36 Risultati
Dipendenti o indipendenti? I diversi gradi di libertà del lavoro autonomo
26-01-2026
INAPP, Bergamante Francesca, Bensi Claudio, della Ratta-Rinaldi Francesca
Da anni il lavoro autonomo è al centro di una profonda trasformazione. Una delle criticità più evidenti è quella dei c.d. ‘falsi autonomi’: lavoratori, formalmente indipendenti, che si trovano a operare con margini di scelta molto limitati dal punto di vista economico e organizzativo. Per provare a cogliere la portata del fenomeno nel 2018 l’ILO ha coniato la nuova categoria dei dependent contractor: lavoratori autonomi privi di personale che dipendono quasi esclusivamente da un solo committente dal punto di vista economico e non hanno il controllo su elementi centrali della loro attività, come tariffe, tempi di lavoro o strumenti utilizzati. Grazie ai dati dell’indagine Inapp-Plus 2024, in Italia sono stati stimati in 494 mila, ovvero il 18,5% degli autonomi senza dipendenti. Sono per lo più giovani, con redditi bassi e condizioni di stabilità ridotte. Sottoposti a regole rigide pur mantenendo forme contrattuali autonome. Questa ambiguità tra autonomia e subordinazione evidenzia vulnerabilità crescenti e la necessità di nuove tutele, da perseguire attraverso un quadro normativo che vada oltre la rigida distinzione tra lavoro autonomo e dipendente, garantendo diritti e tutele a tutti i lavoratori a prescindere dalla forma contrattuale.
La (difficile) transizione scuola-lavoro dei giovani
23-09-2025
Bergamante Francesca, Chiozza Alessandro, Giuliani Laura, Romito Alessia
La transizione scuola-lavoro rappresenta una delle tappe cruciali del percorso biografico dei giovani e costituisce un nodo centrale per la definizione delle politiche formative e occupazionali. Secondo i dati dell'Indagine Plus 2024 dell'INAPP, condotta su oltre 45 mila individui, circa tre giovani su dieci tra i 18 e i 29 anni dichiarano di non avere idee chiare sui lavori possibili e altrettanti considerano insoddisfacenti le offerte di lavoro trovate, con un valore percentuale che sale al 42,8% per i 25-29enni con la sola licenzia media. Per i giovani provenienti da famiglie con dote familiare debole, la carenza di opportunità lavorative si accentua, raggiungendo il 34,1% contro valori più contenuti per chi dispone di maggiori risorse familiari. L'analisi evidenzia la necessità di attuare politiche differenziate e selettive: interventi mirati per i giovani con bassa scolarizzazione; un ripensamento qualitativo dei servizi di orientamento in ingresso e in itinere; il potenziamento di servizi di placement in uscita dai percorsi; azioni tese a migliorare la qualità delle offerte lavorative, considerato che il 76,4% dei giovani giudica inadeguato l’aspetto salariale delle proposte ricevute.
