153 Risultati
Le migrazioni internazionali nell’UE: evidenze empiriche sui principali fattori di attrazione
13-07-2026
Giuliano Michele, Polli Corrado
Negli ultimi anni le migrazioni verso l’Unione Europea hanno assunto dimensioni rilevanti, inserendosi in un contesto caratterizzato da invecchiamento demografico, carenze di manodopera e crescenti interconnessioni globali. Questo studio analizza i flussi migratori in entrata in 21 Paesi europei nel periodo 2011-2022, con l’obiettivo di individuare le principali caratteristiche dei Paesi di origine e destinazione associate alla loro intensità. L’analisi si fonda sul quadro teorico dei fattori push-pull e sull’estensione del modello gravitazionale, implementata tramite modelli lineari generalizzati ad effetti misti per dati longitudinali di conteggio. La variabile dipendente è rappresentata dai flussi migratori annuali tra origine e destinazione, mentre tra le covariate figurano popolazione, distanza geografica e variabili atte a descrivere le dimensioni economica, demografica, politica e sociale dei Paesi. I risultati confermano la rilevanza delle variabili gravitazionali tradizionali e mostrano come gli aspetti economici, demografici, storici e istituzionali influenzano la distribuzione dei flussi. Lo studio aggiorna le evidenze empiriche sulle migrazioni internazionali nel contesto europeo recente, offrendo informazioni utili per l’interpretazione delle dinamiche migratorie, per il
L’effetto dell’integrazione sociale e linguistica sul successo lavorativo degli stranieri
13-07-2026
Polli Corrado, Scorza Letizia
Il working paper analizza il successo lavorativo degli stranieri in Italia, superando l'impostazione puramente economica della teoria del capitale umano per indagare il ruolo chiave dell'integrazione socio-linguistica. Utilizzando i microdati della recente indagine OCSE PIAAC (2022-2023), lo studio adotta un approccio metodologico innovativo che combina l'analisi fattoriale (per la costruzione di un indice di successo lavorativo oggettivo come variabile dipendente) con tecniche di machine learning (random forest) e modelli logistici. I risultati dimostrano che le competenze effettive (linguistiche, numeriche e informatiche) incidono sull'inserimento professionale in misura significativamente maggiore rispetto al mero titolo di studio formale, evidenziando il sottoutilizzo del capitale umano migrante. Emerge inoltre una marcata segregazione occupazionale: se nei lavori manuali la lingua gioca un ruolo marginale, nelle professioni impiegatizie la fluenza in italiano rappresenta uno spartiacque fondamentale. L'analisi rileva infine una doppia penalizzazione per le donne straniere e conferma che le probabilità di successo aumentano progressivamente dopo cinque anni di permanenza nel Paese. Lo studio offre solide basi empiriche per orientare le proposte di policy verso investimenti in formazione linguistica mirata e valorizzazione delle competenze reali, contrastando le barriere all'inclusione.
Salute, sicurezza e benessere lavorativo al tempo dell’Intelligenza Artificiale
18-05-2026
Canal Tiziana, Pulino Marcella
Il contributo approfondisce il tema dei bisogni ergonomici di tipo fisico e psicologico degli occupati, con riferimento alla sfera della salute e sicurezza e al clima aziendale, in un contesto attraversato da trasformazioni tecnologiche, digitali e dell'Intelligenza Artificiale. Partendo dal presupposto che il tema della tutela della salute dei lavoratori si è evoluto da mero adempimento burocratico a prospettiva strategica proattiva, incentrata sull'analisi dei “near miss”, il lavoro rileva quali caratteristiche individuali e del lavoro concorrono a garantire (o meno) il benessere lavorativo. Inoltre, laddove possibile, è evidenziata la relazione fra l’impiego delle tecnologie avanzate e l’AI e la percezione del rischio sulla salute e sullo stress da lavoro. Le analisi sono realizzate grazie ai dati della sesta Indagine Inapp sulla Qualità del Lavoro (2025). I risultati mostrano uno scenario complesso, a tratti polarizzato: i rischi fisici e infortunistici colpiscono prevalentemente gli uomini e i settori pesanti, come Agricoltura e Costruzioni; mentre il carico mentale ed emotivo, unitamente alle malattie professionali, grava maggiormente sulle donne e fra i profili ad alta specializzazione. Inoltre, sul fronte della sostenibilità del lavoro, emerge un significativo disallineamento tra orario effettivo e desiderato, e un clima sociale contrassegnato da solide relazioni tra colleghi, ma anche da fragilità non trascurabili rispetto al riconoscimento organizzativo e alla prevenzione di discriminazioni e molestie.
