour productivity, average wages and sales growth. The analysis is based on data drawn from Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL) Survey run by the Inapp on a large representative sample of Italian firms.

Tax breaks for incentive pay productivity and wages: evidence from a reform

2021-03-16

Damiani Mirella, Pompei Fabrizio, Ricci Andrea

This paper analyses the impact of a tax break for incentive pay (introduced in Law n. 208/2015) on labour productivity and average wages in Italian firms. We use a unique source of firm-level information provided by Rilevazione su Imprese e Lavoro - Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (RIL-Inapp) surveys merged with the Orbis archive over a three-year reference period 2010-2014-2018.

Routine biased technological change and wage inequality: the role of workers' perceptions

2021-03-10

Biagetti Marco, Scicchitano Sergio, Vannutelli Silvia

The Routine Biased Technological Change (RBTC) has been called as a relatively novel technology-based explanation of social changes like job and wage polarization. In this paper we investigate the wage inequality between routine and non-routine workers along the wage distribution in Italy.

Scuole chiuse, classi aperte. Il corpo docente alla prova della didattica a distanza: una prospettiva dal mercato del lavoro

2021-03-09

Ferritti Monya

In seguito alla pandemia, il passaggio dalla lezione frontale, effettuata nelle scuole, alla lezione online, realizzata da casa con le proprie attrezzature, è stato molto rapido e il sistema dell'istruzione non ha avuto il tempo di accompagnare e preparare gli insegnanti all'utilizzo delle nuove tecnologie e delle metodologie didattiche innovative. Alla luce di questo nuovo scenario, è stata condotta un'indagine esplorativa che ha osservato il processo di transizione del corpo docente caratterizzata da numerose difficoltà impreviste e operata in forma emergenziale. Scopo dell'indagine è stato quello di indagare l'effetto dell'emergenza Covid-19 sulla nuova organizzazione e pianificazione delle modalità di lavoro dei docenti, in particolare rilevando le problematiche educative e tecnologiche.

Covid-19 and women’s attitude to work: commitment, effectivity and participation

2021-03-08

Brunetti Irene, Corsini Lorenzo, Martelli Irene

Authors try to assess the Covid-19’s and the lockdown policy’s impact on the attitude and capability of women toward work and labour force participation. Data used come from an online survey on women working conditions before and during the lockdown as well as their perspective on their post-lockdown situation.The analysis carried out relies on Item Response Theory to estimate a latent measure that captures the capability of women to commit fruitfully in their work activities. Such estimation has been used to compare how the lockdown impacted on this factor. The results suggest a predictable worsening of the women working conditions and perspectives, but they also show that this worsening was not symmetric across all the categories of women.

Dalla Fase 1 alla Fase 2: quale transizione per uomini e donne? Sintesi survey. Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid. Una prospettiva di genere

2021-02-15

Cardinali Valentina

A partire dal post lockdown, si è avviata una delle più complesse transizioni degli ultimi anni, in cui la ripresa dell’attività produttiva e lavorativa si inserisce in una riorganizzazione del lavoro e della vita sociale improntata a nuove regole di relazione e funzione, in un clima di generale incertezza circa gli esiti e i tempi di fuoriuscita dall’emergenza pandemica. Questa transizione non è un processo uniforme, né tantomeno "neutro" ma ha applicazioni e ricadute diverse su uomini e donne. La survey “Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid. Una prospettiva di genere” ha dedicato uno specifico modulo ad indagare come uomini e donne affrontano questa fase di passaggio rispetto ai temi della condizione lavorativa, organizzazione familiare, incidenza del care burden, effetti della situazione in ambito personale/familiare, valutazioni economiche, paure, priorità, prospettive.

Within-firm inequality in workdays and labour productivity: evidence from linked employer-employee Italian data

2020-11-13

Bloise Francesco, Cirillo Valeria, Raitano Michele, Ricci Andrea

Using a longitudinal dataset built by merging survey and administrative datasets on Italian firms, we investigate the association between productivity growth and labour flexibility by focusing on the role of inequality of yearly workdays within firms. In addition to a negative association between productivity and the share of fixed-term employment, we find a further negative association between this type of within-firm inequality and productivity. This finding suggests that higher inequality in workdays may weaken cooperation among workers, affecting labour productivity.

Unequal societies in usual times, unjust societies in pandemic ones

2020-10-16

Dosi Giovanni, Fanti Lucrezia, Virgillito Maria Enrica

This pandemic is producing the most severe crisis after the Great Depression and has been used to implement forms of massive social control hardly conceivable in ‘advanced democracies’. Butterfly effects are well-known in complexity sciences. However, social scientists have still difficulties in understanding how a grain can make the sandcastle fall down. On the contrary, we are now under the actual risk of starting a ‘new normal’ without dealing with the deep routes and origins of this crisis, with the dominant intellectual discourse pushing for maintaining and indeed reinforcing the status quo, established power and social blocks. This myopic strategy might end up in collectively disruptive socio-political transformations.

Digitizing firms: skills, work organization and the adoption of new enabling technologies

2020-09-01

Cirillo Valeria, Fanti Lucrezia, Mina Andrea, Ricci Andrea

New enabling technologies are shaping the transformation of production activities. This process of change is characterised by growing digitization, inter-connectivity and automation. The diffusion of new technologies is, however, very uneven, and firms display different adoption patterns. By using the panel component of the RIL-Inapp survey wave of 2018, we explore the patterns and determinants of new technology adoption in a large representative sample of Italian firms. We build our theoretical framework on the nexus between technology and the quality and organisation of work. We then provide novel econometric evidence on the positive effects of human capital and training.

