Deliberazione Giunta regionale 19 settembre 2005, n. 1492

  • Emanante: LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
  • Regione: Emilia Romagna
  • Fonte: B.U.R.
  • Numero fonte: 139
  • Data fonte: 12/10/2005
Approvazione criteri e modalita' per l'autorizzazione regionale allo svolgimento di servizi di intermediazione ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, ai sensi degli artt. 39 e 40 della l.r. 17/05

Thesaurus: Avviamento al lavoro dei disabili, Agenzie per il lavoro

Abstract:

si approvano i "criteri e modalità per l’autorizzazione regionale allo svolgimento dei servizi di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, nonché per l’eventuale sospensione e revoca della stessa, a norma degli artt. 39 e 40 della l.r. 17/05", come indicato nell’allegato, che costituisce parte integrante della deliberazione.

LA GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Visti:

– il DLgs 469/97 e successive modificazioni, recante il conferimento alle Regioni ed agli Enti locali delle funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell’art. 1 della Legge 59/97;

– la Legge 30/03, “Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro”;

– il DLgs 276/03, “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla Legge 14 febbraio 2003, n. 30”, che agli artt. 5 e 6 individua i requisiti giuridici e finanziari che devono essere preventivamente accertati ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale;

– la L.R. 17/05, “Norme per la promozione dell’occupazione, della sicurezza, regolarita’ e qualita’ del lavoro”; ritenuto opportuno dotarsi di criteri e modalita’ per l’autorizzazione regionale allo svolgimento dei servizi di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, nonche’ per l’eventuale sospensione e revoca della stessa, a norma degli artt. 39 e 40 della L.R. 17/05, approvando quanto contenuto nell’Allegato, parte integrante del presente atto; sentiti il Comitato di coordinamento istituzionale e la Commissione regionale Tripartita, quali organismi regionali di collaborazione istituzionale e concertazione sociale ai sensi delle LL.RR. 12/03 e 17/05; dato atto del parere favorevole espresso dalla competente Commissione assembleare, ai sensi dell’art. 39, comma 2, della L.R. 17/05, nella seduta del 27 luglio 2005; dato atto, ai sensi dell’art. 37, comma 4, della L.R. 43/01 e della propria deliberazione 447/03, del parere di regolarita’ amministrativa espresso dal Direttore generale Cultura, Formazione e Lavoro dott.ssa Cristina Balboni; su proposta dell’Assessore competente per materia;

a voti unanimi e palesi, delibera:

1) di approvare, per le motivazioni in premessa citate e qui integralmente richiamate, nel testo di cui all’Allegato, parte integrante della presente deliberazione, i “Criteri e modalita’ per l’autorizzazione regionale allo svolgimento dei servizi di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, nonche’ per l’eventuale sospensione e revoca della stessa, a norma degli artt. 39 e 40 della L.R. 17/05”;

2) di disporre la pubblicazione integrale del presente atto nel Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

ALLEGATO

Criteri e modalita’ per l’autorizzazione regionale allo svolgimento dei servizi di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, nonche’ per l’eventuale sospensione e revoca della stessa, a norma degli artt. 39 e 40 della L.R. 17/05

CAPO I

Disposizioni generali

Art. 1

Ambito di intervento Le disposizioni di cui al presente provvedimento, nel dare attuazione ai principi posti dalla L.R. 17/05, disciplinano le modalita’ ed i criteri per l’autorizzazione regionale allo svolgimento, nel territorio regionale, dei servizi di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale, nonche’ per l’eventuale sospensione e revoca dell’autorizzazione stessa.

Art. 2

Attivita’ di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale

1. L’autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale viene concessa dalla Regione con esclusivo riferimento al proprio territorio e previo accertamento della sussistenza dei requisiti previsti dal presente provvedimento.

2. Le predette attivita’ sono rivolte esclusivamente ai datori di lavoro che abbiano sedi operative nel territorio regionale, limitatamente alle esigenze di personale delle sedi medesime.