Analisi delle aspettative della domanda di lavoro. Aspetti metodologici e prima lettura derivante dal confronto tra i dati della rilevazione Unioncamere-Excelsior e i dati amministrativi dell’archivio integrato Inapp
26-01-2026
De Angelis Marina, Filippi Michelangelo, Paliotta Achille Pierre, Quaranta Roberto
Il working paper analizza il mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia. Attraverso il Sistema Informativo Excelsior e l'archivio integrato Inapp, che combina dati amministrativi (COB, Istat Asia Imprese e Inps), si esaminano le assunzioni previste con quelle effettive. I risultati preliminari mostrano una buona corrispondenza tra assunzioni previste e reali, ma emergono divergenze per le professioni altamente qualificate, indicando un possibile mismatch che porta le imprese a reclutare profili meno qualificati. Lo studio evidenzia la necessità di migliorare strumenti previsivi oltre che l’integrazione tra questi e i dati amministrativi, potenziare i sistemi di formazione e promuovere la qualificazione del capitale umano. Il lavoro, esplorativo e in fieri, invita a ulteriori approfondimenti qualitativi per comprendere meglio il ruolo di Excelsior e dell’archivio Inapp nel supportare politiche formative efficaci.
Le discriminazioni “sistemiche” nel contesto del diritto antidiscriminatorio contemporaneo. Uno sguardo al trattamento dei cittadini di Paesi terzi in contesti lavorativi
17-12-2025
Rizzo Alfredo
Il presente lavoro affronta il tema delle discriminazioni così dette “sistemiche” recentemente preso in esame anche a livello istituzionale. Si tratta di una particolare estrinsecazione di comportamenti discriminatori di tipo “diffuso” e, anche in quanto tali, difficilmente percepiti come lesivi di diritti altrui nello stesso ordinamento dove essi sono perpetrati. Il lavoro analizza come il così detto “diritto antidiscriminatorio” abbia trovato notevole impulso grazie alle rilevanti fonti internazionalistiche ed europee (citando anche il recente contenzioso in seno all’Unione europea con alcuni Stati membri particolarmente “recalcitranti” verso il pieno ed effettivo rispetto di questo ed altri parametri fondanti dell’Unione europea). Oltre a ciò, vengono citati alcuni recenti casi giurisprudenziali che rivelano l’attenzione rivolta dalla Corte di Cassazione nei confronti della possibilità che discriminazioni derivanti anche da fonti legislative o prassi riconosciute come legittime, ed aventi effetti particolarmente estesi e socialmente pervasivi, vengano alla luce grazie all’azione promossa da enti “esponenziali” cui sia la disciplina europea sia quella nazionale conferiscono un diritto all’azione nell’interesse di gruppi individuali, oltre che di singoli individui, vittime delle discriminazioni stesse.
La ‘giusta misura’ della dimensione economica
16-12-2025
Mandrone Emiliano
La regolazione della distribuzione e redistribuzione delle risorse prodotte dal sistema è oggetto, da sempre, di controversie. Ci sono diverse interpretazioni su quali compensazioni siano necessarie, e diversi approcci sugli equilibri da raggiungere in una dialettica continua, spesso dura. La giusta misura è soggettiva e così le forze tendono ad essere egemoni nel sistema, per massimizzare i propri interessi. Lo Stato, le imprese e le parti sociali concorrono ad alimentare questi processi di assestamento, con alterne fortune. Molteplici comparazioni internazionali mostrano come le retribuzioni minime e medie italiane siano sensibilmente inferiori a quelle degli altri Paesi occidentali e, congiuntamente, il sistema di tassazione dei patrimoni sia particolarmente generoso. Ciò produce disparità economiche che creano tensioni sociali. Con i dati della rilevazione IRIS dell’Inapp si indaga se l’assetto attuale piaccia ai cittadini, se ne comprendano le ragioni e siano in grado di valutare correttamente le dimensioni in campo.