Evaluating hiring incentives: evidence from Italian firms

2020-08-07

Brunetti Irene, Martino Enrica M., Ricci Andrea

This paper analyses the effect of hiring incentives on firms’ employment. At this aim, we use micro-data drawn from Rilevazione su Imprese Lavoro (RIL), a survey conducted by Inapp in 2010, 2015 and 2018 on a representative sample of limited liability and partnership firms. Applying a policy evaluation framework, we demonstrate that the use of incentives causes a significant increase of the share of newly hired workers in the shortrun. Moreover, we show that the overall positive effect of hiring incentives are driven by industrial sector rather than services one. Finally, these results are robust to econometric methods that controls for both firms’ unobserved heterogeneity and endogeneity issues.

What drives employment-unemployment transitions? Evidence from Italian task-based data

2020-07-24

Cassandro Nicola, Centra Marco, Esposito Piero, Guarascio Dario

Relying on a unique longitudinal integrated database supplying micro-level information on labor market transitions (concerning the 2011-2017 period) and occupation task characteristics (e.g. routine-task intensity), this paper provides fresh evidence of the determinants of unemployment risk in Italy. We find that workers employed in routineintensive occupations do not display – on average – higher unemployment risks than the rest of the workforce. However, on distinguishing between cognitive and manual tasks, it turns out that workers employed in occupations entailing a large proportion of routine cognitive tasks (such as workers employed in service occupations as cashiers or call-center operators) are in fact exposed to a relatively higher risk of becoming unemployed.

All that glitters is not gold. Influence of working from home on income inequality at the time of Covid - 19

2020-07-02

Bonacini Luca, Gallo Giovanni, Scicchitano Sergio

The recent global Covid-19 pandemic forced most of governments in developed countries to introduce severe measures limiting people mobility freedom in order to contain the infection spread. Consequently, working from home (WFH) procedures became of great importance for a large part of employees, since they represent the only option to both continue working and keep staying home. Based on influence function regression methods, our paper explores the role of WFH attitude across labour income distribution in Italy. Results show that increasing WFH attitudes of occupations would lead to a rise of wage inequality among Italian employees.

Sanità di base e di emergenza. Risorse, opinioni degli italiani e livelli essenziali

2020-06-10

Bergamante Francesca, Canal Tiziana, Marucci Marco

L’emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha riaperto in modo prorompente il dibattito sul nostro Servizio sanitario nazionale, sottolineandone capacità e resilienza, ma anche debolezze strutturali complessive e di alcune realtà in modo specifico. Il contributo analizza la percezione della popolazione nei confronti del sistema sanitario a livello regionale, considerando la valutazione della sanità di base e di quella di emergenza utilizzando i dati dell’indagine Inapp PLUS 2018. I risultati delle analisi sono confrontati con la spesa regionale, con i dati sui posti letto disponibili, con gli indicatori sull’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) e con indicatori relativi all’offerta ospedaliera.

Educational mismatches, routine biased technological change and unemployment: evidence from Italy

2020-05-21

Esposito Piero, Scicchitano Sergio

This paper investigates the relation between educational mismatches and individual unemployment risk in Italy with a special focus on the role of technological change and labour demand characteristics. A novel dataset obtained merging two surveys (ICP and PLUS) is used to build different measures of educational mismatch and a measure of routine intensity on Italy: the Routine Task Index. The latter takes into account the effect of Routine Biased Technical Change (RBTC) in determining educational mismatches and unemployment risk. The results indicate that over−education is significantly associated with higher unemployment risk.

Emergenza Covid-19 e tutela dell’occupazione non standard

2020-05-12

Filippi Michelangelo, Marocco Manuel, Quaranta Roberto, Ricci Andrea

L’emergenza sanitaria ha indotto il Governo italiano a introdurre un sistema di ammortizzatori sociali ‘speciali’ per tutelare il reddito dei lavoratori coinvolti dai provvedimenti di sospensione dell’attività economica. I dati dell’archivio delle Comunicazioni obbligatorie permettono di sviluppare una prima analisi dell’efficacia di questa azione di policy, sulla base dell’ipotesi che le condizioni del mercato del lavoro in Italia tra marzo e maggio 2019 fossero ‘analoghe’ a quelle che si sarebbero verificate, per lo stesso periodo nell’anno corrente, in assenza della crisi sanitaria e del conseguente lockdown delle attività produttive.

Italian workers at risk during the Covid-19 epidemic

2020-04-16

Barbieri Teresa, Basso Gaetano, Scicchitano Sergio

We analyse the content of Italian occupations operating in about 600 sectors with a focus on the dimensions that expose workers to contagion risks during the Covid-19 epidemics. To do so we leverage extremely detailed and granular information from ICP, the Italian equivalent of O*Net. We find that several sectors need physical proximity to operate: the workers employed in Italy in sectors whose physical proximity index is above the national average are more than 6.5 million (most of them in retail trade). Groups at risk of contagion and complications from Covid-19 (mainly male above the age of 50) work in sectors that are little exposed to physical proximity, currently under lockdown or can work remotely.