CAPO II

Attivita’ di intermediazione

Art. 3

Societa’ Possono essere autorizzate allo svolgimento dell’attivita’ di intermediazione le societa’ di capitali ovvero cooperative o consorzi di cooperative, italiane o di altro Stato membro della Unione Europea, secondo le procedure di cui all’art. 18 del presente provvedimento e limitatamente alle sedi presenti nel territorio regionale.

Art. 4

Comuni, Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, Istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari Possono essere autorizzati allo svolgimento della attivita’ di intermediazione secondo le procedure ed i limiti di cui all’art. 3 del presente provvedimento, a condizione che svolgano tale attivita’ senza finalita’ di lucro:

a) i Comuni, anche nelle forme associative disciplinate dalla L.R. 11/01 (Disciplina delle forme associative e altre disposizioni in materia di Enti locali);

b) le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura;

c) gli Istituti di scuola secondaria di secondo grado, statali e paritari.

Art. 5

Soggetti di carattere associativo ed Enti bilaterali Possono essere autorizzati allo svolgimento della attivita’ di intermediazione, secondo le procedure ed i limiti di cui all’art. 3 del presente provvedimento:

a) le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro;

b) le associazioni in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale e aventi come oggetto sociale la tutela e l’assistenza delle attivita’ imprenditoriali, del lavoro o delle disabilita’;

c) gli enti bilaterali, costituiti secondo le clausole degli accordi e dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu’ rappresentative a livello nazionale.

Art. 6

Requisiti finanziari per le autorizzazioni delle societa’ di cui all’art. 3

1. Per l’esercizio della attivita’ di intermediazione sono richieste:

a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 50.000 Euro;

b) l’indicazione della attivita’ di intermediazione come oggetto sociale prevalente.

2. In riferimento a quanto previsto al comma 1, lettera b), l’attivita’ oggetto di autorizzazione deve superare il 50 per cento delle attivita’ della agenzia svolte nell’arco dei dodici mesi.

3. Per i soggetti autorizzati e operativi ai sensi della previgente normativa, la verifica della prevalenza dell’oggetto sociale potra’ essere effettuata a consuntivo dell’ultimo anno di attivita’, sulla base dei dati di contabilita’ analitica che devono essere desumibili da ogni unita’ operativa.

4. Alle societa’ che intendano ricevere l’autorizzazione ai sensi del presente provvedimento si richiede l’impegno a che l’attivita’ oggetto di autorizzazione superi il 50 per cento delle attivita’ della societa’ medesima.

Art. 7

Requisiti giuridici, strutturali e professionali per le autorizzazioni dei soggetti di cui all’art. 3

1. Per l’esercizio della attivita’ di intermediazione da parte di societa’ sono, altresi’, richieste:

a) la presenza di una o piu’ sedi operative che svolgano l’attivita’ nel territorio della regione;

b) la disponibilita’ di luoghi dedicati e di attrezzature d’ufficio, informatiche e collegamenti telematici idonei allo svolgimento dell’attivita’ stessa, nonche’ conformi alla normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro; i locali adibiti a sportello devono essere aperti al pubblico in orario d’ufficio per almeno 22 ore settimanali e accessibili ai disabili ai sensi della vigente normativa;

c) competenze professionali relative a:

c. 1) almeno quattro persone nella sede principale;

c. 2) almeno due persone per ogni altra unita’ organizzativa;

d) l’assenza, in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari, di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla Legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresi’, di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della Legge 31 maggio 1965, n. 575, o della Legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni;

e) la presenza, nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilita’ analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;

f) l’interconnessione con il sistema informativo regionale del lavoro, nonche’ l’invio alla autorita’ concedente di ogni informazione utile ad un efficace funzionamento del mercato del lavoro.

