Deliberazione CIPE 29 dicembre 1996

  • Emanante: 2
  • Fonte: G.U.R.I.
  • Numero fonte: 118
  • Data fonte: 22/05/1996
Direttive per la concessione delle agevolazioni previste all'art. 6, comma 5, della legge n.104/1995 per i progetti e centri di ricerca

Thesaurus: Ricerca

Abstract:

La presente delibera integra la deliberazione del CIPE del 27 aprile 1995 relativamente alla concessione delle agevolazioni per le iniziative di ricerca nelle aree depresse; si specificano i seguenti temi: aree di applicazione; iniziative ammissibili; soggetti beneficiari: graduazione dei livelli di agevolazione in equivalente sovvenzione netto (ESN) o lordo (ESNL); meccanismi procedurali e di valutazione delle domande; norme transitorie

1) aree di applicazione.

1.1. Le aree interessate dagli interventi di cui alla presente delibera sono quelle individuate, o che saranno individuate, dalla Commissione dell’Unione Europea come ammissibili agli interventi dei Fondi strutturali, obiettivi 1, 2 e 5 b, nonche’ quelle rientranti nelle fattispecie dell’art. 92, paragrafo 3, lettera c), del Trattato di Roma.

1.2. Per quanto attiene all’uso integrato dei fondi strutturali nelle aree indicate, il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica provvede a coordinare i relativi programmi con le autorita’ competenti per gli obiettivi 3, 4 e 5 a.

1.3. Le agevolazioni alle imprese sono soggette alle disposizioni previste dalla disciplina comunitaria dell’11 aprile 1986 in materia di aiuto di stato alla ricerca e sviluppo e del 20 maggio 1992 in materia di aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese ed eventuali successive normative.

2) iniziative ammissibili.

2.1. Le iniziative di cui alla presente deliberazione sono finalizzate alla promozione, nelle aree depresse, della ricerca finalizzata a scopi produttivi per favorire lo sviluppo del territorio attraverso azioni volte al riequilibrio ed al recupero di competitivita’ del sistema produttivo, anche mediante il superamento delle carenze strutturali esistenti nel settore ricerca. In particolare le agevolazioni possono essere concesse alle seguenti iniziative:

  • Attivita’ di ricerca industriale di base che attraverso studi e lavori sperimentali, concorrono ad acquisire nuove conoscenze che possano essere utili per mettere a punto nuovi prodotti, processi produttivi o servizi o comportare un notevole miglioramento dei prodotti, processi produttivi o servizi esistenti;
  • Attivita’ di ricerca applicata che, partendo da risultati tecnico-scientifici, attraverso la sperimentazione, sono finalizzate prevalentemente a specifiche e pratiche applicazioni e che, anche mediante l’applicazione coordinata dei risultati della ricerca e dell’esperienza pratica, sono destinate a completare, mettere a punto e perfezionare materiali, prodotti, processi produttivi, sistemi e servizi, fino alla realizzazione e validazione del prototipo, IV i inclusa la eventuale pre-produzione dello stesso. Essa non comprende le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione, servizi esistenti ed altre operazioni in corso, anche se tali modifiche possono rappresentare miglioramenti.
  • 2.2. Alle agevolazioni sono ammessi anche gli investimenti per la costruzione di centri di ricerca finalizzati alle attivita’ produttive, oltreche’ quelli inerenti l’ampliamento, l’ammodernamento, la ristrutturazione, la riconversione, la riattivazione e la delocalizzazione di centri esistenti, volti al riorientamento e recupero di competitivita’ delle strutture stesse. Ai fini della presente deliberazione si definiscono centri di ricerca finalizzati alle attivita’ produttive le strutture in cui si perseguono, per il fine economico dell’impresa produttiva, le attivita’ di cui al precedente punto 2.1, contribuendo contestualmente anche alla crescita socio-economica del territorio.

    2.3. Ai fini del potenziamento nelle aree depresse del sistema economico tramite l’efficace preparazione di risorse altamente qualificate nei settori della ricerca e dello sviluppo, sono previste agevolazioni per le attivita’ di formazione svolte nell’ambito delle iniziative di cui ai precedenti punti 2.1 e 2.2, secondo le finalita’ e con le metodologie formative di cui alla Deliberazione CIPE del 27 ottobre 1988, n. 502. Per i centri di ricerca, tale attivita’ deve costituire una componente indispensabile per la concessione delle agevolazioni e deve essere riferita alle necessita’ di funzionalita’ dell’iniziativa a regime; la relativa spesa deve costituire una aliquota non inferiore al 10% delle spese ammissibili. Per i progetti di ricerca le spese per la formazione possono essere ammesse a contributo, nel limite del 10% delle spese ammissibili, qualora tale attivita’ sia finalizzata al raggiungimento degli obiettivi della ricerca stessa. Le attivita’ di formazione riguardano sia le esperienze operative in ambiti scientifici, tecnologici ed industriali, sia l’approfondimento delle conoscenze specialistiche nelle discipline specifiche inerenti alle attivita’ di ricerca. In relazione ai livelli di maggiore qualificazione, le attivita’ di formazione riguardano altresi’ l’apprendimento delle conoscenze in materia di programmazione, gestione strategica, valutazione ed organizzazione operativa dei progetti di ricerca.

