COMUNICATO STAMPA
Presentato il report “Sostenibilità e Responsabilità sociale d’impresa – L’offerta di formazione universitaria 2023-25”
UNIVERSITÀ, INAPP: “IL 94% DEGLI ATENEI ITALIANI È IMPEGNATO SUI TEMI DELLA SOSTENIBILITA’”
Sono 1.710 i corsi attivi interamente dedicati alla sostenibilità, con l’ambiente in testa (54%) mentre l’economia circolare domina i master. Al Nord quasi la metà della formazione post-laurea per giovani, adulti e imprese
Roma, 21 ottobre 2026 – L’Università ha scelto la sostenibilità. Il 94% dei nostri atenei (64 statali e 29 privati) dedica almeno un percorso formativo interamente alla transizione ecologica, sociale e economica. Lo rivela il nuovo Report dell’INAPP, “Sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa – L’offerta di formazione universitaria 2023-25”, presentato oggi a Roma presso l’Auditorium dell’Istituto al termine di un monitoraggio triennale. I numeri raccontano una vera “esplosione” di offerta con 1.710 interventi formativi complessivi erogati nel biennio, segnale chiaro di come il sistema universitario stia rispondendo alla nuova domanda di competenze che arriva da giovani, adulti e imprese.
Il “divario” geografico: al Nord la specializzazione, al Sud i corsi di laurea
Dalla ricerca emerge che il Nord garantisce il 42% della formazione complessiva, con la sua vera egemonia che si gioca sui Master di I e II livello e sui corsi di perfezionamento e di alta formazione, dove concentra il 46% dell’offerta nazionale. Al Centro (31% del totale) si rileva una forte vocazione per la specializzazione post-laurea (37%), mentre il Sud e le Isole (27% dell’offerta complessiva) concentrano la quasi totalità della propria proposta formativa nei corsi di laurea triennali e magistrali (33%) e nei dottorati di ricerca (30%) e, pur se con un limitato 17%, si stanno attrezzando per un’offerta di alta formazione rivolta anche a adulti e imprese.
Cosa si studia davvero quando si parla di sostenibilità?
- Oltre la metà dell’offerta universitaria (54%) si concentra sull’ambiente, con circa i due terzi dei corsi di laurea e dottorati. Clima, energie rinnovabili (35%) ed edilizia sostenibile (27%) assorbono la quota maggioritaria degli interventi formativi.
- La sostenibilità sociale rappresenta il 22% dei percorsi attivati e si concentra soprattutto sullo sviluppo locale (40%) e sull’innovazione sociale (31%).
- Quando si analizzano gli interventi sulla sostenibilità economica, più strutturati nei percorsi di alta formazione, l’Economia Circolare monopolizza il 76% della didattica. Un dato emblematico di come i modelli produttivi tradizionali stiano lasciando il passo al riciclo, al recupero e alla rigenerazione delle risorse.
- La Responsabilità sociale d’impresa rappresenta solo l’8% dell’offerta formativa, risultando residuale nei corsi di laurea e nei dottorati di ricerca (più rivolti ai giovani), mentre è più sviluppata nei master di I e II livello e nei corsi di perfezionamento e alta formazione maggiormente rivolti alla formazione di figure manageriali. Si concentra soprattutto sulla governance e lo sviluppo della CSR (52%), e poco sulla valutazione d’impatto e la rendicontazione di sostenibilità (7%).
Sono le facoltà scientifiche e tecnologiche quelle ad aver puntato di più sulla transizione green: Scienze (34%), Ingegneria (21%) ed Economia (20%) coprono da sole tre quarti dell’intera offerta rilevata. Le materie umanistiche si fermano al 12%, Architettura al 7% e Giurisprudenza al 5%. Tuttavia, emerge anche una significativa, seppure quantitativamente contenuta, presenza di percorsi interfacoltà e multidisciplinari – in grado di unire competenze economiche, tecnologiche e sociali – che rappresentano l’1,5% del totale.
Attraverso tre workshop promossi dall’Inapp durante l’indagine, gli stakeholder sono stati chiamati a confrontarsi sulle esigenze e sulle prospettive della formazione per la sostenibilità. Dal dibattito è emersa la necessità condivisa di rafforzare nel Paese sia il dialogo tra università e imprese, che un’azione coordinata e interdisciplinare, in grado di mettere a sistema competenze, risorse ed energie pubbliche e private.
Dichiarazione Natale Forlani, presidente INAPP
«Il nostro report evidenzia due direttrici fondamentali per il futuro delle università italiane: l’accelerazione sui temi della sostenibilità e il rafforzamento dell’alta formazione per gli adulti. Gli atenei non sono solo luoghi di didattica, ma veri e propri hub di innovazione sul territorio, capaci di trasferire le competenze necessarie alla transizione ecologica. Il percorso multistakeholder avviato nel corso dell’indagine rappresenta la prova concreta di un rinnovato patto strategico tra università e mondo del lavoro»
Dichiarazione Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS
«La crescente attenzione delle università italiane alla sostenibilità è un segnale positivo, reso possibile anche grazie alla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS), promossa dall’ASviS nel 2016. È fondamentale che la sostenibilità diventi una competenza trasversale a tutti i percorsi formativi rafforzando la transdisciplinarietà e il system thinking. Va inoltre promossa la futures literacy, al centro della recente partnership tra RUS ed Ecosistema Futuro, il progetto dell’ASviS per attuare il Patto sul Futuro delle Nazioni Unite».
Dichiarazione Mario Cardoni, Direttore Generale di Federmanager
«Le università sono chiamate a contribuire a una trasformazione culturale decisiva. Come la digitalizzazione, la sostenibilità non richiede solo nuove competenze, ma un nuovo modo di pensare lo sviluppo e governare il cambiamento. La formazione deve anticipare le transizioni, non limitarsi a inseguirle. Per questo è essenziale il dialogo tra mondo accademico e sistema produttivo: sono i manager a tradurre il sapere in scelte, innovazione, competitività e valore duraturo per l’economia e la società»
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