22.10.2025 – Il presidente dell’Inapp, Natale Forlani insieme ai ricercatori dell’Istituto, Franco Deriu e Anna Ancora, è intervenuto oggi in audizione alla Camera dei deputati nelle Commissioni riunite VII (Cultura, scienza e istruzione) e XI (Lavoro pubblico e privato) nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2508, per l’Istituzione della Giornata nazionale per il contrasto dell’inattività giovanile, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale, formativa e lavorativa dei giovani che non frequentano la scuola né svolgono attività lavorative, di tirocinio o di apprendistato.
Questa proposta di legge per l’Inapp non rappresenta solo un gesto simbolico, ma anche un momento di focalizzazione politica sulle fragilità emergenti della transizione scuola-lavoro.
Nel 2024, la quota di giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti NEET, sulla popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni, è stimata al 15,2% ed è più elevata tra le femmine (16,6%), che tra i maschi (13,8%). La media europea nello stesso periodo è circa l’11 % (fonte: Eurostat, 2024), il nostro Paese resta tra i paesi con incidenza più alta, insieme alla Romania. Anche se vi sono dei segnali positivi sulla riduzione del fenomeno. Tra i giovani di 15-29 anni, il tasso NEET è passato dal 26,3% nel 2014 al 16,1% nel 2023, mentre negli ultimi cinque anni è sceso dal 23,6% al 15,5%, con una diminuzione complessiva di 8 punti percentuali. Estendendo l’osservazione alla fascia 15-34 anni, tra il 2018 e il 2024 si registra una riduzione del 31% del numero complessivo di NEET.
Al riguardo l’Inapp in qualità di Organismo intermedio del PN Giovani, Donne e Lavoro, finanziato dal Fondo sociale europeo 2021-2027, ha in corso un articolato programma di ricerca che rivolge la propria attenzione anche sui temi dell’inattività giovanile e sui fenomeni che ne caratterizzano le dinamiche, soprattutto laddove le politiche attive vanno coniugate con interventi e prestazioni sociali, indispensabili per accrescerne l’occupabilità, favorirne comportamenti proattivi e ridurne la distanza dal lavoro.
Nel corso dell’audizione sono stati anticipati ai deputati alcuni dei principali risultati emersi dall’ultima indagine realizzata dall’Istituto sul fenomeno dell’inattività giovanile, i cui dati saranno diffusi nel rapporto di ricerca di prossima pubblicazione.
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