Stanchezza e sonnolenza diurna, rischio silenzioso per salute pubblica, sicurezza e produttività sul lavoro
30-08-2025
INAPP, Bubbico Luciano
La stanchezza e la sonnolenza diurna rappresentano un serio tema di salute pubblica con importanti implicazioni sulla sicurezza domestica, stradale, lavorativa e sulla qualità della vita. Su un campione rappresentativo di 45.000 individui di età compresa tra 18 e 74 anni, il 32% ha riferito di soffrire di sonnolenza e stanchezza diurna e, di questo sottogruppo, più della metà (56%) ha riportato la presenza di disturbi cronici del sonno nell’ultimo anno. Chi soffre di stanchezza e sonnolenza associata a disturbi del sonno ha avuto nell’ultimo anno una probabilità di oltre cinque volte maggiore di incorrere in cadute accidentali (23%). Inoltre, gli individui che presentano solo stanchezza e sonnolenza diurna soffrono tra le quattro e le sette volte di più di disturbi visivi (34%), dell'equilibrio (31%), uditivi in ambiente rumoroso (29%), e disturbi d'ansia (29%). Studi futuri dovrebbero concentrarsi sull'identificazione e il trattamento della qualità del sonno, per sviluppare politiche pubbliche mirate e campagne di informazione ed educazione per la popolazione generale, per il personale sanitario e i lavoratori. Questo approccio integrato può incidere positivamente sulla salute pubblica, riducendo la spesa sanitaria e sociale. 𝐍𝐁: 𝐈𝐥 𝐟𝐢𝐥𝐞 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐨 è 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞: 𝐈𝐍𝐀𝐏𝐏_𝐁𝐮𝐛𝐛𝐢𝐜𝐨_𝐒𝐭𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞𝐳𝐳𝐚-𝐬𝐨𝐧𝐧𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚-𝐝𝐢𝐮𝐫𝐧𝐚_𝐏𝐁-𝟑𝟓_𝟐𝟎𝟐𝟓_𝐜𝐮𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭-𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐨𝐧.𝐩𝐝𝐟
Posticipo di cure mediche: quando la sanità pubblica si fa attendere e quella integrativa è per pochi
25-06-2025
INAPP, Bergamante Francesca, Rosano Aldo
L’emergenza Covid-19 ha riacceso l’attenzione sul sistema sanitario italiano, evidenziandone le criticità in termini di equità e accessibilità. Nonostante l’aumento della spesa sanitaria pubblica dal 2019 al 2024, persistono divari territoriali e difficoltà di accesso, accentuate dalla crescita della spesa privata e dai lunghi tempi d’attesa. L’Indagine PLUS 2024 dell’Inapp rileva che oltre 2 milioni di persone tra i 18 e i 74 anni hanno posticipato cure per motivi economici, con percentuali più elevate tra gli anziani, i disoccupati e le famiglie a basso reddito. In tale contesto si inserisce il ricorso crescente a polizze sanitarie integrative, oggi sottoscritte da circa un terzo della popolazione, specialmente in ambito lavorativo. Sebbene le assicurazioni riducano parzialmente il rinvio delle cure, il loro impatto è disomogeneo: le coperture sono più diffuse tra lavoratori autonomi e nelle fasce d’età centrali, mentre restano limitate tra anziani e soggetti con patologie croniche. Il sistema assicurativo integrativo, sebbene utile, solleva criticità legate all’equità, alla trasparenza e al rischio di sovrapposizione con il Servizio Sanitario Nazionale. Si auspica un riordino normativo del settore, volto a garantire maggiore vigilanza, chiarezza delle coperture e raccolta sistematica dei dati sugli erogatori accreditati, per migliorare efficienza e accessibilità delle cure.
Incentivi all'assunzione e trasparenza del mercato del lavoro
06-08-2024
INAPP, Marocco Manuel
Uno dei diversi decreti attuativi del cosiddetto Jobs Act (L. n. 183/2014) nell’ormai lontano 2015, ha dettato i principi generali relativamente agli incentivi all'occupazione (D.Lsg. n. 150/2015). Rispetto a quanto era stato richiesto dalla stessa legge (razionalizzazione e introduzione di criteri per la verifica dell'efficacia e dell'impatto) la disciplina del decreto appare davvero minimale. II tempo trascorso e quest'ultimo limite suggerisce l'opportunità di ritornare su quella normativa, anche per prevedere un nuovo obiettivo: rafforzare i canali formali di ricerca di lavoro al fine di contrastare il lavoro non dichiarato.
Invecchiare in sanità: condizioni di lavoro e transizione digitale in una prospettiva di longevità (lavorativa) sostenibile
03-08-2023
INAPP, D'Agostino Luisa, Romito Alessia
L’aumento dell’età media degli operatori e i prossimi pensionamenti, in assenza di un adeguato turnover e di una ridefinizione dei rapporti tra sistema pubblico e operatori sanitari privati, rischiano di compromettere l’efficienza dei servizi e la sostenibilità stessa del nostro Sistema sanitario nazionale in una fase di progressivo incremento della domanda di servizi di prevenzione, cura e assistenza legato all’aumento del peso della popolazione più anziana. Le condizioni di lavoro nei servizi sociosanitari e la sostenibilità stessa del lavoro, vanno quindi riconsiderati in una prospettiva di prolungamento della vita attiva e di rapido invecchiamento dell’utenza. La digitalizzazione dei servizi, se da una parte può contribuire a migliorare la qualità e l’efficienza, dall’altra esige misure e interventi mirati a ottenere uno sviluppo digitale omogeneo su tutto il territorio, anche attraverso un’adeguata preparazione del personale che necessita di azioni formative mirate. Questi sono i temi indagati da una rilevazione indirizzata a medici, infermieri e operatori sociosanitari.