Demografia e occupazione. La sostenibilità delle Casse di previdenza ex D.Lgs. n. 509/1994 e D.Lgs. n. 103/1996
26-11-2025
Deidda Massimiliano, Centra Marco
Lo studio analizza i fattori che possono mettere a rischio l’equilibrio finanziario e la sostenibilità futura degli Enti e delle Casse previdenziali privatizzate (ex D.Lgs. 509/1994 e 103/1996), considerando l’attuale mercato del lavoro, l’andamento demografico e i possibili effetti sulle disuguaglianze generazionali e di genere. La ricerca si articola in due passaggi principali: 1)Analisi delle fonti statistiche. È stata verificata la disponibilità di dati utili a stimare un “tasso di occupazione prospettico”, da confrontare con quello specifico delle professioni degli iscritti agli Enti e alle Casse. La principale fonte utilizzabile è l’Indagine sulle Forze di Lavoro dell’Istat, che fornisce dati sugli occupati e sulle loro caratteristiche (genere, età, area geografica, titolo di studio, tipologia contrattuale ecc.). Tuttavia, tale indagine non attribuisce la professione ai non occupati, ponendo un limite nella costruzione dell’indicatore; 2) Associazione tra dati occupazionali e categorie professionali degli iscritti. Il Gruppo di Ricerca Professioni dell’Inapp ha collegato gli iscritti agli Enti e Casse con i relativi codici delle Professioni CP Istat-Inapp 2021. I dati così organizzati sono stati analizzati per descrivere la distribuzione degli occupati per età e professione e per valutarne l’evoluzione nel tempo. L’obiettivo finale è fornire scenari previsionali utili alla Vigilanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la redazione del parere obbligatorio sugli Enti, integrando le valutazioni degli altri organismi di controllo (MEF, Covip ecc.).
Politiche di sostegno alla creazione di nuova impresa: analisi, valutazione e proposte
13-11-2025
Barricelli Domenico, Pedone Alessandra
Il presente working paper si propone di analizzare le politiche di sostegno alla creazione di nuova impresa, con particolare attenzione alle misure di accompagnamento allo start up e alla valutazione delle loro ricadute sistemiche. La ricerca integra un’analisi quali-quantitativa di fonti secondarie e dati primari raccolti attraverso interviste a stakeholder chiave dell’ecosistema imprenditoriale italiano. I risultati mettono in evidenza criticità legate alla frammentazione delle misure, ai divari territoriali e alle carenze di competenze, ma anche potenzialità e buone pratiche in termini di accompagnamento, governance multilivello e capacità di innovazione. Il paper si conclude con una serie di proposte di policy volte a rafforzare il sistema nazionale di supporto all’imprenditorialità in chiave inclusiva e resiliente.
Tirocini extracurriculari e imprese: una questione di qualità
10-11-2025
Canal Tiziana, Donà Silvia, Iuzzolino Giuseppe, Luppi Matteo
Il tirocinio extracurriculare è uno strumento formativo chiave per facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro. Tuttavia, non di rado è stato oggetto di utilizzi incongrui che ne hanno pregiudicato l’utilità e l’efficacia. È per questo che, sia a livello europeo che a livello nazionale, negli ultimi anni sono stati adottati diversi provvedimenti finalizzati a favorire un utilizzo corretto della misura e a garantire adeguati standard qualitativi delle esperienze. Partendo da una ricognizione del contesto normativo europeo e italiano, questo studio si concentra sull’analisi dei tirocini extracurriculari nel periodo 2019-2022, esaminandone caratteristiche, esiti occupazionali e qualità. Quest’ultima misurata in base alla durata del tirocinio, all’esito post tirocinio e alla coerenza fra la qualifica professionale all’attivazione del tirocinio e quella relativa al contratto post tirocinio. Le analisi sono sviluppate a partire dalla banca dati del Sistema informativo statistico delle Comunicazioni Obbligatorie (COB - MLPS) e, in ottica d’impresa, su una banca dati che integra quest’ultima con la V indagine Inapp sulla Qualità del Lavoro. I risultati evidenziano che tirocini più efficaci in termine di esito occupazionale, identificati traverso una cluster analysis, riguardano soggetti giovani ed altamente istruiti, medio-alte qualifiche professionali e transizioni presso il soggetto ospitante. Inoltre, modelli di regressione multinomiale multilivello indicano che questi tirocini presentano una maggiore probabilità di essere svolti in imprese di grandi dimensioni, plurilocalizzate e caratterizzate da una attenta gestione delle risorse umane.