Il lavoro discontinuo di breve e brevissima durata in Italia nell’ultimo decennio: l’evidenza dei dati amministrativi

2020-03-10

Filippi Michelangelo, Marocco Manuel, Quaranta Roberto, Scicchitano Sergio

Sono trascorsi ormai di cinque anni dalla fine della crisi economica e il mercato del lavoro sembra essere profondamente cambiato. Il lavoro appare molto più discontinuo nel tempo rispetto al passato, con periodi di occupazione, il più delle volte inferiori a un anno, alternati a periodi di inattività, sotto-occupazione o disoccupazione. Il documento esamina l’andamento degli avviamenti al lavoro di breve e brevissima durata, facendo riferimento alle tipologie contrattuali che più di altre vengono utilizzate per impiegare lavoro discontinuo nel periodo compreso tra gennaio 2009 e marzo 2019. L’analisi è condotta con l’utilizzo dei dati amministrativi, a cadenza mensile, del Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie (SISCO).

Education-occupation mismatch of migrants in the Italian labour market: the effect of social networks

2020-03-09

Van Wolleghem Pierre Georges, De Angelis Marina, Scicchitano Sergio

Whilst migration has become a structural feature of most European countries, the integration of foreigners in the labour market continues to raise concerns. Evidence across countries shows that migrants are more often over-educated than natives. This article has two objectives: it assesses the extent to which over-education affects migrants and it evaluates the role informal networks play in producing it. We find that foreigners are more over-educated than natives but that the role of networks is consistent across the two groups. Empirical evidence is drawn from the application of quantitative and counter-factual methods to PLUS 2018.

Dinamica occupazionale, retribuzioni e natura delle mansioni nella PA e nei settori del welfare. Evidenze dai dati Istat-RCFL e Inapp-ICP

2020-01-23

Barbieri Teresa, Centra Marco, Guarascio Dario

Proseguendo la linea tracciata da precedenti analisi Inapp concernenti la relazione tra cambiamento tecnologico, mansioni e dinamica occupazionale, si è inteso esplorare la dinamica occupazionale e retributiva dei settori della pubblica amministrazione e del welfare – comparando le performance di tali settori con quelle del resto dell’economia – fornendo, in aggiunta a ciò, un approfondimento specifico sul rischio di ‘disoccupazione tecnologica’ (e.g. sostituzione da parte di macchine o dispositivi informatici delle occupazioni caratterizzate da un tasso preponderante di mansioni ripetitive, codificabili e riproducibili) a cui sono esposti gli occupati impiegati in tali settori.

Incentivi per l’occupazione e contratto a tutele crescenti. Valutazione dell'impatto sulle cessazioni di rapporti di lavoro

2019-12-11

Centra Marco

Gli incentivi introdotti nel biennio 2015-2016 dalle leggi di stabilità per i rispettivi anni, finalizzati a favorire l'assunzione di lavoratori a tempo indeterminato, secondo uno studio dell'Inapp, hanno avuto un impatto rilevante, generando circa 900 mila assunzioni che, in assenza degli incentivi, avrebbero avuto una forma contrattuale diversa dal tempo indeterminato o non avrebbero avuto luogo. Il lavoro qui proposto intende valutare, prima della scadenza dei tre anni di agevolazione, se vi sia stata una flessione significativa della probabilità di cessazione dei rapporti di lavoro incentivati. La metodologia segue un'approccio controfattuale, identificando l'effetto degli incentivi sulla probabilità di cessazione entro 12 mesi dei rapporti di lavoro che hanno usufruito dello sgravio contributivo.

Skill gap, mismatch, and the dynamics of Italian companies’ productivity

2019-10-29

Fanti Lucrezia, Guarascio Dario, Tubiana Matteo

Relying on a unique integrated database, this work explores the relationship between labour productivity, on one side; intensity and characteristics of companies’ skills need and degree of skill mismatch, on the other. The analysis focuses on a representative sample of Italian limited liability companies observed during the years 2012, 2014 and 2017.

Immigration and unemployment in Europe: does the core-periphery dualism matter?

2019-08-02

Esposito Piero, Collignon Stefan, Scicchitano Sergio

The migrant crisis is one of the most challenging tasks the EU has ever faced. In this paper, we assess the impact of immigration and unemployment for a sample of 15 EU countries between 1997 and 2016. We test for the existence of a core-periphery dualism based on differences in macroeconomic fundamentals and labour market characteristics. We use a Panel Error Correction Model to assess the direction and persistence of the impact of immigration on domestic unemployment in the short and in the long run. In the long run, immigration is found to reduce unemployment in all peripheral-countries. In core countries, we find no long-run impact of immigration on unemployment due to substantial heterogeneity. As for short-run dynamics, we find a confirmation of the result that immigration reduces unemployment for the whole sample.

NDC schemes and the labor market: issues and options

2019-08-01

Holzmann Robert, Robalino David, Hernan Winkler

Defined contribution (DC) schemes – whether unfunded or funded – are often considered superior to defined benefit (DB) schemes in their ability to address labor market issues, particular in encouraging formal employment and delayed retirement. Conceptually, the assessment is based on superior incentives to work and save. Yet economic and social realities are more complex. This paper explores design and labor market conditions that potentially constrain DC schemes. The paper concludes that to achieve their conceptual potential, DC schemes require design innovations, including a better integration of basic provisions and complementary labor policies that promote job creation in the formal sector and expand job opportunities during old age.