L’economia delle piattaforme digitali. Prime evidenze dall’indagine inapp sul turismo, la ristorazione e i trasporti
16-05-2023
INAPP, Centra Marco, Deidda Massimiliano, della Ratta-Rinaldi Francesca
Le imprese dei settori del turismo, della ristorazione e dei trasporti terrestri che utilizzano in Italia le piattaforme digitali per la vendita dei loro prodotti e servizi sono il 19,4% (58.092) delle 298.991 imprese operanti nel periodo osservato. Nel settore del turismo si registra la maggiore diffusione nell’utilizzo delle piattaforme digitali con una percentuale di imprese utilizzatrici del 42,1%, pari a 38.615 imprese su 91.792 imprese operanti nel settore. Il fatturato intermediato dalle piattaforme digitali rappresenta quasi un quinto dei ricavi nella ristorazione e nei trasporti, e intorno alla metà del giro d’affari nel settore del turismo, nel biennio 2020-2021. Le commissioni richieste ammontano mediamente al 16,5% del fatturato intermediato dalle piattaforme digitali nel 2020, e al 16,7% nel 2021. I contratti stipulati dalle imprese utilizzatrici con le piattaforme prevedono nel 46,8% dei casi clausole di dipendenza dell’impresa dalla piattaforma per l’incasso dei pagamenti, mentre nel 46,1% dei casi consentono l’incasso diretto dalla clientela. I dati sono stati raccolti dalla nuova indagine Inapp Digital Platform Survey (Inapp DPS 2022) condotta nel corso del 2022 dall'Inapp e coprono tutte le imprese, anche quelle con meno di 3 addetti e le ditte individuali (oltre il 47% delle imprese, in quei settori), non coperte dalle altre Indagini Istat.
L'apprendistato nella crisi pandemica
05-08-2022
INAPP, Vaccaro Silvia
I risultati dell’ultimo monitoraggio sull’evoluzione dell’occupazione in apprendistato e sull’andamento della partecipazione degli apprendisti alla formazione pubblica in Italia sono contenuti nel XX Rapporto che considera le annualità 2019 e 2020 e, quindi, dà conto della situazione dell’apprendistato nel primo anno della pandemia di Covid 19. I dati mostrano che la crisi economica e occupazionale ha colpito anche l’apprendistato, interrompendo il trend di crescita che proseguiva dal 2017; tuttavia, dall’analisi del processo di evoluzione dell’apprendistato emergono poche novità rispetto agli anni precedenti, mentre prevalgono gli elementi di continuità.
I canali di ingresso nel mondo del lavoro
23-06-2022
INAPP, Bergamante Francesca, Mandrone Emiliano, Marocco Manuel
Il lavoro cambia continuamente e ciò comporta una riallocazione frequente del lavoratore nel sistema produttivo. Questo processo richiede servizi di sostegno e canali di intermediazione che rapidamente e nel modo più efficiente collochino i lavoratori. Tuttavia, le modalità di intermediazione – e cioè i canali di ricerca di lavoro – sembrano influenzare i percorsi di inserimento e le carriere lavorative, con ricadute sulla qualità dell’occupazione reperita. A partire dai dati dell’Indagine Inapp-Plus 2021, il presente contributo intende far luce su questi aspetti e offrire spunti di riflessione sulle dinamiche di intermediazione. Le evidenze confermano come l'eccessivo peso della informalità nella ricerca di lavoro rappresenti un tratto strutturale del nostro mercato del lavoro, con conseguenze rilevanti sulla qualità e quantità delle opportunità disponibili.