2. Il personale di cui al comma 1, lettera c), deve essere dotato di adeguate competenze documentabili derivanti da esperienze professionalizzanti di durata non inferiore a due anni maturate nel campo della gestione o della ricerca e selezione del personale o della fornitura di lavoro temporaneo o della ricollocazione professionale o dei servizi per l’impiego o della formazione professionale o di orientamento o della mediazione tra domanda ed offerta di lavoro o nel campo delle relazioni sindacali. Ai fini dell’acquisizione dell’esperienza professionale di minimo due anni, si tiene altresi’ conto dei percorsi formativi certificati, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna, dalle altre Regioni e Province autonome, in quanto siano compatibili con le direttive in materia della Regione Emilia-Romagna, e promossi anche dalle associazioni maggiormente rappresentative in materia di ricerca e selezione del personale, ricollocazione professionale e somministrazione, di durata non inferiore ad un anno. L’iscrizione all’albo dei consulenti del lavoro da almeno due anni costituisce titolo idoneo alternativo all’esperienza professionale. E’ altresi’ ammessa la possibilita’, limitatamente ad una delle persone di cui al comma 1, lettera c. 1), qualora impegnata con contratto di lavoro di tipo subordinato in funzioni di carattere operativo, di non disporre delle competenze professionalizzanti descritte nel primo periodo; tale possibilita’ e’ inoltre ammessa, negli stessi termini, per le persone di cui al comma 1, lettera c. 2).

Art. 8

Requisiti giuridici, strutturali e professionali per le autorizzazioni dei soggetti di cui agli artt. 4 e 5

1. Ai fini dello svolgimento dell’attivita’ di intermediazione da parte di tali soggetti sono richieste:

a) la presenza di una o piu’ sedi operative che svolgano l’attivita’ nel territorio della regione;

b) la disponibilita’ di luoghi dedicati e di attrezzature d’ufficio, informatiche e collegamenti telematici idonei allo svolgimento dell’attivita’ stessa, nonche’ conformi alla normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro; i locali adibiti a sportello devono essere aperti al pubblico in orario d’ufficio per almeno 22 ore settimanali e accessibili ai disabili ai sensi della vigente normativa;

c) competenze professionali relative a:

c. 1) almeno quattro persone nella sede principale;

c. 2) almeno due persone per ogni altra unita’ organizzativa;

d) l’assenza, in capo ai rappresentanti legali dei soggetti di cui all’art. 5, di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla Legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresi’, di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della Legge 31 maggio 1965, n. 575, o della Legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni;

e) l’interconnessione con il sistema informativo regionale del lavoro, nonche’ l’invio alla autorita’ concedente di ogni informazione per un efficace funzionamento del mercato del lavoro.

2. Il personale di cui al comma 1, lettera c), deve essere dotato di adeguate competenze documentabili derivanti da esperienze professionalizzanti di durata non inferiore a due anni, maturate nel campo della gestione o della ricerca e selezione del personale o della fornitura di lavoro temporaneo o della ricollocazione professionale o dei servizi per l’impiego o della formazione professionale o di orientamento o della mediazione tra domanda ed offerta di lavoro o nel campo delle relazioni sindacali. Ai fini dell’acquisizione dell’esperienza professionale di minimo due anni, si tiene altresi’ conto dei percorsi formativi certificati, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna, dalle altre Regioni e Province autonome, in quanto siano compatibili con le direttive in materia della Regione Emilia-Romagna, e promossi anche dalle associazioni maggiormente rappresentative in materia di ricerca e selezione del personale, ricollocazione professionale e somministrazione, di durata non inferiore ad un anno. L’iscrizione all’albo dei consulenti del lavoro da almeno due anni costituisce titolo idoneo alternativo all’esperienza professionale. E’ altresi’ ammessa la possibilita’, limitatamente ad una delle persone di cui al comma 1, lettera c. 1), qualora impegnata con contratto di lavoro di tipo subordinato in funzioni di carattere operativo, di non disporre delle competenze professionalizzanti descritte nel primo periodo; tale possibilita’ e’ inoltre ammessa, negli stessi termini, per le persone di cui al comma 1, lettera c. 2).