Administrative requirements and prospects for universal NDCs in emerging economies

2019-08-01

Palacios Robert

Many public policies are impossible to implement without adequate administrative systems in place. This is true for modern pension schemes and in particular, notional defined contribution (NDC) schemes. Today these systems must be digital yet most pension systems predate computerization and must find a way to bridge past and present. The shift from defined benefit (DB) to NDC brings particular challenges in recordkeeping. This paper briefly reviews the administrative requirements of NDCs and offers a simple checklist for countries considering this type of reform. The last section describes a universal NDC scheme that harnesses the modern digital infrastructure that may allow developing countries to overcome the limitations of traditional contributory systems and their reliance on payroll taxes.

The politics of NDC pension scheme diffusion: constraints and drivers

2019-08-01

Guardiancich Igor, Weaver R. Kent, Demarco Gustavo, Dorfman Mark C.

Nonfinancial defined contribution (NDC) schemes offer governments desirable properties in terms of efficiency, fairness, and financial sustainability and an opportunity to deflect the blame for pension cuts. Yet adoptions of NDC schemes largely ground to a halt and several countries retreated from NDC implementation after legislation. Lack of support from powerful international actors is partly to blame, as is the perceived rigidity of NDC in reducing room for policy maneuver. Correct implementation requires substantial administrative capacity. Less demanding automatic stabilizing mechanisms undercut the appeal of NDC in the European Union. Thus, while being an important option for policy makers and a benchmark against which to measure alternative reforms, NDC is unlikely to become the dominant pension design choice anytime soon.

Gender and family: conceptual overview

2019-08-01

Barr Nicholas

This paper starts from the fact that women receive lower pensions than men on average, and considers policies to address that fact. Women typically have lower wages than men, a greater likelihood of part-time work and more career breaks, and thus generally a less complete contribution record. In addition, pension age may be lower for women and annuities may be priced using separate life tables for women. The paper looks at three strategic ameliorative policy directions: policies intended to increase the size and duration of women’s earnings and hence improve their contribution records; policies to redirect resources within the pension system, including for survivors and after divorce; and ways of boosting women’s pensions with resources from outside the pension system.

Drivers of the gender gap in pensions: evidence from EU-SILC and the OECD pension model

2019-08-01

Lis Maciej, Bonthuis Boele

This paper explores trends and drivers behind the gender gap in pensions (GGP) in Europe, focusing on countries with notionally defined contribution (NDC) schemes: Italy, Latvia, Norway, Poland, and Sweden. Based on current gender gaps on the labor market, the paper relates the progressivity of pension systems and the coverage of child care-related spells to the GGP. It shows that NDC countries do not stand out as a group compared to other European countries in terms of pension outcomes for women. Nevertheless, NDC countries differ significantly from one another. Choices of indexation of pensions in payment and survivors’ pension options have a strong impact on gender inequalities. Still, labor market differences are the most important driver of the GGP.

Setting up a communication package for the italian NDC

2019-08-01

Boeri Tito, Cozzolino Maria, Di Porto Edoardo

In the last 30 years the Italian pension system was repeatedly reformed and counter-reformed, increasing uncertainty about future pensions. A low level of financial literacy exacerbated this problem. In 2015, the Italian Social Security Institute (INPS) launched a project to allow all insured workers to have more precise information about their future benefits. This paper analyzes the results of a survey carried out to evaluate the project’s performance. The findings are encouraging – around 80 percent of respondents rate the INPS service as at least “very helpful.” Even if 42 percent of the sample overestimates their future pension, 16–29 percent reveal a willingness to change their expectation on retirement income after receiving new information.

Harnessing a young nation's demographic dividends through a universal NDC pension scheme: a case study of Tanzania

2019-08-01

Larsson Bo, Leyaro Vincent, Palmer Edward

About one-half of Africa’s population will remain below age 30 well past 2050, with relatively few aged 60 and older. Using Tanzania’s projected demographics and present economic point of departure, this paper demonstrates how the implicit “double” demographic dividend can be harnessed to create inclusive growth. A Swedish-style nonfinancial defined contribution (NDC) system is launched where the government can borrow funds from the future through NDC “consol” bonds to transform individual savings into human and physical capital to promote inclusive economic growth. The consol bonds constitute a reserve to cover pensions of the retiring “demographic bubble” in the future as the dependency ratio gradually glides into demographic equilibrium. Minimum transfers to the current elderly are also introduced with the phase-in.

Labor market participation and postponed retirement in central and eastern Europe

2019-08-01

Gal Robert I., Rado Marta

This paper shows that as the educational composition in the 55–64-year-old age bracket improved between the mid-1990s and the mid-2010s, the effective retirement age rose rapidly in the Central and Eastern European region. This increase was fast enough to keep life expectancies at the effective retirement age practically unchanged. In effect, the labor market absorbed all improvements in life expectancies in older working ages. The paper also shows that maintaining the current life expectancies at retirement over the next 30 years requires less effort in terms of further raising the effective retirement age than what the region achieved in this respect in the last 15 years.