Technological path-dependency in AI adoption: evidence from Italian firms
31-10-2025
Brunetti Irene, Dughera Stefano, Ricci Andrea
I precedenti investimenti in tecnologie digitali avanzate favoriscono l’adozione dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’IA si integra in modo diverso tra le varie tecnologie a seconda delle relazioni già esistenti tra esseri umani e tecnologia. Combinata con la robotica, l’IA tende a rafforzare la sostituzione del lavoro umano; associata invece a tecnologie informatiche avanzate (AIT), come il big data, promuove la complementarità uomo-macchina. L’analisi di un ampio campione di imprese italiane conferma questa distinzione: mentre investimenti precedenti in robotica e AIT sono entrambi correlati positivamente all’adozione dell’IA, solo le AIT incentivano la formazione legata all’IA, indicando un ruolo limitato dell’upskilling quando l’IA opera in configurazioni “macchina- macchina”. Infine, pratiche organizzative, caratteristiche settoriali e capacità pregresse mediano il processo di adozione: l’IA risulta più diffusa tra le imprese che coinvolgono i lavoratori e che operano nel settore dell'industria, mentre gli incentivi fiscali sono efficaci solo per le aziende già digitalizzate, evidenziando l’importanza della maturità tecnologica.
L’intenzione di fare figli tra condizioni familiari e vincoli occupazionali. Evidenze dall’Indagine Inapp-PLUS 2024
26-08-2025
Bergamante Francesca, De Angelis Marina, Ferritti Monya
Attraverso i dati dell’Indagine PLUS 2024, il contributo propone un’analisi esplorativa sul desiderio di avere figli della popolazione fra i 18 e i 49 anni. Si considereranno due sottopopolazioni: gli individui con almeno un figlio fino a 2 anni e i cosiddetti ‘childless’. Per la prima sottopopolazione viene esplorato il loro orientamento verso una seconda nascita anche osservando le difficoltà incontrate nella conciliazione lavorativa. Per il secondo collettivo viene invece considerato se la percezione dei figli costituisca un ostacolo alla carriera. Le evidenze preliminari consentono di mettere in luce il nesso fra scelte riproduttive, condizione occupazionale, variabili sociodemografiche e familiari, ma anche rappresentazioni sociali della genitorialità offrendo riflessioni utili sulle politiche di sostegno alla natalità.
Are older workers more likely to exit employment following unexpected heat waves?
11-07-2025
Biagetti Marco, Intraligi Valerio, Principi Andrea
La letteratura economica si è concentrata in maniera crescente sugli esiti delle alte temperature sull’occupazione a livello aggregato, in particolare nei settori e nelle professioni più esposte al caldo o al freddo. Tuttavia, il ruolo dell'eterogeneità a livello individuale – e l’effetto su una forza lavoro ad alta età mediana – rimangono relativamente poco analizzati. Utilizzando dati italiani a livello individuale provenienti da indagini sul mercato del lavoro nel periodo 2004-2017, questo studio adotta uno pseudo-panel per valutare l'impatto delle ondate di caldo sulla probabilità di transizione dentro e fuori l'occupazione per diversi gruppi di coorti. Mentre le evidenze preliminari a livello individuale indicano che tali ondate aumentano significativamente la probabilità di uscire dalla condizione di occupato e diminuiscono la probabilità di trovare un lavoro, quando si controllano le caratteristiche non osservabili a livello di coorte di lavoratori e provincia italiana si nota che solo le coorti più anziane mostrano una maggiore probabilità di uscita dall'occupazione: al contrario, solo quelle più giovani mostrano una minore probabilità di trovare lavoro. Questi risultati forniscono prove piuttosto robuste sulla maggiore vulnerabilità dei lavoratori più anziani alle perturbazioni del mercato del lavoro legate alle temperature esterne e sottolineano l'importanza di inserire dimensioni attente alle diverse età dei lavoratori all’interno di misure di politica economica, climatica e del lavoro.