3. I soggetti autorizzati possono fornire, garantendo adeguate forme di raccordo con le Provincie territorialmente competenti, i servizi di intermediazione, per i seguenti ambiti di utenza:

a) i Comuni, esclusivamente verso le persone residenti o verso le imprese con sedi operative sul loro territorio;

b) le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, esclusivamente nei confronti delle imprese iscritte nel proprio registro;

c) le Istituzioni scolastiche di secondo grado, statali e paritarie, esclusivamente nei confronti di coloro che sono stati propri allievi non oltre i due anni precedenti l’erogazione del servizio di intermediazione.

CAPO III

Attivita’ di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale

Art. 9

Soggetti autorizzabili Possono essere autorizzate allo svolgimento delle attivita’ di ricerca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale le societa’ di capitali e di persone ovvero cooperative o consorzi di cooperative, italiane o di altro Stato membro della Unione europea, secondo le procedure di cui al presente provvedimento e limitatamente alle sedi presenti nel territorio regionale.

Art. 10

Requisiti finanziari per le autorizzazioni delle societa’ di cui all’art. 9 Per l’esercizio delle attivita’ di ricerca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale sono richieste:

a) l’acquisizione di un capitale versato non inferiore a 25.000 Euro, fatte comunque salve le disposizioni dell’ordinamento civile;

b) l’indicazione delle attivita’ di ricerca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale come oggetto sociale.

Art. 11

Requisiti giuridici, strutturali e professionali per le autorizzazioni delle societa’ di cui all’art. 9

1. Per l’esercizio delle attivita’ di ricerca e selezione del personale o di supporto alla ricollocazione professionale sono, altresi’, richieste:

a) la presenza di una o piu’ sedi operative che svolgano l’attivita’ nel territorio della regione;

b) la disponibilita’ di luoghi dedicati e di attrezzature d’ufficio, informatiche e collegamenti telematici idonei allo svolgimento dell’attivita’ stessa, nonche’ conformi alla normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro; i locali adibiti a sportello devono essere aperti al pubblico in orario d’ufficio per almeno 22 ore settimanali e accessibili ai disabili ai sensi della vigente normativa;

c) competenze professionali relative a:

c.1) almeno due persone nella sede principale;

c.2) almeno una persona per ogni altra eventuale unita’ organizzativa periferica;

d) l’assenza, in capo agli amministratori, ai direttori generali, ai dirigenti muniti di rappresentanza e ai soci accomandatari, di condanne penali, anche non definitive, ivi comprese le sanzioni sostitutive di cui alla Legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni, per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica, per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del Codice penale, o per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a tre anni, per delitti o contravvenzioni previsti da leggi dirette alla prevenzione degli infortuni sul lavoro o, in ogni caso, previsti da leggi in materia di lavoro o di previdenza sociale; assenza, altresi’, di sottoposizione alle misure di prevenzione disposte ai sensi della Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o della Legge 31 maggio 1965, n. 575, o della Legge 13 settembre 1982, n. 646, e successive modificazioni;

e) la presenza, nel caso di soggetti polifunzionali, non caratterizzati da un oggetto sociale esclusivo, di distinte divisioni operative, gestite con strumenti di contabilita’ analitica, tali da consentire di conoscere tutti i dati economico-gestionali specifici;

f) l’interconnessione con il sistema informativo regionale del lavoro, nonche’ l’invio alla autorita’ concedente di ogni informazione strategica per un efficace funzionamento del mercato del lavoro.