Communicating NEST pensions for “New” DC savers in the United Kingdom

2019-08-01

Sandbrook Will, Ravi Burslem Ranila

All UK employers now offer a pension scheme including the use of automatic enrollment. More than 9 million people have started saving into a workplace pension as a consequence. NEST is a pension scheme that any employer can use to meet its auto enrollment obligations. It was set up to serve those traditionally poorly served by commercial pension provision. NEST is built around features tested and seen as important and motivating for potential members and employers, underpinned by extensive research with future members and analysis of feedback from existing customers. The communications approach had a major focus on providing reassurance that saving is a “good” thing and NEST will look after one’s money.

Pensions in a globalizing world: how do (N)DC and (N)DB schemes fare and compare on portability and taxation?

2019-08-01

Genser Bernd, Holzmann Robert

Pensions and broader forms of retirement income do not stop at national borders. As part of globalization, individuals increasingly spend part of their working or retirement life abroad but want to keep or move their acquired rights, accumulated retirement assets, or benefits in payment freely across borders. This raises the issue of the portability and taxation of cross-border pensions in accumulation and disbursement. This paper addresses both portability and taxation issues from the angle of which type of pension scheme – defined benefits (DB) or defined contributions (DC) – is more aligned with globalization in establishing individual fairness, fiscal fairness, and bureaucratic efficiency. The paper shows that DC schemes tend to dominate DB schemes both at the level of portability and taxation.

The impact of lifetime events on pensions: NDC schemes in Poland, Italy, and Sweden and the point scheme in Germany

2019-08-01

Chlon Dominczak Agnieszka, Gora Marek, Kotowska Irena E., Magda Iga, Ruzik Sierdzinska Anna, Strzelecki Paweł

The paper focuses on the interrupted careers in four countries where pensions are based on lifetime labor income, but they have different labor market patterns. High levels of employment in Germany and Sweden are in contrast with low levels of employment, particularly for women, in Italy and Poland. Career interruptions of women in Italy mean early withdrawal from the labor market, while in Sweden women choose part-time employment. Lower employment rates and gender pay gaps are important causes of differences in expected pension levels. The pension system design and demographics are also different. Prolonging working lives and reducing gender gaps in employment and pay, particularly for those at risk of interrupted careers, is key to ensure decent old-age pensions.

NDC schemes and heterogeneity in longevity: proposals for redesign

2019-08-01

Holzmann Robert, Alonso Garcia Jennifer, Labit Hardy Heloise, Villegas Andres M.

A positive relationship between lifetime income and life expectancy leads to a redistribution mechanism when the average cohort life expectancy is applied for annuity calculation. Such a distortion puts into doubt the main features of the NDC (nonfinancial defined contribution) scheme and calls for alternative designs to compensate for the heterogeneity. This paper explores five key mechanisms of compensation: individualized annuities; individualized contribution rates; a two-tier contribution structure with socialized and individual rates; and two supplementary two-tier approaches to deal with the income distribution tails. Using unique American and British data, the analysis indicates that both individualized annuities and two-tier contribution schemes are feasible and effective and thus promising policy options. A de-pooling by gender will be required, however.

Developing coherent pension systems: design issues for private pension supplements to NDC schemes

2019-08-01

Price William

This paper reviews the design of private pensions alongside a notional defined contribution (NDC) – or public – component. A mix of public and private pensions is the best way to deliver a strong combination of five core outcomes: coverage, adequacy, sustainability, efficiency, and security. Choices for market structure, benefit type, contributions, and investment strategy can be guided by their impact on these outcomes. The clarity of an NDC formula allows the joint distribution of public and private pensions to be modeled – which can be crucial for optimal investment strategies given, for example, the negative correlation between real per capita gross domestic product growth and equity markets over long periods. NDC payout formulas have broad applications where annuity markets are weak.

The notional and the real in China’s pension reforms

2019-08-01

Lu Bei, Piggott John, Zheng Bingwen

This paper discusses the potential expansion of the role of the notional defined contribution (NDC) paradigm in the ongoing reforms of retirement provision in China. It finds that mature age life expectancy is remarkably uniform among formal sector workers at the time of retirement, although greater heterogeneity does exist for Rural and Urban Residents Pension Scheme members. The implications of a stylized NDC structure are examined covering China’s major pension systems, calibrated to be actuarially neutral. Each system has a different contribution rate and retirement age, consistent with different life expectancies. A complementary social pension is also proposed. The paper concludes that an increased presence of the NDC paradigm has the potential to raise aggregate welfare.

Sweden’s fifteen years of communication efforts

2019-08-01

Boado Penas Maria Del Carmen, Settergren Ole, Ekheden Erland, Naka Poontavika

It is desirable that pension reforms and legislated rules have the backing of the population or at least are accepted by voters. With the objective of achieving “acceptance,” the Swedish Pensions Agency publishes an annual actuarial balance of the solvency of the whole public pension system and distributes to each participant information on his or her individual accumulated notional balance and funded accounts, movements during the year, and estimates of the projected individual future pension amount. This paper describes the Swedish pension experience in communication with pension participants over the last decade, together with the main changes in information delivered to improve individuals’ pension knowledge and help them make more informed, better decisions on work, savings, and retirement.

