Decreto del Presidente della Provincia 25 luglio 2005, n. 15-45/Leg.

  • Emanante: IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
  • Regione: P.A. di Trento
  • Provincia: Trento
  • Fonte: B.U.R.
  • Numero fonte: 34
  • Data fonte: 23/08/2005
(registrato alla corte dei conti il 17.8.2005 registro 1, foglio 5) approvazione del regolamento concernente «disciplina degli istituti di formazione professionale provinciali (art. 10 della legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21)»

Thesaurus: Formazione degli adulti, Formazione continua, Diritti formativi

Abstract:

vengono disciplinati l’attivazione, l’organizzazione, il funzionamento e le attività degli istituti di formazione professionale facenti parte del sistema scolastico e formativo provinciale integrato, nonché le modalità di esercizio dei poteri di indirizzo, di verifica e controllo sull’attività degli istituti da parte della provincia autonoma di trento, secondo quanto previsto dall’articolo 10, comma 1 quinquies, della legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21 (ordinamento della formazione professionale).

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

– visto l’art. 53, del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, recante “Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige”, ai sensi del quale il Presidente della Provincia, emana, con proprio decreto, i regolamenti deliberati dalla Giunta;

– visto l’art. 54, comma 1, numero 1, del medesimo decreto del Presidente della Repubblica, secondo il quale la Giunta provinciale è competente a deliberare i regolamenti per l’esecuzione delle leggi approvate dal Consiglio provinciale;

– vista la deliberazione della Giunta provinciale n. 1541 di data 22 luglio 2005 avente ad oggetto: Approvazione dello schema di regolamento concernente “Disciplina degli istituti di formazione professionale provinciali (art. 10 della legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21)”,

emana

il seguente regolamento:

Art. 1.

Oggetto

1. Questo regolamento disciplina l’attivazione, l’organizzazione, il funzionamento e le attività degli istituti di formazione professionale facenti parte del sistema scolastico e formativo provinciale integrato, nonché le modali-tà di esercizio dei poteri di indirizzo, di verifica e controllo sull’attività degli istituti da parte della Provincia Auto-noma di Trento, secondo quanto previsto dall’articolo 10, comma 1 quinquies, della legge provinciale 3 settembre 1987, n. 21 (Ordinamento della formazione professionale).

2. Questo regolamento disciplina inoltre i tempi e le modalità della soppressione dell’Ufficio provinciale de-nominato “Centri di formazione professionale a gestione diretta”.

Capo I

Disposizioni generali

Art. 2.

Criteri generali per l’attività

1. Gli istituti provvedono all’espletamento dell’attività di competenza secondo i principi di leale collaborazi-one, di efficacia, efficienza e qualità dei servizi erogati, assicurando la libertà di insegnamento e il diritto all’apprendimento, sia nell’ambito di ciascun istituto che con gli altri soggetti del sistema scolastico e formativo provinciale integrato e nel rispetto degli indirizzi stabiliti dalla Giunta provinciale previsti dall’articolo 15. Per l’attuazione degli strumenti di programmazione provinciale gli istituti coordinano la propria attività anche attra-verso lo sviluppo di attività di rete.

2. Gli istituti assicurano il raccordo con le istituzioni locali, con i soggetti espressione del territorio, del mon-do del lavoro, della partecipazione culturale e sociale, anche nell’ottica di favorire la promozione dell’innovazione della formazione professionale.

3. L’assessore provinciale competente in materia di formazione promuove forme di coordinamento e di rac-cordo tra i soggetti di cui ai commi 1 e 2, al fine di favorire la cooperazione tra gli istituti e la Provincia, assicurare il confronto sulle scelte strategiche e sulle azioni formative e provvedere all’esame di proposte innovative, nell’ottica di concorrere al miglioramento della qualità del servizio, anche organizzando periodicamente incontri con i presidenti dei consigli di istituto e i dirigenti degli istituti di formazione professionale.

Art. 3.

Attività e servizi di formazione professionale

1. Gli istituti di formazione professionale, di seguito denominati “istituti”, esercitano le specifiche attività ad essi attribuite dalla legge provinciale n. 21 del 1987 e da questo regolamento.

