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Inapp’s non-periodical publications are designed to collect the outcomes of technical and scientific activity carried out by the Institute and put them to good use. They consist of four institutional series (Inapp Report, Inapp Paper, Inapp Policy brief, Inapp Working paper) and occasional out-of-series publications (Inapp Report, as well as other ex-lege institutional reports), all of which can be found in the open-access archive. All of Inapp’s publications and documents – including technical reports, Inapp’s researchers’ articles and presentations -are accessible through the Open archive.

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65 Risultati

Il tirocinio extracurriculare per la transizione degli adulti: un’analisi longitudinale sul target degli individui di 35 anni di età e oltre

29-04-2026

Chiozza Alessandro, Senatore Anna Maria

Il paper presenta un approfondimento su uno specifico target di popolazione, quella di 35 anni e oltre, che è stata coinvolta in esperienze di tirocinio extracurricolare. Si tratta di una popolazione che, per età, dovrebbe essere già stabilmente inserita all’interno del mercato del lavoro e che invece si caratterizza per una condizione di disoccupazione o di attività lavorativa precaria. Lo studio si propone pertanto di contestualizzare questa esperienza, inquadrandola all’interno della storia lavorativa degli individui. Per tale ragione si è scelto di ricostruire, per ciò che riguarda la partecipazione al mercato del lavoro, quanto avvenuto nei cinque anni antecedenti il coinvolgimento nel tirocinio. In modo simile, è stata verificata la presenza di un’occupazione, ovvero di un ritorno in tirocinio, nei sei mesi successivi alla conclusione dell’esperienza. Più in generale, dunque, l’obiettivo perseguito è stato quello di comprendere quanto la partecipazione a un tirocinio extracurriculare possa incidere sulle traiettorie verso l’occupazione, anche in relazione alla tenuta nel tempo delle attivazioni lavorative. L’approccio adottato è stato pertanto quello di un’analisi longitudinale, con un periodo di osservazione che a partire dal triennio 2021-2023 ha approfondito in particolare l’ultima annualità.

Microcredenziali e attestazioni digitali per l'apprendimento permanente: stato dell’arte e sperimentazioni

16-04-2026

Andreani Paola, Cinti Sonia

Questo lavoro offre una panoramica sull'evoluzione delle politiche e delle pratiche di apprendimento permanente in Europa e in Italia, con una specifica attenzione ai temi delle microcredenziali e delle attestazioni digitali. Le azioni che potenziano la modularità dell’offerta e la personalizzazione dei percorsi di apprendimento, rispondono al bisogno di qualificare e riqualificare il capitale umano per affrontare le transizioni ecologica, digitale e demografica. In questo contesto, le microcredenziali si affermano come strumenti innovativi per allineare domanda e offerta di competenze, perché rispondono in modo più adeguato alle esigenze individuali e facilitano le transizioni professionali e l'accesso al mercato del lavoro. Lo studio presenta inoltre evidenze empiriche raccolte da sperimentazioni, che mostrano le potenzialità delle microcredenziali e delle attestazioni digitali nell’innovare l’offerta formativa e nel rispondere ai fabbisogni emergenti del mercato del lavoro e dei lavoratori, beneficiando la crescita economica. Le conclusioni delineano scenari di sviluppo del sistema italiano delle micro-qualificazioni e indicano traiettorie di avanzamento verso un ecosistema di apprendimento permanente più inclusivo, trasparente e orientato alla competitività.

Analisi e formulazione di ipotesi di riduzione di orario di lavoro a parità di salario