Il ruolo degli incentivi all’occupazione nel 2021: lavoro a termine, part time, fragilità contrattuale
14-06-2022
INAPP, Cardinali Valentina
Se gli incentivi all’occupazione nascono come politica pubblica per sostenere un cambiamento ritenuto rilevante e non raggiungibile autonomamente in regime di mercato, l’esame dell’andamento degli incentivi all’occupazione nel 2021, ‘anno della ripresa’ segnala la necessità di riaprire una riflessione sulla ratio e sul ruolo delle misure di agevolazione. A fronte, infatti, di un take up relativamente basso delle misure (il 24% dei nuovi contratti nel 2021 è prodotto di specifiche agevolazioni), l’occupazione generata riflette e non corregge le criticità strutturali della partecipazione di uomini e donne (compresa la classe di età giovanile). Ci riferiamo al ruolo prevalente del lavoro a termine, del tempo parziale e della doppia fragilità dettata dal combinato tra tempo determinato e part time, fattori che continuano a penalizzare, in termini retributivi e di prospettiva, i target più fragili nel mercato del lavoro.
Reddito di cittadinanza: evidenze dall'indagine Inapp-Plus
22-02-2022
Bergamante Francesca, De Angelis Marina, De Minicis Massimo, Mandrone Emiliano
Il Reddito di cittadinanza (RdC) è una misura spesso oggetto di interpretazioni non sostenute da evidenze scientifiche e basate su letture parziali, che ne sviliscono la funzione e il ruolo. Le analisi qui presentate hanno la finalità di alimentare il patrimonio informativo e le riflessioni sul RdC, a partire da solide evidenze empiriche basate sull’indagine Inapp-Plus 2021. Il contributo giunge dopo la relazione del Comitato Scientifico per la valutazione del Reddito di cittadinanza, nonché a poca distanza dalla Legge di bilancio 2022 che introduce modifiche alla misura.
Il lavoro da remoto: le modalità attuative, gli strumenti e il punto di vista dei lavoratori
26-01-2022
Bergamante Francesca, Canal Tiziana, Mandrone Emiliano, Zucaro Rosita
Dai dati Inapp-Plus emerge che durante la fase più acuta della pandemia quasi 9 milioni di occupati hanno lavorato da remoto, molti per la prima volta. Il lavoro da remoto emergenziale ha visto nel 2021 oltre 7,2 milioni di lavoratori coinvolti (il 32,5%) di cui il 61% ha lavorato a distanza tre o più giorni a settimana. Il presente contributo fa luce sull’esperienza di lavoro agile evidenziando le modalità organizzative introdotte, gli strumenti utilizzati per svolgere le attività da remoto e i relativi sistemi di monitoraggio, operando una prima distinzione tra settore pubblico e privato.
Lavoro virtuale nel mondo reale: i dati dell'indagine INAPP-PLUS sui lavoratori delle piattaforme in Italia
01-01-2022
Bergamante Francesca, della Ratta-Rinaldi Francesca, De Minicis Massimo, Mandrone Emiliano
A pochi giorni dalla presentazione della proposta di direttiva della Commissione europea sulla regolazione dei lavoratori in piattaforma, si descrivono le loro caratteristiche grazie ai dati dell’indagine Inapp-Plus svoltasi nel periodo marzo-luglio 2021. Il quadro che emerge dall'indagine ridimensiona fortemente il mito della sharing economy: un lavoro libero e indipendente, scelto unicamente per integrare il reddito.
Il ruolo del part time nelle nuove attivazioni contrattuali di uomini e donne nel I semestre 2021
25-11-2021
Cardinali Valentina
La cosiddetta ‘ripresa occupazionale’ del 2021, letta attraverso i dati Inps sui nuovi contratti attivati nel primo semestre 2021 presenta un sistema produttivo in ripartenza che, adottando una comprensibile strategia ‘prudenziale’, sta tuttavia contribuendo ad amplificare le criticità strutturali del mercato del lavoro per genere ed età, quali l’incidenza della precarietà occupazionale e il ruolo crescente del part time involontario. La componente femminile rappresenta complessivamente il 39,6% del totale delle attivazioni. Ma il 49,6% di questa quota, quindi circa la metà di tutte le nuove assunzioni di donne, avviene a tempo parziale, contro il 26,6% degli uomini. Inoltre, il 42% dei nuovi contratti di donne presenta un indicatore di ‘debolezza rafforzata’, ossia associa al regime orario a tempo parziale anche una forma contrattuale a termine o discontinua.