2. Gli istituti sono dotati di autonomia didattica, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, organizzativa, am-ministrativa, finanziaria e contabile; al tal fine si applicano, oltre a quanto previsto dall’articolo 10 della legge provinciale n. 21 del 1987 e da questo regolamento, le disposizioni, in quanto compatibili, del Capo I della legge provinciale 9 novembre 1990, n. 29 (Norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, organi collegiali e diritto allo studio) e i relativi regolamenti attuativi.

3. Gli istituti provvedono all’erogazione del servizio di formazione professionale realizzando i percorsi indi-viduati dal programma annuale delle attività formative previsto dall’articolo 15 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 25 settembre 2000, n. 24-42/Leg. (Regolamento concernente l’individuazione degli strumenti e la definizione dei criteri per la programmazione settoriale in attuazione dell’articolo 17 della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4), nel rispetto degli obiettivi e standard formativi definiti dalla Giunta provinciale e nei limiti di flessibili-tà riconosciuti alle istituzioni scolastiche autonome.

4. Gli istituti provvedono all’erogazione dei servizi e allo svolgimento delle attività di seguito indicati:

a) formazione professionale rientrante nel secondo ciclo di istruzione e formazione, compresa l’attivazione degli interventi da realizzarsi in forma integrata con le istituzioni scolastiche;

b) alta formazione professionale;

c) azioni formative previste nel programma annuale delle attività formative per l’apprendistato, per il conseguimento delle abilitazioni professionali o delle patenti di mestiere, per maestro artigiano nelle forme previste dall’articolo 13 della legge provinciale 1° agosto 2002, n. 11 (Disciplina dell’impresa artigiana nella Provincia Autonoma di Trento);

d) formazione continua e permanente;

e) interventi di formazione lavoro a favore delle persone svantaggiate o diversamente abili;

f) orientamento professionale, anche al fine di indirizzare lo studente, secondo le capacità personali, verso nuove opportunità di lavoro nelle sue varie forme;

g) ogni altra attività individuata dal programma annuale delle attività formative.

5. Nello svolgimento delle attività formative gli istituti oltre ad attenersi alle disposizioni relative all’autonomia didattica e organizzativa previste dagli articoli 4 e 5 del decreto del presidente della Giunta provin-ciale 18 ottobre 1999, n. 13-12/Leg. (Regolamento concernente “Norme per l’autonomia delle istituzioni scolastiche”) assicurano anche:

a) interventi che valorizzano l’alternanza scuola-lavoro, gli stages, il tirocinio e l’orientamento professionale in sinergia con il contesto sociale e culturale e con il mondo del lavoro, anche a supporto delle attività formative promosse dalle imprese;

b) i servizi di mensa e di convitto gestiti direttamente o tramite convenzione secondo le modalità e le condizioni previste dalla Giunta provinciale;

c) i sussidi e gli strumenti necessari per l’attività formativa, secondo le modalità e le condizioni previste dalla Giunta provinciale. Art. 4. Regolamento interno

1. Ogni istituto approva il regolamento interno che disciplina gli aspetti operativi necessari per l’applicazione del progetto di istituto, e in particolare definisce le modalità per:

a) l’organizzazione dell’istituto nel rispetto del principio di ripartizione tra funzioni di indirizzo e di programmazione e funzioni di gestione e attuazione delle attività;

b) la specificazione dei contenuti e delle modalità di approvazione della carta dei servizi;

c) le forme di partecipazione delle componenti dell’istituto, le modalità di svolgimento delle elezioni e le procedure di designazione dei componenti del consiglio di istituto in conformità alle direttive della Giunta provinciale, nonché le norme per il funzionamento del consiglio di istituto, del collegio dei docenti e delle altre componenti interne;

d) l’esercizio della vigilanza sugli studenti;

e) l’uso degli spazi, dei laboratori e della biblioteca;

f) la conservazione delle strutture e delle dotazioni;

g) la pubblicizzazione degli atti.

Art. 5.