23-02-2026

De Angelis Marina, Donà Silvia, Luppi Matteo, Menegatti Valentina, Zucaro Rosita

Il presente lavoro analizza la riduzione e rimodulazione dell’orario di lavoro a parità di salario, con l’obiettivo di esplorarne la fattibilità e le possibili ricadute sul mercato del lavoro italiano. La ricerca combina l’analisi normativa e contrattuale – a livello europeo, nazionale e aziendale – con un’indagine empirica basata sui dati INAPP incentrata sulla flessibilità oraria lavorativa (Qualità del Lavoro e PLUS 2021-2022). Il contributo si propone come base conoscitiva per il dibattito accademico e istituzionale, offrendo modelli e scenari di policy suscettibili di orientare future sperimentazioni. Sul piano regolativo si osserva un contesto frammentato, ma caratterizzato da sperimentazioni in crescita, come la “settimana corta”. I dati empirici mostrano un forte interesse dei lavoratori verso la riduzione dell’orario, in particolare nelle fasce centrali d’età e nei settori più esposti a carichi intensi, a fronte di significative difficoltà organizzative per le imprese, soprattutto piccole e medie, e di divari territoriali persistenti. Le evidenze non indicano un equilibrio già raggiunto, ma piuttosto una tensione tra istanze di benessere, esigenze di produttività e sostenibilità economica. In allegato, anche l'Executive summary.

La sfida del lavoro da remoto. Evidenze sui focus group di manager pubblici e privati

06-02-2026

della Ratta-Rinaldi Francesca

Il paper nasce con l’intento di arricchire le riflessioni sull’impatto del lavoro da remoto con esempi calati in contesti specifici. Si è proceduto alla realizzazione di cinque focus group, che hanno coinvolto responsabili HR di Enti pubblici e aziende private. I risultati emersi con le interviste sono introdotti da un’analisi sulla diffusione del lavoro da remoto presso le imprese italiane, approfondendo attraverso i più recenti dati Inapp i contesti settoriali e organizzativi in cui è maggiormente diffuso. I focus group realizzati con i responsabili delle risorse umane hanno consentito il confronto tra gli interlocutori sull’organizzazione del lavoro, il benessere organizzativo, la tutela dei dipendenti e il necessario ripensamento dei processi organizzativi/produttivi. Dal punto di vista delle policy, il contributo consente di fare il punto sulle principali buone pratiche aziendali emerse dalle testimonianze raccolte, evidenziando gli elementi condivisi dalla maggioranza degli interlocutori.

L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Una comparazione tra i sistemi di collocamento mirato di Italia, Spagna, Francia, Germania, Irlanda

04-12-2025

Raciti Paolo, Taricone Francesca

Il paper presenta un’analisi comparativa dei sistemi di collocamento mirato e inclusione lavorativa delle persone con disabilità in cinque Paesi europei: Italia, Spagna, Francia, Germania e Irlanda. L’indagine, realizzata nel contesto della recente riforma italiana sulla disabilità, mira a trarre spunti dalle esperienze europee per rafforzare le politiche nazionali. L’analisi evidenzia una pluralità di modelli e approcci, ma anche criticità comuni: l’uso eccessivo della compensazione economica rispetto all’assunzione diretta, la debole efficacia delle sanzioni, la difficoltà nel passaggio dal mercato protetto a quello ordinario e la discontinuità dei servizi territoriali. I cinque modelli analizzati suggeriscono che combinare elementi di rigore, strumenti di finanziamento dedicati, reti di servizi territoriali, soluzioni flessibili e obiettivi pubblici ambiziosi possa rappresentare la strada più promettente per costruire un mercato del lavoro realmente inclusivo. In conclusione, il paper propone indicazioni operative e di policy che possono orientare il rafforzamento del sistema italiano di collocamento mirato.

Garantire i diritti dei bambini e degli adolescenti attraverso i LEP: quadro normativo, criticità e prospettive

13-11-2025

Baldassarre Laura, Di Iorio Tiziana, Giuliano Giovanna Assunta, Porcarelli Cristiana, Vivaldi Vera Paloma

Il presente contributo analizza il quadro normativo, le criticità e le prospettive dei Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in Italia, con particolare riferimento ai diritti dei bambini e degli adolescenti. L’obiettivo è duplice: rafforzare un approccio sistemico e strutturato ai LEP e promuovere un effettivo mainstreaming dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in un’ottica intersettoriale e partecipata. Nel lavoro si presenta una panoramica aggiornata seppur non esaustiva sulla situazione nazionale, confrontandola con il contesto europeo e valorizzando le principali pratiche adottate negli ultimi dieci anni. L’analisi si basa sulle indicazioni internazionali ed europee, sulla normativa vigente e sulle pratiche già attuate e monitorate, in particolare dal Comitato per la determinazione dei Livelli essenziali delle prestazioni (CLEP), e tiene conto degli strumenti programmatori come i Piani infanzia e la Child Guarantee. Ulteriore approfondimento è fornito dalle interviste in profondità ai principali stakeholder nazionali.

