Il diritto all’istruzione nelle carceri: un impegno per i diritti umani

09.12.2024 – Il 10 dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata dei Diritti umani, in coincidenza con la data di adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, approvata nel 1948 dall’Assemblea Generale dell’ONU.

Questo atto solenne fu deliberato dalle Nazioni Unite per riconoscere “a tutti i membri della famiglia umana (…) diritti uguali e inalienabili” e impegnare gli Stati membri al rispetto e all’osservanza degli stessi, un impegno tanto più significativo se si considera la situazione di soggetti e gruppi vulnerabili. Tra questi ultimi vi sono certamente le persone detenute in carcere, alla cui condizione stanno prestando attenzione varie istituzioni anche nel nostro Paese: il tema è ad esempio inserito tra quelli di maggior rilievo nel Protocollo di intesa sottoscritto da Inapp e Cnel nello scorso mese di luglio.

Il nostro Istituto, che di recente ha analizzato lo stato delle carceri italiane, ha deciso di dedicare alla ricorrenza del 10 dicembre un approfondimento relativo al diritto all’istruzione delle persone private della libertà personale (art. 26 della Dichiarazione). Il Working Paper “Libri dietro le sbarre” descrive la situazione domestica sotto questo peculiare punto di vista, a partire da una ricognizione dell’offerta formativa e del livello di scolarizzazione dei detenuti, includendo la storia dei Poli Universitari Penitenziari e alcuni esempi virtuosi di Istituti che li ospitano, con l’obiettivo di concentrare l’attenzione sul ruolo fondamentale svolto dall’istruzione anche, e soprattutto, in un’istituzione ristretta come quella del carcere.