Progetto di istituto e carta dei servizi

1. Ogni istituto adotta il progetto di istituto con i contenuti e secondo le modalità e le procedure previsti dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Giunta provinciale n. 13-12/Leg. del 1999.

2. Ogni istituto approva una carta dei servizi che costituisce lo strumento per informare l’utenza sui principi fondamentali, sui contenuti specifici e sull’organizzazione dell’offerta di ciascun istituto; in particolare la carta dei servizi definisce i diritti dell’utente ed esplicita le modalità di erogazione e di accesso ai servizi nonché le pro-cedure di presentazione e di definizione dei reclami da parte degli utenti e dei docenti.

3. Il progetto di istituto è trasmesso al dipartimento provinciale competente in materia di formazione che ne cura la conservazione.

Capo II

Organizzazione e funzionamento degli istituti di formazione professionale

Art. 6.

Organizzazione degli istituti di formazione professionale

1. La Giunta provinciale provvede ad articolare ogni istituto di formazione professionale in sezioni, stabilen-done il numero in relazione all’ubicazione territoriale o alla specializzazione formativa.

Art. 7.

Organi dell’istituto

1. Sono organi dell’istituto:

a) il consiglio di istituto;

b) il dirigente dell’istituto;

c) il collegio dei docenti.

Art. 8.

Consiglio di istituto

1. Il consiglio di istituto è l’organo di governo dell’istituto e ha compiti di indirizzo e di programmazione del-le attività; in particolare il consiglio di istituto:

a) adotta il regolamento interno;

b) approva il progetto di istituto e la carta dei servizi;

c) approva il bilancio annuale e pluriennale e le relative variazioni nonché il rendiconto generale;

d) definisce gli indirizzi generali per l’elaborazione del progetto di istituto;

e) definisce gli accordi e le intese con i soggetti esterni per la realizzazione di reti e di progetti formativi coerenti con l’offerta formativa dell’istituto.

2. Il consiglio di istituto è composto da:

a) due rappresentanti dei genitori;

b) quattro rappresentanti dei docenti;

c) un rappresentante del personale non docente;

d) due rappresentanti degli allievi;

e) un rappresentante designato dal comune o, congiuntamente, dai comuni ove ha sede l’istituto;

f) un rappresentante designato dalle associazioni degli imprenditori dei settori di categoria interessanti l’offerta formativa e operanti sul territorio di riferimento;

g) un rappresentante designato dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori di categoria interessanti l’offerta formativa e operanti sul territorio di riferimento.

3. Il consiglio di istituto dura in carica quattro anni ed è nominato dal dirigente dell’istituto. Le componenti indicate dal comma 2, lettere a), b), c) ed e) sono elette secondo le modalità previste dal regolamento interno. Gli organismi indicati dal comma 2, lettere e) f) e g), devono far pervenire le designazioni entro il trentesimo giorno dalla richiesta. Qualora le designazioni non pervengano entro tale termine, il dirigente dell’istituto dispone co-munque la nomina del consiglio prescindendo dai membri di cui manca la designazione, ferma restando la possi-bilità di integrare la composizione del consiglio per il residuo periodo di durata in carica quando pervengano le singole designazioni dei membri mancanti.

4. Il consiglio di istituto elegge un presidente scegliendolo tra le componenti di cui al comma 2, lettere a), e), f) e g); il presidente convoca e presiede il consiglio e predispone l’ordine del giorno, su proposta del dirigente dell’istituto.

5. Il consiglio elegge al suo interno il vicepresidente che svolge i compiti ad esso eventualmente delegati dal presidente e lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

6. Il dirigente dell’istituto partecipa, senza diritto di voto, alle sedute del consiglio di istituto e assicura le ne-cessarie informazioni al consiglio medesimo.

7. Il segretario amministrativo dell’istituto svolge funzioni di supporto e di verbalizzazione delle sedute del consiglio.

Art. 9.

Dirigente dell’istituto

1. Il dirigente assicura la gestione dell’istituto, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile dell’utilizzo e della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio ed è titolare delle relazioni sindaca-li per gli aspetti demandati dalla contrattazione collettiva. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali dell’istituto, provvede alla direzione, al coordinamento e alla valorizzazione delle risorse umane.