La dipendenza finanziaria in prospettiva di genere. Riconoscere e contrastare la violenza economica

15-10-2025

Chiurco Lucia

Bassa partecipazione al lavoro, differenze retributive, segregazione orizzontale e verticale, nonché il maggior carico di lavoro domestico e di cura perpetuano le disuguaglianze di genere con ricadute rilevanti sulla vita delle donne, anche in termini di dipendenza finanziaria e violenza economica. Sulla base della letteratura, l'articolo evidenzia come la dipendenza finanziaria e le esperienze di violenza economica possano rafforzarsi reciprocamente e sottolinea i limiti nella misurazione dei due fenomeni a livello europeo. Si evidenzia quindi per l’Italia la necessità di rafforzare la propria capacità istituzionale in tema di raccolta di dati affidabili e armonizzati, su cui basare politiche e misure efficaci di prevenzione e contrasto. Infine, si individua nel potenziamento dei livelli di alfabetizzazione finanziaria per le donne una leva su cui agire nel contrastare la violenza di genere e favorire l’indipendenza economica.

La valutazione della qualità dei servizi territoriali. Studi di caso di Regno Unito, Spagna, Norvegia, Italia

29-09-2025

D'Emilione Matteo, Giuliano Giovanna, Tomei Gabriele

Il Paper analizza le modalità di monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi sociali a livello europeo, con un focus su Regno Unito, Spagna, Norvegia e Italia. Attraverso un’analisi comparativa, il lavoro esplora le cornici giuridiche, i sistemi informativi e le procedure di valutazione adottate nei diversi contesti nazionali. I risultati evidenziano le sfide legate alla misurazione della qualità nei servizi sociali, tra cui la difficoltà di definire parametri oggettivi e il coinvolgimento degli utenti nel processo valutativo. Lo studio sottolinea l'importanza di un approccio integrato e multilivello per garantire standard qualitativi elevati e una maggiore efficacia degli interventi sociali.

Sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa. Mappa dell’offerta formativa universitaria e confronto tra stakeholder

27-06-2025

Nicoletti Paola, Torchia Benedetta

Il Paper presenta i risultati a livello nazionale, relativi all’a.a. 2023-2024, della ricerca L’offerta di formazione universitaria sulla Responsabilità sociale d’impresa e la Sostenibilità e quelli emergenti da un ciclo di workshop realizzati nello stesso periodo dall’Inapp ad integrazione delle attività di rilevazione e analisi. I dati dell’indagine, finalizzata al censimento delle attività di formazione realizzate dalle università pubbliche e private italiane in materia di Sostenibilità ambientale, sociale ed economica e Responsabilità sociale di impresa, si riferiscono ai corsi di laurea triennale e magistrale, ai dottorati di ricerca, ai corsi di Alta formazione (master di I e II livello, corsi di perfezionamento e corsi di Alta formazione). I workshop, ai quali hanno partecipato docenti universitari, direttori dei ondi bilaterali interprofessionali e delle Parti sociali, rappresentanti di istituzioni e organizzazioni, anche del Terzo settore, hanno rappresentato momenti di riflessione comune con gli stakeholder che, a partire dall’impostazione dell’indagine e dai risultati raggiunti in progress, hanno dibattuto su molti dei temi emergenti dalla ricerca.

Digitalizzazione, mercato del lavoro e organizzazioni. Alcune indicazioni di policy

05-06-2025

Andreani Paola, Aversa Maria Luisa, Checcucci Pietro, Iadevaia Valeria

La Commissione europea ha stabilito obiettivi chiari per la trasformazione digitale dell’Europa, puntando a una crescita inclusiva e sostenibile. Tra gli obiettivi principali rientrano il potenziamento delle competenze digitali per tutti i cittadini, la diffusione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale e il 5G, e lo sviluppo di un’infrastruttura digitale sicura e resiliente. Il presente lavoro si propone di analizzare il tema della digitalizzazione e dei nuovi modelli organizzativi nelle imprese in relazione a una forza lavoro multigenerazionale, partendo dagli obiettivi strategici fissati a livello europeo nel programma per il decennio digitale 2030, con particolare attenzione alle raccomandazioni rivolte all’Italia per il loro raggiungimento. L’analisi si concentra su due aspetti: da un lato gli individui (l’offerta), con particolare attenzione alle loro competenze digitali e alla loro occupabilità, dall’altro, le imprese (la domanda), che attraverso la trasformazione digitale possono migliorare competitività, sostenibilità e inclusività del sistema produttivo.

