Il 12 e 13 giugno si svolge a Venezia la seconda edizione del “Simposio sull’innovazione democratica in Italia”.
Progettare il futuro coinvolgendo competenze politiche e imprenditoriali ed energie civiche è una scelta sfidante che può trasformare le politiche pubbliche in funzione di una loro maggior incisività. Nel campo della partecipazione pubblica si registra un certo fermento, pur tra luci e ombre, tra conferme sul metodo e resistenze alla diffusione di una cultura partecipativa. Re(i)stituire la partecipazione pubblica è il titolo della seconda edizione del Simposio sull’innovazione democratica in Italia, che l’Università Iuav e l’Inapp organizzano a Venezia il 12-13 giugno p.v. Si tratta di un’importante occasione di confronto sulle pratiche consolidate e su nuove strade per l’innovazione e la rinascita democratica in Italia attraverso il coinvolgimento di tutte le parti in causa.
In particolare, la sessione pomeridiana del 12 giugno è dedicata alla presentazione del n.1/2026 della rivista Sinappsi dell’Inapp, la cui sezione a tema, coordinata da Francesca Gelli e Antonello Scialdone, offre un bilancio critico sull’evoluzione della partecipazione nelle politiche pubbliche italiane, testimoniando come negli ultimi anni da pratica episodica è divenuta – almeno nei presupposti – componente strutturale del policy making, per dare risposta alla frammentazione sociale e a policrisi globali.
I contributi pubblicati nel fascicolo – alcuni dei quali saranno illustrati nel corso del seminario – analizzano l’istituzionalizzazione della partecipazione tra innovazione e routinizzazione. Emergono pratiche collaborative e place based, co-progettazione e amministrazione condivisa, ma anche scarti tra norme e attuazione, diffusione diseguale degli strumenti, ambivalenze tra rafforzamento e burocratizzazione e difficoltà di incidere sulle decisioni. Ampio spazio è dato a protagonismo civico, citizen science e conflitti territoriali, oltre a partecipazione nel welfare (migranti, anziani, giovani). Il ruolo di università e scuole è letto come infrastruttura civica, mentre la partecipazione è vista come apprendimento collettivo e costruzione di fiducia.
Partecipano per l’Inapp il Presidente Natale Forlani, Antonello Scialdone e Simona Testana.
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