2. Il dirigente dell’istituto in particolare:

a) cura ed elabora le proposte di deliberazione da sottoporre all’approvazione del consiglio di istituto;

b) elabora e propone al consiglio di istituto il bilancio annuale e pluriennale e i relativi allegati;

c) provvede alla gestione delle risorse previste in bilancio, assumendo le relative spese;

d) per ogni sezione può nominare un collaboratore scegliendolo tra il personale docente, nel rispetto di quanto previsto dalla contrattazione collettiva, con il compito di coadiuvarlo nell’espletamento delle proprie funzioni;

e) promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione con i soggetti culturali, professionali, sociali ed economici del territorio;

f) stipula le convenzioni, sottoscrive gli accordi e le intese deliberate dal consiglio di istituto;

g) adotta ogni altro atto relativo al funzionamento dell’istituto non demandato alla competenza di altri organi.

3. Il dirigente presenta annualmente al consiglio di istituto una relazione sui risultati raggiunti nell’attuazione del progetto di istituto e del programma di gestione, riferendo sulle attività svolte, sul monitorag-gio e sugli esiti, proponendo aree di miglioramento e un’analisi dei fabbisogni formativi emergenti.

Art. 10.

Collegio dei docenti

1. Il collegio dei docenti è composto da tutti i docenti dell’istituto ed è presieduto dal dirigente dell’istituto.

2. Il collegio dei docenti:

a) svolge compiti di programmazione delle attività didattiche e formative, anche al fine di adeguare, nell’ambito dell’ordinamento della formazione professionale, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze del contesto socio-economico di riferimento e di favorire il coordinamento interdisciplinare; tale funzione è esercitata nel rispetto dell’attività di insegnamento garantita a ciascun docente;

b) provvede alla elaborazione della parte didattico-formativa del progetto di istituto, sulla base degli indirizzi generali definiti dal consiglio di istituto;

c) può proporre al dirigente dell’istituto l’attivazione di iniziative di formazione e aggiornamento professionale;

d) presenta, alla fine di ciascun anno formativo, al dirigente le proprie osservazioni sull’andamento dell’attività formativa svolta nell’istituto e le proposte per il suo miglioramento.

3. Il collegio dei docenti può articolarsi in gruppi di lavoro, dipartimenti, aree disciplinari e in altre forme di coordinamento con compiti di programmazione e di valutazione interna dell’azione formativa.

Art. 11.

Valutazione delle attività educative e formative

1. Gli istituti provvedono periodicamente alla valutazione delle attività educative e formative. A tal fine il di-rigente dell’istituto nomina un nucleo di controllo interno di autovalutazione che vi provvede anche avvalendosi degli indicatori forniti dal comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico e formativo.

2. Il regolamento interno definisce la composizione del nucleo di controllo interno in un numero compreso tra un minimo di tre fino a un massimo di sette componenti da individuare in maniera prevalente tra il personale docente.

Capo III

Risorse finanziarie, patrimonio e personale

Art. 12.

Disposizioni in materia di contabilità, finanza e contratti

1. In attuazione dell’autonomia finanziaria prevista dall’articolo 10 della legge provinciale n. 21 del 1987 le entrate degli istituti sono costituite da:

a) le assegnazioni della Provincia per il finanziamento delle spese di funzionamento e di gestione relative alle attività e ai servizi formativi individuati dal programma annuale delle attività formative, ivi comprese quelle per la gestione dei convitti e della mensa, dei libri di testo e delle dotazioni librarie, nonché le assegnazioni per spese di investimento;

b) le assegnazioni di fondi per particolari attività provenienti da stanziamenti dello Stato, della Provincia, o per la realizzazione di progetti finanziati dall’Unione europea;

c) il contributo di altri enti pubblici;

d) il contributo di istituzioni, imprese o privati;

e) i proventi derivanti da convenzioni e contratti;

f) qualsiasi altra oblazione, provento o erogazione liberale.