Il peso delle spese abitative sul rischio di povertà. Un’analisi dei percettori di RdC

29-04-2025

De Luca Federica, Giuliano Giovannina Assunta, Rosano Aldo

Le politiche abitative del nostro Paese, da decenni, vedono un disimpegno complessivo dell’intervento pubblico, sia in termini di investimenti sul patrimonio residenziale, sia in termini di strumenti fiscali e mirati sostegni al reddito; allo stesso tempo, gli indicatori sull’abitare, in termini di accessibilità ad alloggi di buona qualità sono in costante peggioramento. Con questo contributo si propone un’analisi del disagio abitativo sulla base dei dati dell’Indagine Istat sulle condizioni di vita delle famiglie (IT-SILC), confrontando i dati 2018 e 2021 sulla componente longitudinale del campione di famiglie intervistate. L’analisi si focalizza sulla ‘popolazione a rischio di povertà’ e sui ‘percettori del Reddito di cittadinanza’ (RdC) per delineare profilo e dimensioni del disagio abitativo in queste fasce di popolazione. Lo studio conferma la relazione nota tra povertà e disagio abitativo e pone l’attenzione su come, per una quota di popolazione vulnerabile, il RdC diventi uno strumento per l’housing affordability, inteso come accessibilità a un’abitazione dignitosa.

Generazioni e socializzazione organizzativa nell’era tecnologica

04-04-2025

Aversa Maria Luisa, Iadevaia Valeria, D'Alessio Annamaria, Manente Francesco

L’ormai crescente innalzamento dell’età media della popolazione, l’incremento della numerosità nelle classi di età superiori ai 50 anni e la diminuzione del tasso di fertilità, solo in parte bilanciati dall’andamento dei fenomeni migratori, fanno sì che l’Italia sia il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per flessione de mografica. L’invecchiamento crescente della popolazione e della forza lavoro va anche letto e interpretato rispetto ai processi sempre più veloci e pervasivi delle trasformazioni tecnologiche. Tali cambiamenti stanno generando effetti sui modelli organizzativi, sull’occupazione e sulle competenze, favorendo la creazione di nuovi sistemi, metodi e criteri di pensare e operare. Un effetto dell’invecchiamento della forza lavoro e della procrastinazione dell’uscita dal mondo del lavoro è la compresenza di più generazioni nello stesso luogo lavorativo. Lo scopo del presente lavoro è approfondire il tema della socializzazione nei contesti lavorativi, alla luce delle profonde trasformazioni in atto connesse allo sviluppo di tecnologie sempre più sofisticate e al progressivo invecchiamento della forza lavoro secondo un approccio multidimensionale: dal lato dei lavoratori, analizzando la loro risposta alle pratiche di socializzazione organizzativa, da quello delle imprese, esaminando le strategie implementate per facilitare tale processo. Le evidenze scaturite dall’analisi di alcune recenti ricerche quantitative Inapp, offrono interessanti spunti per comprendere le dinamiche della socializzazione intergenerazionale e il ruolo che questa svolge nel contesto delle trasformazioni digitali in atto.

