Call for Papers 2/2026 – Scadenza 15 febbraio 2026

L’utilizzo delle banche dati amministrative in Italia per informare le politiche

Guest editors: Fabio Berton (European Commission, Joint Research Centre) Roberto Leombruni (Università di Torino)

SINAPPSI lancia una call for papers per una special issue dal titolo “L’utilizzo alle delle banche dati amministrative in Italia per informare le politiche”.

Contesto

Una politica efficace si basa su evidenza empirica solida. Identificare quali sono le platee portatrici di un bisogno, conoscere quanti e quali destinatari sono stati raggiunti da un intervento, quali risultati sono stati ottenuti o chi ha beneficiato di più o di meno delle misure introdotte è cruciale per il continuo miglioramento del disegno delle politiche. La disponibilità di dati gioca pertanto un ruolo centrale. In questa prospettiva, i sistemi informativi – sempre più spesso digitalizzati – per l’erogazione dei servizi pubblici contengono una vasta ricchezza di dati su cittadini, imprese e ambiente e su quali servizi e quali politiche sono state erogate. Questi dati, per la loro natura detti “amministrativi”, possono essere utilmente impiegati anche per scopi di ricerca per informare il decisore pubblico allo scopo di un continuo miglioramento delle politiche.

I dati amministrativi presentano diversi vantaggi: coprono l’intera popolazione, consentendo quindi analisi dettagliate anche su scala locale, sono molto accurati nelle informazioni che raccolgono, e hanno costi per la loro raccolta, manutenzione e aggiornamento che sono coperti dal loro utilizzo primario da parte dell’Amministrazione pubblica che li raccoglie. In altre parole, i dati amministrativi hanno il potenziale per soddisfare i principi FAIR identificati nella European Data Strategy, secondo i quali i dati dovrebbero essere Findable, Accessible, Interoperable e Reusable. Un maggiore uso dei dati amministrativi per apprendere che cosa funziona aumenterebbe la conoscenza delle politiche senza comportare incrementi di costo spesso difficilmente sostenibili.

Tutti gli stakeholder trarrebbero vantaggio da un migliore accesso alle fonti amministrative: la comunità di ricerca migliorerebbe la qualità (e la quantità) delle pubblicazioni rilevanti, i responsabili delle politiche e i cittadini comprenderebbero come funzionano le politiche e quindi come migliorarle, le imprese beneficerebbero di una maggiore trasparenza sul funzionamento dei mercati e delle normative, il sistema sociale e politico sarebbe meno esposto a fake news e la democrazia più salda.

Un uso più diffuso dei dati amministrativi comporta anche diverse difficoltà: la predisposizione di infrastrutture IT sicure per consentire l’accesso in presenza o in remoto ai dati; regole di accesso trasparenti, responsabili e aperte; salvaguardia delle norme sulla protezione dei dati personali. I paesi europei si trovano attualmente a diversi livelli di sviluppo lungo questo percorso: nessuno di essi costituisce l’unico modello di riferimento per l’accesso alle fonti amministrative, sebbene tutti – in varia misura, e per aspetti diversi – apportino esperienze utili dalle quali il resto della comunità scientifica, politica e istituzionale può apprendere.

Contributi

Il numero tematico 2/2026 intende ospitare contributi che illustrino le potenzialità dell’uso dei dati amministrativi ai fini della conoscenza del funzionamento e dell’efficacia delle politiche pubbliche. Temi rilevanti saranno l’uso di dati amministrativi in Italia per l’analisi – tra le altre – delle politiche del lavoro, dei sistemi previdenziali e assistenziali, delle politiche sanitarie e del terzo settore, dei fenomeni migratori, dell’impatto della transizione digitale e del cambiamento climatico. Altri temi rilevanti, di taglio più metodologico, saranno i sistemi di accesso attualmente implementati presso le principali data holding institutions nazionali, quali – per esempio – INAPP, INPS e ISTAT; l’eterogeneità regionale ed il contesto dell’Unione Europea; vantaggi e svantaggi specifici dei dati amministrativi rispetto ai dati di tipo survey; la rilevanza del disegno della raccolta dei dati come parte del disegno della policy, e la caratteristica di bene pubblico del dato stesso; le condizioni tecnologiche e giuridiche per un accesso ai dati amministrativi che combini tutela delle informazioni sensibili e utilizzo a scopo di ricerca; le potenzialità di utilizzo di dati gestionali e amministrativi anche di organizzazioni e aziende private.

Nell’ambito di queste tematiche, si sollecita la presentazione di saggi originali e non sottoposti ad altre riviste di lunghezza compresa tra le 5.000 e le 8.000 parole (circa 10-16 pagine, redatte seguendo le Norme bibliografiche Sinappsi) per la pubblicazione nel numero 2/2026. I saggi dovranno pervenire alla redazione di Sinappsi ([email protected]) entro e non oltre il 15 febbraio 2026, per essere avviati al referaggio (double blind peer review) a seguito di accettazione da parte del Comitato scientifico/editoriale della rivista. Compilare e inviare insieme al contributo la Scheda proposte.

CONTATTI

Redazione: [email protected]