COMUNICATO STAMPA
Presentazione XXV edizione Rapporto Formazione Continua in Italia
LAVORO, INAPP: “FORMAZIONE CONTINUA TORNATA A LIVELLI PRE-COVID, RAGGIUNTI OLTRE 1,7 MILIONI DI LAVORATORI”
Un quarto delle imprese utilizza l’AI a supporto delle attività formative. Strategico il ruolo dei 20 Fondi interprofessionali che hanno coinvolto 780mila imprese e 10,5 milioni di lavoratori
Roma, 8 luglio 2026 – È stato presentato oggi il XXV Rapporto sulla Formazione Continua in Italia, curato dall’Istituto per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP) per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Rapporto, che offre un’analisi dettagliata della partecipazione formativa degli adulti e della dinamica tra domanda e offerta di formazione nelle imprese private, è stato illustrato dinanzi ai rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali e del mondo produttivo.
Le principali evidenze
Il Rapporto evidenzia che nel 2024 il tasso di partecipazione degli adulti alla formazione è stato del 10,4%, in forte crescita rispetto agli ultimi anni, se consideriamo che nel 2004 questo era appena al 6,3%. In questo scenario un ruolo chiave lo hanno svolto i 20 Fondi paritetici interprofessionali che nel 2024 hanno gestito oltre 850 milioni di euro (+9% rispetto all’anno precedente), con l’adesione di circa 780mila imprese pari a 10,5 milioni di lavoratori. Si è confermato inoltre strategico il Fondo Nuove Competenze che, con la terza edizione, ha avuto un finanziamento di circa 1,2 miliardi di euro e ha coinvolto oltre un milione di lavoratori, in costante crescita rispetto alle precedenti edizioni (800 mila nella seconda e 720 mila nella prima). Nel 2024 i progetti di formazione continua hanno così coinvolto oltre 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, segnando un avanzamento rispetto agli 1,6 milioni dell’anno precedente e al milione e 300mila del 2021. In un arco di cinque anni, la platea dei lavoratori formati è cresciuta di oltre 400mila unità, tornando sostanzialmente ai livelli pre-Covid. Per il 2025, proprio in virtù della spinta derivata dalla terza edizione del Fondo Nuove Competenze ci si attende un consolidamento della crescita, che può spingere i lavoratori coinvolti nella formazione finanziata dai Fondi Interprofessionali intorno ai 2 milioni.
L’Intelligenza Artificiale traina la formazione
La formazione si sta trasformando non solo nei numeri, ma anche nei contenuti e nelle modalità. Secondo i dati della V edizione dell’indagine sulla conoscenza delle imprese (INDACO-Imprese 2025), circa un quarto delle aziende che utilizza sistemi di Intelligenza Artificiale li impiega a supporto della formazione. Nello specifico, il 36,8% utilizza l’IA per produrre materiali didattici personalizzati, il 32,1% per adattare i percorsi alle esigenze dei partecipanti e il 28,9% per individuare i fabbisogni di competenze.
Perché la formazione viene scelta dalle aziende
Le aziende utilizzano sempre più la formazione per contrastare le difficoltà di recruiting: oltre un terzo delle imprese (37,1%) che segnala criticità nel reperimento del personale attiva percorsi di riqualificazione, mentre il 30,4% punta sull’aggiornamento. Si diffondono modelli flessibili come il microlearning e le Academy di filiera, che favoriscono la creazione di ecosistemi collaborativi tra imprese, sistema formativo e territori.
Genere, età, territori e tipologie di imprese
Nonostante la crescita degli investimenti, permangono alcuni divari strutturali nell’accesso alla formazione. L’età genera un gap di 11,4 punti percentuali tra under 35 (18,2%) e over 50 (6,8%), e disuguaglianze riguardano anche il genere, sebbene la contrazione della partecipazione con l’avanzare degli anni colpisca in modo analogo e trasversale sia uomini che donne. Persistono inoltre divari territoriali e dimensionali: investe in formazione circa il 70% delle grandi imprese, mentre la quota scende a meno di un terzo tra le microimprese. Per rafforzare la partecipazione delle PMI e dei lavoratori più esposti alle transizioni, il Rapporto richiama l’importanza di modelli collaborativi come le Academy di Filiera, delle reti territoriali e di modalità formative più flessibili e mirate al trasferimento intergenerazionale delle competenze.
Governance e prospettive: verso nuove linee di programmazione
Il Rapporto pone l’accento sulla necessità di una governance partecipata tra Ministero del Lavoro, Fondi Interprofessionali e stakeholder, basata sulla co-programmazione per allineare i fabbisogni di competenze alle transizioni in atto. Una spinta decisiva in questa direzione è rappresentata dal Decreto 115/2024 che consente l’estensione dei servizi di individuazione, validazione delle competenze anche ai Fondi paritetici interprofessionali e dalle Nuove Linee guida che ampliano le loro competenze dando la possibilità di agire su nuovi target e individuare risorse aggiuntive allo 0,30%. Il Ministero, inoltre, ha avviato la costruzione di sistemi informativi intelligenti, come i LMI (Labor Market Intelligence) che incrociano dati provenienti da diverse fonti. Particolare rilievo è attribuito al Fascicolo Socio Lavorativo (FSL), strumento destinato a svolgere una funzione strategica per invertire la logica degli interventi di politica attiva: partendo dalle informazioni sui percorsi e sull’esperienza della persona, sarà possibile costruire servizi su misura per rafforzare le competenze, supportare le transizioni e migliorare la condizione professionale.
Dichiarazione di Natale Forlani, Presidente INAPP
“Oltre al recupero del numero dei lavoratori coinvolti nei programmi di formazione continua promossi dai Fondi interprofessionali, deve essere segnalato anche l’incremento della sensibilità verso l’importanza di accrescere le competenze per soddisfare i fabbisogni professionali richiesti dalle imprese con la progettazione dei percorsi formativi brevi e l’attenzione alle competenze green e digitali. Ma esiste un forte gap tra la crescita dei fabbisogni di formazione e di adeguamento delle competenze, in particolare nei comparti di attività economica caratteristiche dalla presenza di piccole e microimprese, che deve essere affrontato ampliando il ruolo dei Fondi interprofessionali verso le politiche attive del lavoro e l’offerta formativa generata con modalità flessibili e personalizzate per favorire in rapido reinserimento delle persone in cerca di lavoro”.
Per maggiori informazioni:
Presidenza – tel.0685447700
EN