L’offerta di orientamento in Italia. Una mappa aggiornata dei servizi

19-02-2025

Ancora Anna, Giovanni Bartoli, Grimaldi Anna, Maiorano Antonietta

L’orientamento al lavoro rappresenta un tema di importanza centrale, perché fornisce il supporto necessario a effettuare scelte consapevoli e responsabili in ogni fase del percorso educativo e professionale. Programmare il proprio futuro è un’impresa assai ardua soprattutto per i più giovani, in considerazione della variegata offerta nel panorama educativo e delle dinamiche mutevoli del mercato del lavoro. I servizi di orientamento, quindi, sono l’elemento chiave di un processo volto a facilitare l’accesso al mercato del lavoro dell’individuo, supportandone al contempo la crescita, l’evoluzione personale e il consolidamento della posizione nella società. Il presente rapporto esplora l’attuale contesto, prestando particolare attenzione al ruolo dei servizi di orientamento nelle scelte dei giovani in relazione ai percorsi di istruzione, formazione e realizzazione professionale. Lo studio eseguito vuole tracciare il punto da cui partire per ulteriori riflessioni e approfondimenti, allo scopo di fornire a policy maker e stakeholder indicazioni utili alla progettazione e all’implementazione di misure inedite di intervento. L’obiettivo dovrebbe essere quello di migliorare i servizi, accrescere il livello di partecipazione al mercato del lavoro e sostenere in modo adeguato la transizione dei giovani nel futuro.

Le caratteristiche dell'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore in Italia tra passato e futuro

01-10-2024

Carlini Andrea, Paniccio Paola, Spigola Paola

Il testo raccoglie gli esiti dell’attività di monitoraggio sull’offerta regionale di percorsi di formazione tecnica superiore, svolta dalla struttura sistemi formativi dal 2016 ad oggi. Oltre all’analisi descrittiva del dimensionamento quali quantitativo del sistema IFTS, il testo descrive anche il percorso normativo che ha definito il format attuale della filiera e inquadra anche la sua collocazione all’interno del sistema formativo italiano. Il contributo si rivolge alle Regioni in qualità di istituzioni pubbliche competenti in materia di formazione professionale e anche al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali in qualità di istituzione competente per la definizione di policy nazionali a sostegno dei sistemi formativi locali. L’obiettivo generale del contributo è offrire un’analisi longitudinale del sistema di offerta locale di corsi IFTS, evidenziandone i punti di forza ma anche le criticità che ne hanno condizionato, almeno fino ad oggi, lo sviluppo e il consolidamento della filiera. L’analisi intercetta le edizioni del monitoraggio che vanno dal 2016 al 2023; ciò consente quindi una riflessione in chiave ‘storica’ da cui trarre spunti per un possibile sviluppo del sistema.

L’ombra lunga sul presente e sul futuro delle donne in Italia. Disparità di genere nel mercato del lavoro e nel sistema pensionistico

05-07-2024

Deidda Massimiliano, Boscherini Sara

Gli effetti delle risposte della politica di fronte al cambiamento demografico e alla globalizzazione investono sia il sistema pensionistico sia il mercato del lavoro. La popolazione nelle economie più sviluppate subisce da decenni un costante processo di invecchiamento, come risultato di due cambiamenti principali di lungo periodo: l’aumento della speranza di vita e l’abbassamento della natalità. Il cambiamento demografico minaccia l’equilibrio finanziario dei sistemi pensionistici europei basati sulla solidarietà intergenerazionale. La nuova sostenibilità dei conti dei sistemi pensionistici poggia sui ‘contributi obbligatori’ di lavoratrici, lavoratori e datori di lavoro, accumulati su conti individuali durante ‘la vita attiva’ e finalizzati a garantire un flusso di reddito durante gli anni di inattività. I processi di riforma del mercato del lavoro hanno introdotto una diversificazione e flessibilizzazione degli istituti contrattuali che regolano i rapporti di lavoro e ridotto l’Employment Protection Legislation (EPL). Lo studio evidenzia i rischi intrinseci della relazione tra assetto attuale del mercato del lavoro e del sistema pensionistico, in Italia, ed effetti prodotti in termini di disuguaglianze generazionali e di genere.

NEET in Europa e nel mondo: 289 milioni di giovani al centro delle sfide del nostro tempo

04-07-2024

INAPP, D'Amico Tiziana

Dal 2015, la riduzione del numero dei NEET è tra gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. A livello globale ammontano a oltre 289 milioni, ma dati che consentano di effettuare valutazioni quali-quantitative provengono prevalentemente dall’area OCSE, dove l’Unione europea primeggia, grazie alle rilevazioni trimestrali dell’indagine campionaria sulle forze lavoro (EU-LFS). Tuttavia, informazioni relative alle altre aree geografiche non mancano e offrono interessanti spunti di riflessione sull’aggregato globale, la cui eterogeneità non può che richiamare decisori politici e stakeholder all’indispensabilità di progettare e implementare politiche inedite. Conoscere analogie e differenze che caratterizzano il fenomeno dentro e fuori l’area OCSE, analizzando anche gli esiti di policy distanti dalla Youth Guarantee, potrebbe rivelarsi utile per la formulazione di misure più efficaci ed efficienti a livello nazionale, consentendo al contempo di pensare a modelli di intervento replicabili nelle aree più critiche del mondo, a favore dei milioni di giovani NEET non troppo dissimili dai loro coetanei europei e occidentali.