L'impatto sproporzionato della pandemia sulla popolazione anziana: alcune riflessioni suggerite dall'Active Ageing Index
09-06-2021
INAPP, Checcucci Pietro
L’elevato tasso di letalità della pandemia da Covid-19 in Italia e l’impatto sproporzionato sulla popolazione delle classi d’età più avanzate alimentano il dibattito sul ruolo giocato a riguardo dalle diseguaglianze sociali ed economiche. Nel Policy brief si utilizzano le informazioni desumibili dall’Active Ageing Index, messo a punto dalle Nazioni Unite e dalla Commissione europea, per esaminare in chiave comparativa alcune delle dimensioni che negli anni recenti possono aver contribuito a determinare la fragilità della popolazione anziana nei confronti di eventi shock di questo tipo.
La scuola in transizione: la prospettiva del corpo docente in tempo di covid 19
07-01-2021
INAPP, Ferritti Monya
Il passato anno scolastico si è concluso senza il riavvio delle attività didattiche in presenza e la didattica a distanza è stata la modalità sostitutiva di insegnamento in emergenza. La web survey “Scuole aperte, Classi chiuse” dell’Inapp ha messo in luce alcuni fattori contingenti nello svolgimento dell’attività di docenza, tra questi: le difficoltà di connessione, l’incremento dei carichi di lavoro, l’aumento della partecipazione degli insegnanti ad attività formative sui temi dell’ICT.
Il post lockdown: i rischi della transizione in chiave di genere
27-11-2020
INAPP, Cardinali Valentina
La fase di transizione post lockdown, di ripresa dell’attività produttiva e di nuove regole di partecipazione sociale, non è un processo ‘neutro’, ma presenta specifiche di genere. In questo policy brief, anche sulla base della survey on line "Dalla Fase 1 alla Fase 2: quale transizione per uomini e donne", si evidenziano due rischi, in ottica di sviluppo economico e coesione sociale: il crescente care burden per le donne e la loro rinuncia al lavoro come ‘scelta familiare’.
Gli effetti indesiderabili dello smart working sulla disuguaglianza dei redditi in Italia
21-07-2020
INAPP, Bonacini Luca, Gallo Giovanni, Scicchitano Sergio
Questo lavoro esplora il ruolo dell’attitudine allo smart working nella distribuzione del reddito da lavoro in Italia. I lavoratori con un’alta attitudine al lavoro agile hanno in media un vantaggio salariale del 10% rispetto ai lavoratori con una bassa attitudine allo smart working, che raggiunge il 17% tra i lavoratori con i redditi più alti. Pertanto, la diffusione del lavoro agile, come modalità ordinaria, dovrebbe essere affiancata da politiche di sostegno al reddito abbastanza ampie da coprire i dipendenti più vulnerabili nel breve periodo e da politiche attive, in grado di colmare potenziali lacune di competenze nel lungo periodo.
Il sistema sanitario di fronte all'emergenza: risorse, opinioni e livelli essenziali
17-06-2020
INAPP, Bergamante Francesca, Canal Tiziana, Marucci Marco
Lo studio Inapp analizza la percezione degli italiani nei confronti della sanità prima dell’emergenza Covid19, ed esamina, quindi, aspetti quali la spesa regionale, i posti letto disponibili e alcuni degli indicatori dei Livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA). Osserva infine le misure sanitarie previste nel decreto Rilancio, che riportano al centro del dibattito pubblico l’attenzione ad un sistema in difficoltà in diverse aree del Paese, che potrà trarre benefici dai cospicui investimenti previsti, qualora lo Stato mostri rinnovate capacità nel guidare e governare i processi e i rapporti nel settore sanitario.
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