Impatto dell’utilizzo delle piattaforme digitali sulla performance delle imprese del turismo e della ristorazione in Italia
24-06-2025
Deidda Massimiliano, Mo Costabella Luca
In questo paper si presentano i risultati di un esercizio di valutazione di impatto applicata all’uso delle piattaforme digitali da parte delle imprese dei settori della ristorazione e del turismo. Le piattaforme digitali, cosiddette ‘di transazione’, sono un servizio di intermediazione commerciale via web offerto da operatori economici specializzati. L’analisi si basa sui dati dell’indagine Inapp Digital Platform Survey (DPS) del 2022, condotta su un campione di circa 40.000 imprese per cogliere e descrivere le modalità di utilizzo delle piattaforme, che raccoglie informazioni sulle condizioni delle imprese nel triennio 2019-2021. Si sfrutta una strategia di identificazione difference in differences, stimando i cambiamenti prodotti nella performance di imprese che hanno iniziato a usare le piattaforme nel 2020 o nel 2021, utilizzando come controlli le imprese che non ne hanno mai fatto uso. La valutazione si circoscrive alle imprese nei settori della ristorazione e del turismo. I risultati suggeriscono che al ricorso alle piattaforme si è accompagnato un aumento del fatturato, nel biennio 2020-21, nell’ordine del 20%. La variazione positiva va di pari passo con un aumento del numero di lavoratori dipendenti. Interpretazione e generalizzabilità dei risultati sono vincolate al peculiare periodo di osservazione, centrato nel periodo di massima incidenza della pandemia da Covid-19.
La questione epistemologica nella società dell’informazione. Si può essere analfabeti funzionali e consumatori razionali, guidatori affidabili, elettori consapevoli?
23-06-2025
Mandrone Emiliano
La questione semantica affligge ogni ambito in cui c’è il trasferimento di informazioni: dalla sanità all’educazione, dalla tecnologia alle relazioni sociali, dalla guida al senso civico. C’è un crescente tema epistemologico che permea le scelte economiche, i costumi sociali, i sistemi elettorali, i social-media. Siamo sempre meno in grado di comprendere i segnali che riceviamo, analizzarli ed elaborarli diventando cittadini fragili, consumatori impreparati, elettori manipolabili. L’istruzione diventa tanto più importante quanto più complessa è la società in cui si vive. Con la rilevazione Inapp IRIS del 2024 si tenta di inquadrare il fenomeno e le implicazioni più rilevanti.
Remote work vs part-time employment: a new work-family balance?
12-06-2025
Jansen Thea, De Angelis Marina
L' articolo esamina se il lavoro da remoto possa ridurre l’utilizzo del lavoro part-time, una modalità lavorativa utilizzata prevalentemente dalle donne per conciliare lavoro e responsabilità familiari, ma spesso associata a retribuzioni più basse, prospettive di carriera limitate e benefici pensionistici ridotti. Concentrandoci sull’Italia, dove il sottoutilizzo dell’occupazione femminile è particolarmente elevato, analizziamo se la flessibilità offerta dal lavoro da remoto e ibrido possa rappresentare un’alternativa al part-time, consentendo ad alcune lavoratrici costrette a scegliere il part-time per necessità di passare a contratti a tempo pieno. Utilizzando un approccio difference-in-differences e regressioni logistiche, analizziamo dati panel e sezionali provenienti dall’indagine PLUS (Partecipazione, Lavoro e Unemployment Survey) dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (Inapp) per il periodo 2018-2021. I nostri risultati mostrano che il lavoro agile riduce significativamente l’occupazione part-time nell’anno successivo, suggerendo che i lavoratori modificano il proprio status occupazionale dopo un periodo iniziale di prova del lavoro da remoto.