Iper-luoghi e spazi di interazione: lo smart working nelle aree interne

15-03-2024

Tantillo Filippo, Zucaro Rosita

Il paper è il primo esito organico di un'attività di ricerca volta alla misurazione e all’analisi delle significative sinergie e ricadute, che possono essere impresse da forme di lavoro a distanza sui territori in via di abbandono e a grave rischio di spopolamento, le cosiddette Aree interne. A partire dalla vertiginosa diffusione del lavoro da remoto per esigenze emergenziali, si è avviato uno studio sull’impatto che questi nuovi working pattern – trattati con gli opportuni distinguo da cui sono caratterizzati – possono determinare in termini di geografia del lavoro su un territorio gravato da un’accentuata polarizzazione, tra zone congestionate e territori in grave contrazione demografica. In tal senso prodromica è l’analisi delle condizioni di partenza e una riflessione sulle prospettive aperte in questa direzione dal PNRR, cui si accompagna una panoramica su alcune esperienze specifiche e una rassegna sui provvedimenti di carattere nazionale e regionale aventi l’obiettivo di un più consono inserimento di queste forme di lavoro nel contesto produttivo e demografico del Paese.

Elementi di analisi sull’impiego di sistemi e algoritmi di IA nelle decisioni amministrative

16-02-2024

Lovergine Saverio, Occhiocupo Giuditta

Le potenzialità della digitalizzazione della Pubblica amministrazione e in particolare l’uso di sistemi di Intelligenza artificiale (IA) sono funzionali a un processo di inclusione che garantisca la fruizione dei servizi e la partecipazione democratica di cittadini e imprese. Il ricorso a sistemi e algoritmi di IA nell’ambito delle decisioni amministrative, dell’organizzazione del lavoro e, più in generale, dell’azione amministrativa, in un quadro normativo internazionale, europeo e nazionale non ancora adeguatamente definito, introduce anche elementi di rischio e di esclusione dai processi decisionali. Il presente lavoro, dopo una presentazione delle principali questioni sottese all’utilizzo dell’IA nel settore pubblico, affronta alcuni ambiti tematici specifici relativi all’evoluzione del processo di digitalizzazione della Pubblica amministrazione (PA) e della normativa europea e nazionale di riferimento, anche in un’ottica di tutela della privacy. In chiave prospettica, oltre all’auspicio di future evoluzioni di ricerca sui riflessi e sull’impatto dell’utilizzo dei sistemi e algoritmi di IA, è stata evidenziata l’esigenza di una governance che favorisca, in uno spirito di collaborazione istituzionale, una regolamentazione efficace e adeguata della tematica di riferimento.

Le politiche europee di fronte alle crisi migratorie. Dalle scelte emergenziali alle strategie di lungo periodo

26-10-2023

Pomponi Francesco

Fino ad oggi il fenomeno migratorio, come altri fenomeni globali che hanno investito il continente europeo, è stato affrontato con misure di tipo emergenziale, sia a livello di singoli Stati, sia a livello dell’Unione, evidenziando grandi difficoltà politiche nell’approntare strategie comuni, di tipo preventivo. Queste difficoltà trovano origine nello specifico assetto del sistema politico europeo, basato su un delicato equilibrio tra le prerogative dei singoli Stati e il ruolo che sono andate assumendo le istituzioni dell’Unione europea negli anni. Ma la dimensione, la complessità e soprattutto l’interconnessione dei problemi nella gestione dei flussi migratori hanno evidenziato la necessità di un più penetrante ruolo da parte delle istituzioni europee, a cui affidare l’adozione di strategie nuove, più ampie, per poter fronteggiare un fenomeno che, nelle sue evoluzioni, è diventato strutturale, che investe tutte le realtà nazionali europee, che è destinato a durare nel tempo e a innescare cambiamenti nelle nostre società.

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