2. Per la gestione delle spese e delle entrate, nonché per l’attività contrattuale trovano applicazione le dispo-sizioni sulla programmazione finanziaria e sulla contabilità previste dal regolamento del Presidente della Giunta provinciale 19 luglio 2000, n- 18-36/Leg. (Regolamento di contabilità delle istituzioni scolastiche in provincia di Trento) nonché dagli articoli 3 e 4 della legge provinciale n. 29 del 1990, e, per quanto non disposto da questo regolamen-to, le leggi provinciali 14 settembre 1979, n. 7 e 19 luglio 1990, n. 23, intendendosi sostituiti gli organi provinciali con gli organi dell’istituto.

3. Ogni istituto al fine della gestione dei propri servizi amministrativi e contabili adotta gli strumenti infor-matizzati utilizzati nell’ambito del sistema provinciale.

4. Le assegnazioni finanziarie da parte della Provincia sono effettuate sulla base di criteri stabiliti dalla Giun-ta provinciale in armonia con quanto previsto per le istituzioni scolastiche autonome.

Art. 13.

Beni

1. Ai sensi dell’articolo 43, comma 3 quater, della legge provinciale n. 23 del 1990, la Giunta provinciale met-te a disposizione degli istituti i beni immobili necessari per il funzionamento degli istituti stessi e per il persegu-imento dei propri fini.

2. I beni mobili e le attrezzature sono acquisiti direttamente dagli istituti con vincolo di destinazione in fun-zione delle esigenze del servizio formativo. Agli stessi si applicano le disposizioni del Titolo VII del decreto del Presidente della Giunta provinciale n. 18-36/Leg. del 2000.

3. La Giunta provinciale provvede all’individuazione e all’assegnazione dei beni immobili a ciascun istituto, definendo contestualmente i soggetti competenti alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi.

4. La Giunta provinciale provvede con deliberazione all’individuazione dei beni mobili da trasferire in proprietà, nonché le modalità di consegna a ciascun istituto, come previsto dall’articolo 17 ter, comma 3 della legge provinciale 4 novembre 1986, n. 29 (Interventi a favore dell’edilizia scolastica).

Art. 14.

Fabbisogno e messa a disposizione del personale

1. La Giunta provinciale definisce annualmente le modalità e i criteri per la determinazione del fabbisogno del personale docente da assegnare agli istituti.

2. Il dirigente di ogni istituto presenta annualmente al dirigente della struttura provinciale competente in materia di formazione professionale la richiesta del personale docente necessario per lo svolgimento dell’attività formativa; il dirigente della struttura provinciale competente in materia di formazione professionale definisce il fabbisogno di personale docente, sulla base dei criteri e delle modalità stabiliti dalla Giunta provinciale; il dirigen-te della struttura provinciale competente in materia di gestione del personale della formazione professionale provvede ad assumere e a mettere a disposizione dell’istituto il personale docente con contratto di lavoro a tempo indeterminato e quello con contratto di lavoro a tempo determinato in relazione alle necessità e alle richieste presentate dal dirigente dell’istituto.

3. La Giunta provinciale determina il fabbisogno di personale ausiliario, tecnico e amministrativo necessario per il funzionamento degli istituti provinciali di formazione professionale e mette a disposizione dell’istituto il personale necessario al regolare svolgimento dell’attività formativa e al funzionamento dello stesso.

Capo IV

Modalità di esercizio dei poteri di indirizzo, verifica e controllo

Art. 15.

Poteri di indirizzo, verifica e controllo della Provincia

1. Con il programma annuale delle attività formative previsto dall’articolo 15 del decreto del Presidente della Giunta provinciale 25 settembre 2000, n. 24-42/Leg. (Regolamento concernente l’individuazione degli strumenti e la definizione dei criteri per la programmazione settoriale in attuazione dell’articolo 17 della legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4), la Giunta provinciale definisce gli indirizzi per la realizzazione delle attività di formazione professiona-le da parte degli istituti; la Giunta provinciale può in ogni caso stabilire con appositi provvedimenti ulteriori indi-rizzi necessari, in particolare, per:

a) la definizione degli strumenti di programmazione da parte degli istituti;

b) la gestione dei servizi di sostegno alle attività di formazione professionale previsti dall’articolo 25 della legge provinciale n. 21 del 1987;

c) il perseguimento degli obiettivi e standard formativi, l’attuazione di iniziative di innovazione, la certificazione delle competenze acquisite e il riconoscimento dei crediti formativi;

d) il coordinamento e la razionalizzazione dell’attività degli istituti con quella svolta da altri settori provinciali o da altri soggetti.