2. Il personale di cui al comma 1, lettera c), deve essere dotato di adeguate competenze documentabili derivanti da esperienze professionalizzanti di durata non inferiore a due anni, maturate nel campo della gestione o della ricerca e selezione del personale o della fornitura di lavoro temporaneo o della ricollocazione professionale o dei servizi per l’impiego o della formazione professionale o di orientamento o della mediazione tra domanda ed offerta di lavoro o nel campo delle relazioni sindacali. Ai fini dell’acquisizione dell’esperienza professionale di minimo due anni, si tiene altresi’ conto dei percorsi formativi certificati, oltre che dalla Regione Emilia-Romagna, dalle altre Regioni e Province autonome, in quanto siano compatibili con le direttive regionali, e promossi anche dalle associazioni maggiormente rappresentative in materia di ricerca e selezione del personale, ricollocazione professionale e somministrazione, di durata non inferiore ad un anno. L’iscrizione all’albo dei consulenti del lavoro da almeno due anni costituisce titolo idoneo alternativo all’esperienza professionale. E’ altresi’ ammessa la possibilita’, limitatamente ad una delle persone di cui al comma 1, lettera c. 1), qualora impegnata con contratto di lavoro di tipo subordinato in funzioni di carattere operativo, di non disporre delle competenze professionalizzanti descritte nel primo periodo; tale possibilita’ e’ inoltre ammessa, negli stessi termini, per le persone di cui al comma 1, lettera c. 2).

CAPO IV

Adempimenti e condizioni di esercizio

Art. 12

Obbligo di interconnessione con il Sistema informativo lavoro della Regione Emilia-Romagna

1. Tutti i soggetti autorizzati dalla Regione con le procedure e le modalita’ di cui ai precedenti artt. 3, 4, 5 devono richiedere alla Regione le modalita’ di rilascio dell’apposito codice di accesso necessario per l’invio telematico al SILER dei dati relativi alle offerte di lavoro.

2. I soggetti autorizzati di cui al comma 1 utilizzeranno per la trasmissione telematica dei dati, il formato indicato dalla Regione, secondo le modalita’ di dettaglio che verranno definite dalla Giunta regionale, e saranno responsabili dell’aggiornamento delle informazioni inserite nel SILER.

Art. 13

Comunicazione alla Regione

1. I soggetti autorizzati si impegnano a comunicare all’autorita’ concedente gli spostamenti di sede, l’apertura di filiali o succursali, la cessazione delle attivita’ ed hanno inoltre l’obbligo di fornire alla stessa tutte le informazioni richieste. Le comunicazioni all’autorita’ concedente relative agli spostamenti di sede, all’apertura di filiali o succursali, alla cessazione delle attivita’, saranno da questa comunicate tempestivamente alla Provincia o alle Province nel cui territorio ha sede operativa e/o legale il soggetto autorizzato.

2. In caso di ripetuto mancato invio delle comunicazioni o informazioni richieste l’autorizzazione potra’ essere revocata dalla predetta autorita’.

Art. 14

Divieto di discriminazione, limiti alla diffusione di dati

1. Nello svolgimento delle attivita’ di intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale, e’ vietata ogni pratica discriminatoria, diretta ed indiretta, basata su condizioni e convinzioni personali, affiliazione sindacale o politica, credo religioso, sesso, orientamento sessuale, stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza, eta’, handicap, cittadinanza, razza, origine etnica, colore, ascendenza, origine nazionale e territoriale, gruppo linguistico, stato di salute, eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro, ulteriori caratteri espressivi dell’identita’ personale e comunque non strettamente attinenti alla valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore.

2. E’ in particolare vietato ai soggetti autorizzati effettuare qualsivoglia indagine, trattamento di dati, ovvero preselezione di lavoratori, anche con il loro consenso, in base ai menzionati elementi discriminatori.

3. I soggetti autorizzati sono altresi’ in particolare tenuti a non raccogliere ed esaudire richieste di datori di lavoro caratterizzate dalla presenza di tali elementi.

4. Deroghe ai precedenti due commi sono possibili, laddove la considerazione dei menzionati caratteri costituisca requisito essenziale o determinante ai fini dello svolgimento dell’attivita’ di lavoro, incidendo sull’adempimento della prestazione, ovvero allo scopo di favorire la collocabilita’ delle persone svantaggiate, ai sensi dell’art. 11 della L.R. 17/05, esclusivamente su specifica autorizzazione dell’autorita’ concedente.