    2.4. Le iniziative di cui ai precedenti punti devono riguardare programmi di investimento organici e funzionali di durata non superiore a tre anni, e tesi a conseguire obiettivi di ricerca, con ricadute produttive, economiche ed occupazionali. Anche a tali fini l’ammontare delle agevolazioni concedibili puo’ includere i costi per la progettazione e gli studi di fattibilita’ economico-tecnico-scientifici fino ad un valore massimo del 5% delle spese ammissibili.

    2.5. L’ammissibilita’ delle spese decorre dalla data di presentazione della domanda di cui alla lettera a) del successivo art. 5, comma 2; le spese per la progettazione, per gli studi di fattibilita’, per l’acquisto del suolo o degli immobili da ristrutturare, sempre che non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni, sono ammissibili, anche se sostenute nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda stessa.

    2.6. Ai settori merceologici assoggettati a limitazioni o divieti o che sono oggetto di specifiche norme comunitarie si applica, per quanto riguarda le agevolazioni, la normativa dell’Unione Europea.

    3) soggetti beneficiari.

    3.1. I soggetti ammessi alle agevolazioni sono:

    • Le imprese produttrici di beni e servizi;
    • I consorzi e le societa’ consortili costituiti con la partecipazione prevalente di imprese operanti nei settori cui si riferiscono le richieste di agevolazione;
    • Le societa’ di ricerca costituite con i mezzi del fondo speciale per la ricerca applicata di cui all’art. 1 della legge 17 febbraio 1982, n. 46.
    • 4) graduazione dei livelli di agevolazione in equivalente sovvenzione netto (ESN) o lordo (ESL).

      4.1. Le agevolazioni relative ai progetti di ricerca ed ai centri di ricerca, calcolate in esn e in ESL, sono concedibili nei limiti massimi indicati ai successivi punti 4.2 e 4.3 riguardanti la graduazione dei livelli di sovvenzione.

      4.2. Le misure agevolative massime per progetti di ricerca, in percentuale dei costi ammissibili, espresse in equivalente sovvenzione lordo (ESL), sono le seguenti (si veda anche tabella 1 allegata):

      • Nelle aree di cui all’obiettivo 1 del regolamento CEE 2052/88, e successive modifiche ed integrazioni, ad eccezione delle province delle Regioni Abruzzo e Molise: per la ricerca industriale di base: 65% ESL per le PMI; 60% ESL per le altre imprese; per la ricerca applicata: 40% ESL per le pmi; 35% ESL per le altre imprese;
      • Nelle aree di cui agli obiettivi 2 e 5 b del regolamento CEE 2052/88, e successive modifiche ed integrazioni, nelle altre aree di cui all’art. 92.3.c del Trattato sull’Unione Europea, nonche’ nelle province delle Regioni Abruzzo (fino al 31 dicembre 1996) e Molise (fino al 31 dicembre 1999): per la ricerca industriale di base: 50% ESL per le pmi; 40% ESL per le altre imprese; per la ricerca applicata: 35% ESL per le pmi; 25% ESL per le altre imprese.
      • 4.3. Le misure agevolative massime consentite per gli interventi riguardanti i centri di ricerca, in percentuale delle spese ammissibili, sono quelle, espresse in equivalente sovvenzione netto (esn) e lordo (ESL), stabiliti nella delibera CIPE del 27 aprile 1995 in favore degli investimenti produttivi e precisamente (si veda anche tabella 2 allegata):