2. Il nucleo di controllo previsto dall’articolo 6 della legge provinciale n. 29 del 1990 provvede al riscontro della gestione finanziaria, amministrativa e patrimoniale degli istituti nonché all’esame dei bilanci e del conto consuntivo.

3. Il comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico e formativo, nell’ambito delle funzioni ad esso affidate dall’articolo 7 della legge provinciale n. 29 del 1990, provvede alla valutazione di sistema dell’attività educativa e formativa degli istituti.

4. Ai fini dell’esercizio dei poteri di verifica e controllo dell’attività degli istituti il servizio provinciale compe-tente in materia di formazione professionale può procedere a ispezioni anche nel corso dell’espletamento delle attività didattico formative volte a:

a) verificare la conformità del progetto di istituto col programma annuale delle attività formative e la regolare e completa attuazione del programma stesso;

b) verificare il regolare svolgimento delle lezioni;

c) verificare il corretto adempimento dei compiti spettanti a ciascun organo degli istituti nel rispetto delle competenze spettanti in base a questo regolamento;

d) prevenire e risolvere eventuali situazioni conflittuali tra gli organi o le componenti degli istituti.

5. La Giunta provinciale definisce le modalità e le procedure delle ispezioni prevedendo anche di avvalersi di esperti in materia di formazione.

6. In caso di riscontrata impossibilità di funzionamento degli organi degli istituti o di gravi irregolarità nella gestione, la Giunta provinciale può disporre la revoca del consiglio di istituto e del dirigente prima della loro sca-denza e la nomina di un commissario per l’amministrazione dell’ istituti in sostituzione degli organi revocati e fino alla nomina dei nuovi organi.

Capo V

Disposizioni finali

Art. 16.

Disposizioni di prima applicazione

1. La Giunta provinciale provvede all’istituzione degli istituti e stabilisce la data per la loro attivazione. Entro la medesima data conferisce l’incarico di dirigente da preporre a ciascun istituto con decorrenza a far data dall’attivazione.

2. Contestualmente al conferimento dell’incarico di dirigente previsto dal comma 1, la Giunta provinciale mette a disposizione degli istituti i beni immobili e mobili nonché il personale necessario per il funzionamento e lo svolgimento dell’attività di ciascun istituto stabilendo le procedure e le modalità di utilizzo.

3. Gli istituti provvedono direttamente alla gestione del bilancio e dei propri beni immobili e mobili a decor-rere dal 1° gennaio 2006. Fino al 31 dicembre 2005 le spese relative agli istituti continuano ad essere sostenute sul bilancio della Provincia che provvede anche alla gestione dei beni immobili e mobili. Fino al 31 dicembre 2005 l’assegnazione e la gestione delle risorse umane avviene secondo le modalità in atto nell’anno formativo 2004/2005.

4. La Giunta provinciale definisce inoltre le direttive per la prima costituzione del consiglio di istituto.

5. Entro un anno dalla data di nomina del primo consiglio di istituto ciascun istituto adotta il regolamento interno; decorso inutilmente il predetto termine, la Giunta provinciale nomina un commissario ad acta che prov-vede all’adozione del regolamento interno.

Art. 17.

Soppressione dell’ufficio centri a gestione diretta

1. La Giunta provinciale dispone la soppressione dell’ufficio centri a gestione diretta a decorrere dalla data stabilita per l’attivazione degli istituti ai sensi dell’articolo 16, comma 1. Il presente decreto sarà pubblicato nel “Bollettino Ufficiale” della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Allegato