5. L’autorita’ concedente l’autorizzazione allo svolgimento di attivita’ di intermediazione, ricerca e selezione del personale, supporto alla ricollocazione professionale, al fine di verificare il rispetto del divieto di discriminazione, raccoglie elementi di fatto, desunti anche da dati di carattere statistico, relativi in particolare ai nominativi di aspiranti prestatori segnalati alle imprese, nonche’ assunti.

6. I soggetti autorizzati assicurano agli aspiranti prestatori il diritto di indicare i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i propri dati devono essere comunicati e garantiscono l’ambito di diffusione dei dati dagli stessi individuato, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

7. E’ obbligo dei soggetti autorizzati fornire adeguata informazione individuale, agli aspiranti prestatori, del proprio diritto ad una selettiva diffusione dei dati.

Art. 15

Gratuita’ per i lavoratori E’ fatto divieto ai soggetti autorizzati di esigere o comunque di percepire, direttamente o indirettamente, compensi dal lavoratore per le prestazioni svolte.

Art. 16

Pubblicita’ e trasparenza

1. All’esterno ed all’interno dei locali delle unita’ organizzative devono essere indicati in modo visibile gli estremi dell’autorizzazione e deve essere affisso l’orario di apertura che viene garantito al pubblico. Deve altresi’ essere indicato l’organigramma delle funzioni aziendali con le specifiche competenze professionali ed il responsabile della unita’ organizzativa.

2. I soggetti autorizzati comunicano all’autorita’ concedente l’organigramma organizzativo articolato per funzioni aziendali con allegati i curricula, e le variazioni successivamente intervenute. A tale elenco devono poter accedere per consultazione quanti intendano avvalersi dei loro servizi.

CAPO V

Rilascio, Sospensione e revoca del provvedimento di autorizzazione

Art. 17

Procedure

1. Il rilascio della autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di intermediazione, di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale da parte dei soggetti di cui agli artt. 3, 4 e 5 del presente provvedimento, avviene previa presentazione della richiesta al seguente indirizzo: “Regione Emilia-Romagna, Assessorato Scuola. Formazione professionale. Universita’. Lavoro. Pari Opportunita’, Servizio Lavoro – Viale A. Moro n. 38 – 40127 Bologna (BO)”, da effettuarsi mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero a mano, piano II, dalle ore 9 alle ore 13.

2. L’autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di intermediazione e’ subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti di cui agli artt. 6, 7 e 8 del presente provvedimento e di ogni altro adempimento previsto da norme di legge e di regolamento. L’autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di ricerca e selezione del personale e di supporto alla ricollocazione professionale e’ subordinata alla verifica della sussistenza dei requisiti di cui agli artt. 10, 11 del presente provvedimento e di ogni altro adempimento previsto da norme di legge e di regolamento.

3. La richiesta di autorizzazione alle attivita’ di intermediazione, resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, deve contenere specifica dichiarazione in ordine ai:

– requisiti finanziari, nonche’ giuridici, strutturali e professionali (di cui rispettivamente agli artt. 6 e 7) per le autorizzazioni dei soggetti di cui all’art. 3;

– requisiti giuridici, strutturali e professionali (di cui all’art. 8) per le autorizzazioni dei soggetti di cui agli artt. 4 e 5.

4. La richiesta da parte dei soggetti di cui all’art. 9 di autorizzazione alle attivita’ di ricollocazione e ricerca e selezione, resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000, deve contenere specifica dichiarazione in ordine ai: requisiti finanziari (di cui all’art. 10), nonche’ giuridici, strutturali e professionali (di cui all’art. 11).

5. Entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta, previo accertamento della sussistenza dei requisiti di cui ai presenti “Criteri e modalita’”, l’autorita’ concedente adotta il provvedimento di autorizzazione all’esercizio delle attivita’ e ne informa contestualmente il soggetto interessato, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nonche’ le Province nel cui territorio il soggetto interessato ha sede legale e/o operativa.

6. L’autorita’ concedente ha 20 giorni di tempo per richiedere chiarimenti e/o integrazioni. Tale richiesta vale ad interrompere i termini di cui al comma 5.

