30.09.2026 – INAPP: “L’USO INTENSO DEI SOCIAL AUMENTA ISOLAMENTO E CONFLITTI”

COMUNICATO STAMPA

I risultati del Policy Brief “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche”

INAPP: “L’USO INTENSO DEI SOCIAL AUMENTA ISOLAMENTO E CONFLITTI”

SOLO UN BAMBINO SU DIECI NON HA LO SMARTPHONE GIA’ IN SECONDA MEDIA

UN QUARTO DELLE RAGAZZE SI SENTE SOLA. DIMINUISCE L’ASCOLTO IN FAMIGLIA E LA SODDISFAZIONE PER GLI AMICI NEL PASSAGGIO ALLA PREADOLESCENZA

I dati, su un campione di 4750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni, evidenziano la rottura relazionale e i rischi legati all’iperconnessione nel passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado. Crollano l’ascolto percepito e la partecipazione alle decisioni familiari, cresce la solitudine soprattutto tra le ragazze (una su quattro si sente isolata), mentre l’uso quotidiano dei social schizza al 55,3% tra i dodicenni.

Roma, 30 settembre 2026 – L’ingresso nella preadolescenza si conferma uno dei momenti più critici e delicati per il benessere emotivo e relazionale di bambini e ragazzi nel nostro Paese. È quanto emerge dal policy brief pubblicato dall’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, intitolato “Proteggere il benessere dei minori. Un’infrastruttura per il monitoraggio delle politiche” curato dai ricercatori Giovanna Giuliano, Cristina Lion, Antonello Scialdone e Paloma Vivaldi Vera.

Lo studio mette a confronto gli indirizzi strategici dei tre recenti atti di programmazione nazionale (il 6° Piano nazionale di azione per la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – PNIA, il Piano nazionale per la famiglia – PNF e il Piano di prevenzione contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori – PNCP) con i dati empirici raccolti su un campione rappresentativo di 4.750 bambine, bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni nell’ambito dell’indagine internazionale Children’s Worlds – Wave 5.

Il crollo delle relazioni: famiglia e amici al bivio dei 10-12 anni

Dallo studio emerge un quadro di forte stabilità per quanto riguarda l’accudimento “di base”: oltre il 91% dei minori di tutte le età sente di ricevere cura e protezione all’interno del nucleo familiare. Tuttavia, nel passaggio dalla scuola primaria (5ª elementare) alla secondaria di primo grado (2ª media), si assiste a una sensibile flessione della qualità relazionale.

La sensazione di essere ascoltati dai genitori cala significativamente, in particolare tra le ragazze, passando dal 79,3% della 3ª elementare al 73,6% della 2ª media (a fronte del 74,3% dei ragazzi). Parallelamente, crolla di 11 punti percentuali la percepita possibilità di condividere

con la famiglia le decisioni che li riguardano direttamente, passando dal 78% in quinta elementare al 67,3% in seconda media per entrambi i generi.

Anche la soddisfazione per il rapporto con gli amici subisce un declino progressivo e precoce: dall’83,3% complessivo registrato in 5ª elementare si scende al 75,1% in 2ª media, con picchi negativi marcati nel Nord Est (-20,1 punti percentuali), a dimostrazione che il deterioramento sociale comincia prima dell’ingresso alle scuole medie.

Solitudine e gender gap: soffrono di più le ragazze

Un altro dato d’allarme riguarda l’isolamento emotivo. Il senso di solitudine rivela un divario di genere che si allarga con l’età: se in 5ª elementare la quota di chi si sente sola “spesso, molto spesso o sempre” riguarda il 15% delle femmine e il 16% dei maschi, in 2ª media la percentuale di ragazze che vive questa condizione di sofferenza emotiva impenna al 25% (1 su 4), contro il 16,5% dei coetanei maschi.

Esplosione del digitale e impatto dei Social Network

A fare da catalizzatore di queste fragilità relazionali è la pervasività dei dispositivi tecnologici e della vita online. Se la dotazione domestica di connessione internet e computer condivisi è ormai pressoché universale (oltre il 95%), a cambiare radicalmente nell’arco di soli due anni scolastici è la disponibilità dello smartphone personale, che passa dal 52,7% in 5ª elementare all’87% già in 1ª media, raggiungendo il 90,7% in 2ª media (in pratica solo un preadolescente su dieci non possiede un cellulare).

A questa disponibilità corrisponde un vero e proprio boom nell’accesso ai social media:

· L’iscrizione alle piattaforme social passa dal 31,5% in 5ª elementare al 74,8% in 2ª media.

· L’uso ad altissima frequenza (quotidiano o quasi, pari a 7 o più volte a settimana) schizza dal 20,4% a ben il 55,3% tra i ragazzi di 12 anni, senza rilevanti differenze di genere.

Tale sovraesposizione comporta inevitabili ricadute sul benessere psicofisico e familiare. In 2ª media, un ragazzo su tre (32,5%) ammette di aver provato a ridurre l’uso di internet senza riuscirci, e un quarto del campione (25%) riconosce che l’uso della rete gli crea problemi. Aumentano significativamente i conflitti in famiglia e con gli amici (segnalati dal 20,1% dei dodicenni, con un picco di incremento tra le femmine che sale dal 10,4% della primaria al 19,8%) e il peggioramento dei voti scolastici (dichiarato dal 17,4% degli studenti di seconda media).

In termini di vittimizzazione e cyberbullismo, emerge chiaramente che mentre la violenza fisica a scuola rimane un fenomeno a forte prevalenza maschile (in 2ª media è vittima il 17% dei maschi contro il 5,9% delle femmine), nell’ambiente digitale sono le ragazze a subire maggiormente forme sottili ed escludenti di prevaricazione: l’essere escluse o ignorate sui social riguarda il 20,7% delle ragazze in 2ª media (contro il 14,3% dei maschi).

Le raccomandazioni dell’INAPP

Il Policy Brief evidenzia una buona coerenza teorica tra i bisogni rilevati e gli obiettivi definiti dai Piani nazionali (come il rafforzamento dei Centri per la Famiglia, l’educazione alla salute digitale e il contrasto al ritiro sociale), ma sottolinea l’urgenza di un cambio di passo operativo.

Secondo i ricercatori dell’Istituto occorre anticipare la soglia degli interventi di supporto relazionale e sociale ai 10 anni d’età, trasformando le azioni oggi riservate all’emergenza o alle situazioni di forte svantaggio socio-economico in un accompagnamento universale e strutturale alla transizione verso l’adolescenza. Inoltre, si richiama la necessità di monitorare in maniera continuativa non solo le forme estreme di isolamento (come gli hikikomori), ma anche la solitudine “ordinaria” e progressiva che colpisce in misura preponderante le giovani ragazze.

Dichiarazione del Presidente INAPP, Natale Forlani: “L’indagine Inapp conferma la crescita esponenziale e incontrollata dell’utilizzo degli strumenti digitali e dell’accesso ai social da parte dei minori nelle fasi preadolescenziali, con conseguenze negative di varia natura, cognitive e relazionali e con preoccupanti effetti di dipendenza cronica. Urge una presa di consapevolezza collettiva dell’entità del fenomeno e dell’esigenza di contrastarlo con un coinvolgimento organico delle istituzioni, del sistema scolastico e delle famiglie”.

Per maggiori informazioni:

Presidenza – tel.0685447700 [email protected]

Per approfondire

Policy brief

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