Digitalization, routineness and employment: an exploration on Italian task-based data

2019-08-01

Cirillo Valeria, Evangelista Rinaldo, Guarascio Dario, Sostero Matteo

This paper explores the relation between the digitalization of labour processes, the level of routineness of tasks and changes in employment. The levels of digitalization and routineness of occupations in 796 5-digit ISCO occupational groups are measured using data from a unique Italian occupational-level survey on skill, task and work contents – the Inapp-Istat Survey on Italian Occupations (ICP), an O*NET-type dataset. We develop three novel digitalization indices: a digital use index measuring the use of digital devices and technologies in the workplace, a digital skills index assessing the familiarity and skill in using digital technologies, and a digital tasks index capturing the frequency and importance of selected digital tasks.

Information and financial literacy for socially sustainable NDC pension schemes

2019-08-01

Fornero Elsa, Oggero Noemi, Puglisi Riccardo

This paper is centered on the complementary roles played by pension communication/information and financial literacy for a sustainable and equitable nonfinancial defined contribution (NDC) system at both the micro and macro socioeconomic level. The paper presents new evidence on: (i) the concern of public opinion about pensions in five European countries (France, Germany, Italy, Sweden, and the United Kingdom), as approximated by Google Trends data; (ii) the relationship between measures of online search volume and coverage by traditional media (i.e., national newspapers); and (iii) the volume and framing of newspaper coverage for a specific reform (i.e., the 2011 Italian reform). On the demand (users) side, the paper considers pension literacy as an element to increase the effectiveness of reforms.

The ABCs of NDCs

2019-07-31

Holzmann Robert

Nonfinancial defined contribution (NDC) pension schemes have been successfully implemented since the mid-1990s in a number of European countries (Sweden. Italy, Latvia, Poland, and Norway). The NDC approach features the lifelong contribution–benefit link of a financial defined contribution scheme, but is based on the pay-as-you-go format. An NDC approach implemented by the rulebook can manage the economic and demographic risks inherent to a pension scheme and by design creates financial sustainability. This paper offers a nontechnical introduction to NDC schemes, their basic elements and advantages over nonfinancial defined benefit schemes, the key technical frontiers of the approach, and the experiences of countries with NDC schemes.

The Polish NDC scheme: success in the face of adversity

2019-07-31

Buchholtz Sonia, Dominczak Chlon Agnieszka, Gora Marek

Poland’s pension system faces multiple challenges, including accelerating population aging. Early retirement policy aimed at mitigating mass exit from the labor market led to the rise of pension system economic dependency. Transition to a nonfinancial and financial defined contribution (NDC+FDC) system in 1999 mitigated the fiscal risk and an unfair balance of interest between the working and retired generations. The new system separated the income allocation and redistribution. The retirement age was raised. However, the implementation of the new system is a case study of misuse for current political goals, ad hoc tweaks, and unfinished topics. Yet the 1999 pension reform met its goals.

Annuities in (N)DC Pension Schemes: Design, Heterogeneity, and Estimation Issues

2019-07-31

Palmer Edward, De Gosson De Varennes Yuwei Zhao

This paper identifies and discusses four issues in creating annuities in (nonfinancial) defined contribution (NDC) schemes that are essential for systems’ financial stability and fair inter/intragenerational redistribution. The first issue is the choice between incorporating the rate of return into the annuity or into the exogenous indexation. The second issue is in choosing a projection method for life expectancy that produces systematically unbiased estimates. The third issue is at what age the projection of life expectancy is to be fixed over the remaining lifetime of the annuity. The final issue is the prevalence of socioeconomic heterogeneity within the insurance pool.

Sweden: adjoining the guarantee pension with NDC

2019-07-31

Nelson Kenneth, Nieuwenhuis Rense, Alm Susanne

This paper analyzes old-age incomes in Sweden from a pension policy perspective, focusing on both the economic position of elderly citizens and the redistributive effects of the pension system’s different parts. The empirical analyses show that each subsequent cohort that reaches retirement age faces higher relative poverty risks than previous cohorts. The relative decline in the value of the guaranteed minimum pension vis-à-vis the real income growth of wage earners brings to the forefront the issues of indexation of the guarantee and the ceiling on the meanstested housing benefits – i.e., the basic safety net for pensioners.

The Norwegian NDC Scheme: Balancing Risk Sharing and Redistribution

2019-07-31

Stolen Nils Martin, Fredriksen Dennis, Hernaes Erik, Holmoy Erling

The main goals of reforming the Norwegian old-age pension system toward nonfinancial defined contributions (NDC) in 2011 were to improve long-run fiscal sustainability and labor supply incentives. Maintaining much of the redistributive effects of the former public pension system was also an important concern. Econometric analyses reveal the 2011 reform’s significant effects on postponing retirement. Results from a dynamic microsimulation model show that the reform is expected to have substantial effects on old-age pension expenditures in the long run without any large negative distributional effects. Macroeconomic analyses indicate that the reform is likely to make a great fiscal impact in the long run, and higher employment plays an important role in this aspect.

Chile's Solidarity Pillar: A Benchmark for Adjoining Zero Pillar with DC Schemes

2019-07-31

Fajnzylber Eduardo

In 2008, Chile introduced a New Solidarity Pillar (NSP) designed to eliminate the incidence of poverty among elderly adults by setting a floor at around 40 percent of the minimum monthly income for the poorest 60 percent of the population. This paper describes the NSP’s main characteristics and the main results achieved during its first seven years of operations: coverage, fiscal cost, poverty reduction, and the system’s role in reducing the significant gender gap in pensions. Its effects on incentives to contribute are discussed, as well as the literature that has attempted to measure these effects. Finally, the main challenges facing the NSP and the implications for other countries under defined contribution pension schemes are summarized.