7. Nel caso in cui non esistano i presupposti per il rilascio dell’autorizzazione, l’autorita’ concedente adotta un motivato provvedimento di diniego.

Art. 18

Integrazione di autorizzazione

1. I soggetti in possesso di autorizzazione allo svolgimento di attivita’ di ricerca e selezione o ricollocazione professionale possono fare richiesta di autorizzazione allo svolgimento delle attivita’ di intermediazione, previa acquisizione dei requisiti tecnici, finanziari e professionali richiesti per lo svolgimento di tale attivita’, anche mediante integrazione di quelli gia’ da loro posseduti. In caso di integrazione, l’oggetto sociale prevalente della societa’ che ne fa richiesta diverra’, contestualmente, l’esercizio dell’attivita’ di intermediazione.

2. Attraverso tale integrazione e’ possibile pervenire ai requisiti richiesti per lo svolgimento della attivita’ con esclusivo riferimento all’ambito regionale.

3. In caso di integrazione di autorizzazione trovano applicazione le norme previste per l’attivita’ di intermediazione.

Art. 19

Sospensione e revoca del provvedimento di autorizzazione

1. L’autorita’ concedente vigila, al fine di verificare che i soggetti autorizzati rispettino le disposizioni nazionali o regionali sul lavoro.

2. I soggetti autorizzati si impegnano a collaborare pienamente con l’autorita’ concedente, quanto alla verifica ed al controllo delle attivita’ da essi svolte, in particolare consentendo l’ingresso nei propri locali e la visione di tutti i documenti ritenuti utili, da parte di personale che opera per conto dell’autorita’ concedente. L’Amministrazione si riserva di verificare, anche in loco, la rispondenza della documentazione prodotta ai requisiti.

3. L’autorita’ concedente sospende l’autorizzazione, dandone comunicazione al soggetto interessato, a tutti i soggetti che risultino non aver rispettato disposizioni nazionali o regionali sul lavoro. Nei casi piu’ gravi, in particolare quanto alla violazione delle norme in materia di discriminazione, tutela della riservatezza ed oneri economici per i prestatori di lavoro, l’autorita’ concedente revoca direttamente l’autorizzazione.

4. L’autorita’ concedente, ove non revochi direttamente l’autorizzazione, informa il soggetto autorizzato delle irregolarita’ riscontrate ed assegna un termine non inferiore a trenta giorni, affinche’ il medesimo provveda a sanare le irregolarita’ o a fornire eventuali chiarimenti.

5. Ove il soggetto autorizzato non si adegui a quanto richiesto, ovvero i chiarimenti vengano ritenuti insufficienti, l’autorita’ concedente, nei 60 giorni successivi, provvede a revocare l’autorizzazione.

6. Il soggetto cui sia stata revocata la autorizzazione potra’ presentare domanda di riesame all’autorita’ concedente nel termine di 30 giorni a decorrere dalla comunicazione del predetto provvedimento di revoca.

7. La Regione provvedera’ a comunicare l’adozione del provvedimento di sospensione o di revoca contestualmente al soggetto interessato, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, nonche’ alle Province nel cui territorio il soggetto interessato ha sede legale e/o operativa.

Art. 20

Divieto di transazione

1. L’autorizzazione non puo’ costituire oggetto di transazione commerciale.

2. E’ vietato il ricorso a figure contrattuali, tipiche o atipiche, attraverso cui realizzare, anche a titolo non oneroso, qualsivoglia forma di trasferimento o concessione della autorizzazione ottenuta a favore di soggetti terzi, siano essi persone fisiche o giuridiche. E’ altresi’ vietato il ricorso a contratti di natura commerciale con cui viene ceduta a terzi parte della attivita’ oggetto di autorizzazione, compresa l’attivita’ di commercializzazione.

3. Il trasferimento d’azienda o la fusione comportano, in caso di conferimento in nuova o diversa societa’ non autorizzata a tempo indeterminato, il venir meno della autorizzazione e la necessita’ di ottenerne una nuova.