        • Per le imprese situate nelle aree dell’obiettivo 1 del regolamento CEE 2052/88, e successive modifiche ed integrazioni: nelle province di Benevento, Potenza, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Trapani, Nuoro, Oristano, 50% esn, maggiorato di 15 punti percentuali in ESL, per le piccole e medie imprese; nelle province di Avellino, Caserta, Napoli, Salerno, Matera, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Catania, Palermo, Ragusa, Siracusa, Cagliari, Sassari, 40% esn, maggiorato di 15 punti percentuali in ESL, per le piccole e medie imprese; nelle province della Regione Abruzzo, 30% ESN per le piccole e medie imprese e 25% per le altre imprese; nelle province della Regione Molise, fino al al 31 dicembre 1996, 45% esn per le piccole e medie imprese e 35% ESN per le altre imprese; dal 1 gennaio 1997 al 31 dicembre 1998, 40% ESN per le piccole e medie imprese e 30% ESN per le altre imprese; dal 10 gennaio 1999, 30% esn per le piccole e medie imprese e 25% per le altre imprese;
        • Per le imprese situate nelle aree degli obiettivi 2 e 5 b del regolamento CEE 2052/88, e successive modifiche ed integrazioni: nelle aree ammesse ad usufruire della deroga ai sensi dell’art. 92.3.c) del Trattato di Roma, 20% ESN per le piccole imprese, 15% ESN per le medie imprese e 10% ESN per le altre imprese; nelle altre aree, 15% ESL per le piccole imprese e 7,5% ESL per le medie imprese;
        • Per le imprese situate nelle aree non comprese in quelle di cui agli obiettivi 1, 2 e 5 b ed ammesse ad usufruire della deroga ai sensi dell’art. 92.3.c) del Trattato di Roma, 20% ESN per le piccole imprese, 15% ESN per le medie imprese e 10% ESN per le altre imprese.
        • 4.4. Qualora intervenissero modifiche alla vigente disciplina comunitaria in materia di aiuti a ricerca e sviluppo, il Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica sottoporra’ all’approvazione del CIPE i necessari adeguamenti delle regole stabilite con la presente delibera.

          5) meccanismi procedurali e di valutazione delle domande.

          5.1. Il cipe, su proposta del Ministro del bilancio e della programmazione economica, ripartisce annualmente, fra le amministrazioni competenti l’importo disponibile per le agevolazioni, quale derivante dagli stanziamenti dello stato e dalle risorse finanziarie a valere sui fondi strutturali dell’unione europea, per obiettivi 1, 2 e 5 b. Il CIPE con apposita deliberazione definisce, su proposta del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica, la quota destinata alle iniziative di ricerca di cui alla presente delibera ripartita, su base regionale, tra centri e progetti di ricerca. Nella ripartizione delle quote verra’ tenuto conto dell’obiettivo di incrementare la disponibilita’ sul territorio di strutture di ricerca competitive e funzionali al processo di innovazione delle imprese. Una quota dell’assegnazione di cui sopra viene riservata, nella stessa sede di ripartizione, per le spese previste dall’art. 6, comma 3 e 4, della legge n. 104 del 1995. Le somme non utilizzate nel corso di ciascun esercizio sono, previa riprogrammazione, utilizzate nell’esercizio successivo.

          5.2. Le procedure per la concessione e l’erogazione delle predette agevolazioni, attivate dal Ministero dell’Universita’ e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, cui e’ assegnata la competenza in materia di agevolazioni a progetti e centri di ricerca devono tenere conto dei seguenti criteri ed obiettivi: certezza dei tempi mediante standardizzazione delle fasi attuative; omogeneita’, ove possibile, con altri strumenti procedurali di competenza del Ministero; predeterminazione dei risultati intermedi e finali; erogazioni condizionate al conseguimento dei risultati stessi; coerenza degli obiettivi agli avanzamenti tecnologici e scientifici del settore attraverso il monitoraggio e l’assistenza sullo svolgimento delle attivita’. In particolare le principali fasi in cui si articola il processo sono:

          • Presentazione della domanda da parte dei richiedenti, redatta su apposita scheda semplificata, entro un termine di trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della delibera CIPE di assegnazione dei fondi per la ricerca;
          • Entro sessanta giorni dal termine di cui al precedente punto a) verra’ effettuata una prima selezione delle domande, che tenga conto dei requisiti di cui agli articoli 2 e 3 che precedono, nonche’ dell’affidabilita’ finanziaria del richiedente e della sua capacita’ di sostenere il costo dell’iniziativa. A tal fine il Ministero dovra’ verificare la congruita’ dei rapporti fra il capitale netto dell’impresa ed il costo del progetto di ricerca diminuito dell’incentivo richiesto, nonche’ fra l’indebitamento finanziario netto, diminuito delle eventuali spese sostenute per il progetto e ammissibili a contributo, ed il fatturato societario. Per le domande presentate dai consorzi i parametri potranno riferirsi al consorzio o alle singole imprese socie dello stesso; in quest’ultimo caso il costo dell’intervento, convenzionalmente, sara’ suddiviso fra i suddetti soci in ragione dell’incidenza della quota di partecipazione al consorzio di ciascuno di essi rispetto al totale della quota detenuta dalle imprese socie. I decreti Ministeriali richiamati al successivo punto 5.3 fisseranno i valori limite dei predetti rapporti ai fini dell’accesso all’istruttoria, anche tenendo conto delle necessita’ di promuovere il superamento delle situazioni di crisi settoriale, oltreche’ delle caratteristiche connesse alle fasi di avviamento di nuove imprese e di riconversione di imprese esistenti. Tale fase termina con la pubblicazione di’ elenchi, su base regionale e per tipologia di intervento, contenenti le iniziative eleggibili disposte secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande;
          • Entro il termine di cui al precedente punto b), all’atto della definizione della eleggibilita’ di ciascun iniziativa, il Ministero provvedera’ a comunicare al soggetto proponente l’esito dell’esame, richiedendo contestualmente la presentazione di un dettagliato progetto dell’investimento articolato in fasi con relativo piano finanziario, atto ad evidenziare obiettivi intermedi e finali e corrispondenti risultati attesi. Tale documentazione dovra’ pervenire al Ministero non oltre il sessantesimo giorno dalla data di pubblicazione dell’elenco di cui al precedente punto b), pena la decadenza dall’accesso alle agevolazioni;
          • Entro centottanta giorni dal termine ultimo di presentazione della documentazione, il Ministero procede all’istruttoria tecnico-economica, acquisendo il parere scientifico dell’apposito comitato di cui all’art. 6 della legge n. 104 del 1995. Detta istruttoria e’ volta, tra l’altro, a valutare: il grado di innovativita’ e di rilevanza tecnologica; la rispondenza delle metodologie proposte rispetto allo stato attuale del settore; la capacita’ tecnologica e organizzativa del richiedente; l’esperienza e know-how dei soggetti partecipanti; la capacita’ di industrializzazione e diffusione dei risultati, nonche’ il relativo livello di rischio all’industrializzazione stessa; le possibili ricadute socio-economiche dell’iniziativa. Metodologie e criteri per tale valutazione saranno stabiliti nei decreti Ministeriali richiamati al successivo punto 5.3. La fase dell’istruttoria tecnico-economica termina con la pubblicazione degli elenchi delle iniziative agevolabili, su base regionale e per tipologia di intervento (centri e progetti di ricerca), secondo l’ordine cronologico di presentazione dei progetti di cui al punto c);
          • Sulla base delle risorse assegnate, rispettando l’ordine degli elenchi, il Ministero, definisce, in contraddittorio con i richiedenti, il capitolato tecnico contenente l’articolazione dell’intervento, fasi attuative, obiettivi, attivita’, risultati, impegni finanziari. Procede quindi, all’emissione del provvedimento di concessione di cui il capitolato tecnico e’ Parte Integrante. Le iniziative agevolabili che non trovano capienza negli stanziamenti dell’esercizio di presentazione della domanda, ove non ritirate, saranno automaticamente finanziate a valere sui fondi assegnati per l’esercizio successivo, purche’ permangano le condizioni di cui ai punti b) e d). Ove anche tali stanziamenti risultino insufficienti, la domanda decade;
          • Il Ministero procede alle erogazioni di quote di contributo alla conclusione di ogni singola fase prevista nel progetto dopo aver verificato il raggiungimento degli obiettivi inerenti la fase stessa e la rispondenza dei risultati ottenuti. Solo per gli investimenti fissi, inerenti i centri di ricerca, le erogazioni delle agevolazioni avvengono sulla base degli stati di avanzamento dei lavori che corrispondono in capitolato tecnico a categorie o lotti d’opera individuabili e funzionali. Per le predette verifiche il Ministero si avvale di apposite commissioni. Una quota sino al 50% del contributo concesso puo’ essere erogata a titolo di anticipazione, su richiesta del beneficiario, previa presentazione di fidejussione bancaria o assicurativa irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, con svincolo su autorizzazione del Ministero a conclusione della pratica. In tal caso tutte le successive erogazioni saranno decurtate di un ammontare pari alla percentuale dell’anticipazione rispetto al contributo rispettivamente definito nel provvedimento di concessione; il conguaglio finale sara’ effettuato a valere sull’erogazione a saldo. La percentuale di anticipazione concedibile e’ fissata con apposito Decreto Ministeriale.
          • 5.3. Il Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica provvede con propri successivi decreti a determinare le modalita’ attuative delle procedure per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni di cui alla presente deliberazione, comprensive degli schemi, della modulistica e delle metodologie utilizzate.

            6) norme transitorie.

            Per gli interventi trasferiti, e per i quali non siano stati ancora attivati provvedimenti di concessione, le relative domande potranno essere ripresentate entro il 30 giugno 1996, redatte secondo le modalita’ previste dalla presente deliberazione e, qualora sussistano le condizioni di agevolabilita’, l’ammissibilita’ delle spese decorre dal biennio precedente la data di presentazione della nuova domanda.

            7) la presente delibera integra la deliberazione del CIPE del 27 aprile 1995 relativamente la concessione delle agevolazioni alle iniziative di ricerca nelle aree depresse.

            Allegato al file ALe000678arlex.txt