The Italian NDC Scheme: Evolution and Remaining Potholes

2019-07-31

Gronchi Sandro, Nistico Sergio, Bevilacqua Mirko

Starting from a reconstruction of the political context in which the Italian 1995 pension reform took shape, this paper reviews the essential features of the 1995 and post-1995 legislation and assesses its fundamental shortcomings. A straightforward theoretical discussion highlights both the targets and the instruments representing the hallmark of the nonfinancial defined contribution (NDC) model. The contrast of such theoretical premises with the Italian legislation points out the persistent original mistakes together with the necessary remedies.

The Latvian NDC Scheme: Success Under a Decreasing Labor Force

2019-07-31

Palmer Edward, Stabina Sandra

Latvia introduced a nonfinancial defined contribution (NDC) scheme in 1996 as it transitioned to a market economy. Despite a 20 percent decline in the working-age population from 1994-2016, the ratio of contributors to old-age pensioners rose from 1.6 to 2.1 given a steady increase in formal labor force participation and 5-6 percent real per capita wage growth. Projections show that long-term financial balance will be maintained through 2070, despite the threat of a projected 50 percent decline in the working-age population. Budgeted reserves will cushion the continued transition into a two-pillar public pension scheme. Latvia’s most important long-term policy challenge is to create the domestic investments and economic growth to reward younger workers for remaining in the country.

The Swedish NDC scheme: success on track with room for reflection

2019-07-31

Palmer Edward, Konberg Bo

Sweden’s reform began with a published sketch in 1992, and developed into nonfinancial defined contribution (NDC) legislation in 1994. This paper discusses the underpinnings of the Swedish NDC scheme’s financial stability, factors influencing the adequacy of benefits, and its interplay with other components of the pension system: the public financial defined contribution scheme, the minimum pension guarantee, and the occupational schemes. The paper also includes information on the December 2017 broad six-party political agreement on forthcoming legislation. It concludes with recommendations for additional improvements in the overall old-age pension system, based on the analysis of financial stability, adequacy, and differences in outcomes, and the interaction of the NDC scheme with the guarantee benefits and the occupational schemes.

NDC: the generic old-age pension scheme

2019-07-31

Gora Marek, Palmer Edward

This paper defines a universal public pension scheme (UPPS) as a government-mandated lifecycle longevity insurance scheme that transfers individual consumption from the working years to retirement. It discusses the differences in four UPPS designs designated as either defined contribution (DC) or defined benefit (DB), and financial or nonfinancial. With individual DC accounts, the ball is in the individual’s court. The transparent link between contributions and retirement income is the enabler of efficiency that – through marginal decisions to choose formal work over informal work or leisure and to postpone retirement marginally toward the end of the working life – supports affordability and sustainability for a chosen level of adequacy. Hence, UPPS-DC designs are found superior to UPPS-DB designs.

Overview on heterogeneity in longevity and pension schemes

2019-07-31

Lee Ron, Sanchez Romero Miguel

Differences in life expectancy between high and low socioeconomic groups are often large and have widened in recent decades. In the United States, the differences may now be as large as 10 to 14 years. These longevity gaps strongly affect the actuarial fairness and progressivity of many public pension systems, raising the question of possible policy reforms to address this issue. This paper reviews the empirical literature on the longevity differences across socioeconomic groups and their impacts on lifetime benefits, considers how these impacts depend on four different pay-as-you-go pension structures (calibrated on the US case), and discusses some policy options.

The Greek Pension Reforms: Crises and NDC Attempts Awaiting Completion

2019-07-31

Nectarios Milton, Tinios Platon

Greece’s current pension system relies almost exclusively on the state and remains staunchly pay-as-you-go (PAYG) and defined benefit (DB). This paper offers a radical proposal for change: (i) a new multipillar notional and financial defined contribution (NDC and FDC) pension system for all generations first insured after 1993, with contribution rates for primary pensions reduced by 50 percent; and (ii) a transitional system for those first insured before 1993. The proposal’s robustness is tested actuarially for the period up to 2060. Though financing the legacy cost would be challenging, the quantitative exercise indicates that a radical pension reform, especially if implemented as a part of an overall recovery package, could set the country on a more favorable growth trajectory.

Immigrants, firms and productivity: evidence from Italy

2019-05-31

Ferri Valentina, Ricci Andrea, Vittori Claudia

The recent positive immigration trend, that has characterized Europe over the last three decades, has generated an ongoing debate on the role played by immigrants on many aspects of the labour markets. We fill a gap in the literature by offering the first evidence for Italy, on the relationship between immigration from extra EU and labour productivity. We take advantage of a rich and unique firm level data from the Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL) conducted by Inapp in 2007, 2010 and 2015 on a representative sample of Italian firms.

Firm-level distributional dynamics: Labour share in Italian medium-large firms

2019-05-31

Bloise Francesco, Brunetti Irene, Cirillo Valeria

In this paper, we explore the main drivers of firm-level labour share focusing on a sample of medium-large Italian firms. Taking advantage of the Rilevazione Imprese e Lavoratori (RIL) run by Inapp in 2010 and 2015, we explore the main drivers of changes in labour share on a heterogeneous sample of firms emphasizing different mechanisms at work among those firms showing higher labour share and firms with lower labour share. The results suggest an overall pattern of polarization: “more unequal firms” register a decline in labour share over the crisis, while the so-called “more equal firms” show an increase of the labour share even during the crisis period.

