ADA.16.03.01 Programmazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico

SETTORE
Servizi di public utilities
PROCESSO
Ciclo delle acque
SEQUENZA
Programmazione dell'uso delle risorse idriche e degli interventi sul sistema idrico integrato
RA1: Valutare il rischio idrogeologico di un territorio, analizzandone le relative caratteristiche geofisiche ed ambientali, al fine della definizione di interventi di recupero e salvaguardia

Dimensioni

Casi

1 - Analisi
ANALISI CARTOGRAFICHE

Analizzare, e (eventualmente) predisporre documenti cartografici (anche attraverso strumenti GIS), cartografie tematiche (geologia, litologia, uso del suolo idrografia, ecc.), relativi a caratteristiche di erodibilità del suolo, falde, deflussi sotterranei al fine di comporre il quadro dello stato del territorio

Grado di complessità 1
ANALISI DATI

Individuare, acquisire ed elaborare dati climatici, idrogeologici, freatimetrici, anche attraverso modelli da costruire ad hoc o disponibili sul mercato, e ricercare ed acquisire dati storici relativi ad eventi alluvionali e franosi pregressi

Grado di complessità 1
2 - Definizione azioni
DEFINIZIONE AZIONI PREVENTIVE

Individuare - sulla base dei Piani di rischio elaborati dall'Autorità di Bacino - i vincoli di tipo urbanistico da apporre (da parte dei Comuni) e le buone norme di governo del territorio (PIT) che regolamentino il corretto uso del suolo, vietino cambiamenti che favoriscano il rischio di dissesto (es. eliminare o meno un bosco), incentivino corrette pratiche agricole (es. vigne a giropoggio) oltre ad una adeguata manutenzione di canalizzazioni e drenaggi e all'adeguamento di eventuali tratti di fognatura (Comuni e Consorzi di Bonifica). Individuare i sistemi di allertamento delle persone in caso di rischio, tenendo conto del ruolo e delle attività di competenza della Protezione Civile in casi di emergenza, anche programmando adeguate forme di esercitazione periodica e di addestramento all'autoprotezione (percorsi a rischio, condizioni di pericolosità per l'incolumità fisica)

Grado di complessità 1
DEFINIZIONE AZIONI DI COMUNICAZIONE

Promuovere programmi ed interventi di educazione ambientale della cittadinanza e campagne informative relative a rischi specifici, coinvolgendo i diversi attori del sistema istituzionale e della società civile

Grado di complessità 1
3 - Monitoraggio
MONITORAGGIO

Analizzare lo stato delle matrici ambientali in termini di: - presenza di popolazione residente e di attività produttive; - dati relativi alla pioggia ed ai livelli idrometrici dei fiumi (attraverso il Servizio Idrologico Regionale); - immagini da satellite relative all'uso del suolo, alla possibilità di anticipare emergenze meteo, al monitoraggio di movimenti di masse, all'individuazione di zone di frana e loro attività, ai livelli di umidità del suolo; - morfologia del bacino, attraverso la lettura delle cartografie, analisi delle pendenze, ecc.; - composizione dell'alveo (caratteristiche sedimentologiche); - stato della vegetazione ripariale e stato ecologico del sistema fluviale; - fenomeni di erosione/deposito delle coste, evoluzione della linea di riva, censimento situazioni critiche (scavi, accumuli, degrado strutture...), tipologia di vegetazione, ecc. Elaborare programmi di vigilanza periodica e valutare le risultanze della relativa reportistica

Grado di complessità 1
4 - Valutazione rischi
VALUTAZIONE DEI RISCHI

Effettuare, anche con la consultazione di mappe di rischio (presso Autorità di Bacino, Protezione Civile, ISPRA, ecc.), valutazioni circa: i) rischio idraulico, in termini di piene e associata probabilità di verificarsi, utilizzando modelli idraulici per determinare l'altezza d'acqua dei fiumi; efficacia di contenimento delle strutture di difesa (argini, muraglioni di sponda, ecc.); principali criticità lungo il corso d'acqua (erosioni, depositi, ecc.); ii) rischio di dinamica d'alveo, relativamente alle condizioni di squilibrio sedimentologico del corso d'acqua, a scala medio-annua e a scala di evento; alle criticità connesse a fenomeni generalizzati (sovralluvionamento ed erosione di tratti fluviali), fenomeni di dinamica d'alveo di tipo localizzato (erosioni delle pile dei ponti, in curva, ecc.); iii) pericolosità degli eventi di piena e dei fenomeni da dinamica d'alveo, in relazione ai beni esposti agli eventi pericolosi e alla loro vulnerabilità, per la stima del danno potenziale

Grado di complessità 1
RA2: Pianificare e programmare interventi strutturali ed infrastrutturali rivolti alla prevenzione ed al recupero di situazioni territoriali interessate da dissesto idrogeologico

Dimensioni

Casi

1 - Programmazione interventi
PROGRAMMAZIONE

Programmare interventi finalizzati alla riduzione del dissesto idrogeologico ed al recupero del territorio interessato attraverso l'analisi dello stato delle criticità a scala di Bacino (stabilità dei versanti, situazione delle opere strutturali e infrastrutturali) e delle criticità del reticolo fluviale (sulla base della valutazione dei rischi connessi a insufficienze idrauliche, restringimenti, dinamiche d'alveo, vegetazione..ecc.) intese come condizioni di rischio non accettabili, identificando e quantificando il fabbisogno finanziario per la loro realizzazione, gli ordini di priorità connessi al danno potenziale (attraverso una valutazione costi/benefici anche in funzione dell'impatto ambientale, ecc.)

Grado di complessità 1
2 - Valutazione
VALUTAZIONE DEGLI INTERVENTI

Analizzare la situazione delle opere ed infrastrutture esistenti in termini strutturali, di efficienza e di funzionalità, esaminando in particolare: - il livello di conservazione, anche con riferimento a protocolli di manutenzione definiti in sede di progettazione delle opere e/o programmando controlli, ispezioni e sopralluoghi a cadenza periodica o straordinaria; - la funzionalità, attraverso l'analisi del progetto dell'opera, la verifica della rispondenza dell'intervento realizzato al progetto, la verifica idraulica, strutturale, geotecnica e geologica. - l'efficacia, valutando le prestazioni delle opere o interventi in relazione al complesso degli interventi programmati e alla interazione fra gli stessi (es. un'opera può essere strutturalmente e funzionalmente idonea ma non risultare più efficace rispetto all'insieme degli interventi esistenti/programmati)

Grado di complessità 1

Fonti

  • Presidenza del Consiglio dei Ministri, Linee guida per le attività di programmazione e progettazione degli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico, Programma Italia Sicura, agg. Settembre 2016
  • Giuseppe Gisotti, Il dissesto idrogeologico. Previsione, prevenzione e mitigazione del rischio, Dario Flaccovio Editore, 2012
  • ISPRA, Linee guida per la valutazione del dissesto idrogeologico e la sua mitigazione attraverso misure e interventi in campo agricolo e forestale, 2013
  • ISPRA, Il dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità ed indicatori di rischio. Rapporto 2015
  • SITOGRAFIA
  • http://www.isprambiente.gov.it
  • http://italiasicura.governo.it/site/home/dissesto.html
  • http://www.cerafri.it/