Legge regionale 25 Gennaio 1996, n. 41

  • Emanante: 3
  • Regione: Toscana
  • Fonte: Altro
  • Numero fonte: 22
  • Data fonte: 08/06/1996
Disciplina transitoria della promozione e gestione degli interventi di educazione permanente

Abstract:

Si specificano i seguenti temi: legge; soggetti proponenti; programmazione; interventi regionali; norma finanziaria; norma transitoria; abrogazione

Art. 1 – Oggetto della legge

1 .

In attesa della revisione organica della legislazione regionale in materia educativa scolastica ed extrascolastica, la presente legge ridefinisce le modalita’ di attuazione degli interventi di educazione permanente in accordo a quelli per il diritto allo studio di cui alla Legge regionale 19 giugno 1981 n. 53 “Interventi per il diritto allo studio”, modificata con Legge regionale 25 giugno 1993, n. 41.

2 .

Per interventi di educazione permanente si intendono quelle iniziative atte ad incentivare la promozione di forme di educazione continua, rivolte alla popolazione adulta, in grado di fornire strumenti di conoscenza utili per la comprensione della complessita’ della societa’ odierna con esclusione di quelle che portano al conseguimento di un titolo di studio e di quelle dirette alla formazione professionale, in forma integrata con il sistema formativo scolastico e il sistema della formazione professionale.

Art. 2 – Soggetti proponenti

1 .

I comuni, singoli o associati, o le Comunita’ Montane da essi delegate definiscono gli interventi di educazione permanente nell’ambito dei progetti di area di cui all’art. 9, della Legge regionale 54/81, che e’ cosi’ sostituito: “art. 9. Progetti di area 1. Ai fini della presente legge, sono definiti “di area” i progetti: a) indirizzati al sostegno e alla qualificazione dell’attivita’ educativa e didattica della scuola sia mediante interventi volti a prevenire situazioni di insuccesso, di dispersione o di esclusione, sia attraverso l’aggiornamento dei metodi e delle strumentazioni didattiche, sia per mezzo di esperienze di ricerca e di sperimentazione; b) volti a migliorare il livello di erogazione dei servizi di trasporto e di ristorazione, ovvero a ridurre i costi; c) indirizzati a promuovere forme di educazione permanente tra la popolazione adulta. 2. I progetti di cui al comma 1 sono riferiti ad aree territorialmente omogenee sotto il profilo dei bisogni socio-economici ed educativi. I progetti di cui alla lettera c) del comma 1, possono riferirsi a piu’ aree, nonche’ a parti di aree gia’ individuate per il diritto allo studio, purche’ presentino obiettivi condivisibili.”

2 .

Enti ed organismi pubblici e privati che non abbiano finalita’ di lucro possono presentare agli enti di cui al comma 1, propri progetti cli intervento nel campo dell’educazione permanente.

3 .

Tali progetti, qualora conformi ai contenuti del piano di indirizzo di cui all’art. 12 della Legge regionale 19 giugno 1981 n. 53 e successive modificazioni, possono essere fatti propri dagli enti di cui al comma 1.

4 .

Le modalita’ di definizione dei progetti di area sono quelle indicate all’art. 10 della Legge regionale 19 giugno 1981, n. 53.

Art. 3 – Programmazione

1 .

Il piano di indirizzo per il diritto allo studio di cui all’art. 12 della Legge regionale 53/1981 e successive modificazioni, e’ ridenominato “piano di indirizzo per il diritto allo studio e per l’educazione permanente” .

2 .

Il piano di indirizzo di cui al comma 1 reca le determinazioni e i contenuti definiti dai commi 1 e 2 dell’art. 12 della Legge regionale 53/1981, e successive modificazioni, in materia non solo di diritto allo studio ma anche di educazione permanente. Il piano di indirizzo assume efficacia normativa, relativamente ai contenuti di cui al comma 1 del citato art. 12 della Legge regionale 53/1981 e successive modificazioni anche in materia di educazione permanente.

3 .

Le procedure di formazione, di approvazione e di attuazione del piano di indirizzo di cui al comma 1 sono quelle definite dagli articoli 13 e 14 della Legge regionale 53/81 e successive modificazioni.

4 .

Al comma 2 dell’art. 12 della Legge regionale 53/81 e successive modificazioni e’ aggiunta la seguente lettera g): “g) gli specifici settori ed interventi di educazione permanente definendo le priorita’ con riferimento alle necessita’ sociali ed educative, nonche’ le forme e le procedure per l’integrazione dei processi formativi e delle singole azioni.”.

Art. 4 – Interventi regionali

1 .

Al comma 1 dell’art. 11 della Legge regionale 53/1981 e successive modificazioni dopo le parole “diritto allo studio” sono aggiunte le parole “e alla promozione dell’educazione permanente”.

Art. 5 – Norma finanziaria

1 .

Agli oneri di spesa derivanti dalla presente legge si fa fronte a decorrere dall’anno 1996 con legge di bilancio in sostituzione dei finanziamenti disposti sul capitolo 18060 del bilancio 1995.

Art. 6 – Norma transitoria

1 .

Per l’anno 1996, il piano di indirizzo di cui all’art. 12 della Legge regionale 53/81, gia’ approvato per il triennio 94/96 deve essere integrato per la parte relativa alla presente legge.

Art. 7 – Abrogazione

1 .

La presente legge abroga la Legge regionale 28 giugno 1979, n. 29, recante lo stesso oggetto. La presente legge e’ pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Toscana.