Profili socio-culturali nelle differenze di opinione degli italiani sulle vaccinazioni

2019-05-31

Rosano Aldo, Pagliarella Maria Chiara

L’opinione della popolazione sulle vaccinazioni è un argomento poco investigato in letteratura. Il presente studio intende delineare il profilo degli italiani che hanno opinioni diverse sui vaccini e la loro fiducia nei confronti della comunità scientifica. L’analisi è stata condotta a partire dai dati della European Social Survey (ESS), rilevati da Inapp nel corso del 2017, con l’obiettivo di analizzare il profilo socio-culturale dei rispondenti alla domanda sulla presunta nocività dei vaccini mediante un modello di regressione logistica.

Low-skill jobs and routine tasks specialization: new insights from Italian provinces

2019-04-04

Brunetti Irene, Cirillo Valeria, Intraligi Valerio, Ricci Andrea

This paper analyzes the relation between specialization in routine tasks and the growth of low-skill jobs in Italian provinces. At this aim we use data of the Labour Force Survey (RCFL-ISTAT) integrated with information about the Italian provinces’ specialization in routine tasks derived from the Occupational Information Network (O*NET). Following the empirical strategy proposed by Autor and Dorn (2013), we find the following results. First, in the period between 2004 and 2017, the routine tasks specialization leads to a significant increase in the growth of low-skill/low-wage occupations at province level. Second, if we focus on university-educated workers, the impact of provinces’ specialization in routine tasks on the growth of low-skill/low wage jobs slightly increases. This result suggests that the local employment specialization in routine tasks might be also associated with increasing over-education patterns in Italy. Finally, our findings are robust to an econometric strategy that controls for endogeneity issues.

More insecure and less paid? The effect of perceived job insecurity on wage distribution

2019-04-04

Scicchitano Sergio, Biagetti Marco, Chirumbolo Antonio

This article employs a Counterfactual Decomposition Analysis (CDA) using both a semi-parametric and a non-parametric method to examine the pay gap, over the entire wage distribution, between secure and insecure workers on the basis of perceived job insecurity. Using the 2015 INAPP Survey on Quality of Work, our results exhibit a mirror J-shaped pattern in the pay gap, with a significant sticky floor effect, i.e. the job insecurity more relevant at the lowest quantiles. This pattern is mainly due to the characteristics effect, while the relative incidence of the coefficient component accounts roughly for 22 up to 36% of the total difference, being more relevant at the bottom of the wage distribution.

Disciplina e tutela del lavoro nelle digital labour platform. Un modello di tecno-regolazione

2019-03-19

De Minicis Massimo, Donà Silvia, Lettieri Nicola, Marocco Manuel

La distribuzione e organizzazione del lavoro mediante piattaforme costituisce senza dubbio uno degli aspetti più attuali e discussi dell’economia digitale. La sfida da affrontare è quella di elaborare nuove strategie regolative capaci di offrire ai lavoratori tutele effettive sul piano economico, previdenziale e delle condizioni di lavoro, conciliando il tutto con le esigenze dello sviluppo. Le labour platform non aprono solo inedite prospettive di sviluppo economico, ma pongono anche una serie di questioni che appaiono ben lontane dall’essere risolte. Il paper affronta il tema ponendosi nella prospettiva della tecno-regolazione, paradigma di evoluzione del diritto nel quale la tecnologia tende a configurarsi non solo come oggetto, ma anche come parte integrante del processo regolativo.

Do unions affect innovation in Italy? Evidence from firm-level data

2018-12-03

Berton Fabio, Dughera Stefano, Ricci Andrea

We study the unions-innovation correlation using micro-data on Italian non-agricultural firm. The key finding of the paper is that unionized firms have a higher and statistically significant probability of filing patents than their non-union competitors in Italy. While corroborating the evidence that unionisation does not – generally speaking – inhibit innovation in Europe (while the opposite hold true in North America), our study is the first to show that such effect is unambiguously positive in the Italian pre-crisis context and also that it is far more significant than in the rest of Europe. The result is at odds with the de-unionisation path which has characterised Italy over the last decades and thus needs to be interpreted in terms of policy suggestions.

Does routinization affect occupation dynamics? Evidence from the ‘Italian O*Net’ data

2018-11-28

Gualtieri Valentina, Guarascio Dario, Quaranta Roberto

Taking advantage of a dataset providing O*Net-type information on the task content of Italian occupations, this work analyses empirically if and to what extent employment patterns are affected by task characteristics in terms of “relative routinarity”. The investigation focuses on the 2005-2016 period relying on a panel including all Italian 4-digit occupations.

Neodualism in the Italian business firms: training, organizational capabilities and productivity distributions

2018-10-24

Dosi Giovanni, Guarascio Dario, Ricci Andrea, Virgillito Maria Enrica

What has been the dynamics of productivity in the Italian business firms in the aftermath of the crisis? And what has been the impact of training efforts upon such dynamics? In this work we address these questions exploring a unique Italian microlevel dataset which links information on the amount and the nature of training and the balance-sheet data.

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