Verso l’interoperabilità. Una sperimentazione di interconnessione tra strumenti e piattaforme ICT dell’Inapp
09-04-2025
Chiurco Francesco, Cioccolo Valeria, Sofronic Boris
Il Working paper presenta i risultati di una ricerca finalizzata a esaminare le possibilità di interconnessione e integrazione degli strumenti e piattaforme ICT dell’Inapp, attraverso un’analisi sperimentale delle tecnologie per l’interoperabilità. Lo studio mostra, inoltre, le sfide tecniche e metodologiche che un ente di ricerca pubblico deve affrontare per la creazione di sistemi integrati, anche in quanto deve necessariamente adeguare le proprie strategie a standard europei e nazionali su open science e open data, si veda ad esempio quanto stabilito dalle linee guida dell’Agenzia per l'Italia Digitale (Agid) o dallo European Interoperability Framework della Commissione europea. Il progetto rappresenta un primo passo verso un auspicabile ecosistema digitale interoperabile e integrale.
From work experience during school to job finding after school: an empirical analysis
25-03-2025
Brunetti Irene, Corsini Lorenzo
In questo articolo analizziamo il ruolo che l’esperienza lavorativa, effettuata durante la scuola, ha nella transizione dalla scuola al lavoro. Per stimare le determinanti del processo di ricerca del lavoro e analizzare il ruolo dell’esperienza lavorativa durante il percorso scolastico, utilizziamo un modulo ad-hoc previsto per l’anno 2016, dell’Indagine europea sulle forze di lavoro (EU-LFS). Al fine di correggere per possibili bias derivanti dalla selezione del campione adottiamo il modello alla Heckman. I risultati mostrano che l’esperienza lavorativa svolta durante il percorso di studi aumenta la probabilità di trovare un lavoro suggerendo quindi che politiche che facilitano i programmi di lavoro all’interno dei percorsi scolastici potrebbero essere efficaci nella fase di transizione scuola-lavoro. Mostriamo, inoltre, che tale efficacia sembra essere più marcata nelle aree meridionali del nostro Paese caratterizzate da un mercato del lavoro più instabile, mentre tende ad essere minore e non significativa nel Nord Italia.
L’insostenibile inattività. Il lavoro delle donne che manca, nella transizione demografica in Italia
07-03-2025
Cardinali Valentina
La progressiva contrazione della classe 15-64 anni in un Paese in rapido invecchiamento e a bassa natalità, pone problemi di crescita economica e di sostenibilità complessiva del sistema di welfare. Se gli over 65 oggi al 24,3 % nel 2050 arriveranno al 34,5% e gli over 85 dal 3,8% saliranno al 7,2%, mentre la forza lavoro tra i 15 e 64 anni dal 63,5% scenderà al 54,3%, significa che per garantire la sostenibilità delle politiche passive nella transizione demografica, avremo bisogno di investire sull’incremento delle persone occupate in età attiva, a partire dalle fasce di popolazione che non partecipano, o che partecipano non sufficientemente, al mercato del lavoro. In questa prospettiva il tema della quota di donne inattive, che stabilmente non partecipa al mercato del lavoro può essere considerata una risorsa strategica da attivare. Attraverso l’integrazione di ISTAR RFCL e di INAPP PLUS, il paper illustra le dimensioni e le caratteristiche dell’inattività femminile in Italia, con un focus specifico sulla componente dell’inattività più vicina al mercato del lavoro (forze lavoro potenziali) analizzata nella specifica fascia di età 15-64. La comprensione della localizzazione di questo potenziale, delle motivazioni che generano la condizione di non lavoro e delle condizioni economiche e di contesto, ritenute valide per la fuoriuscita dall’inattività, può fornire alcuni elementi di riflessione su come la quota di donne inattive e un investimento nel ruolo del caring possano fornire un contributo alla gestione della transizione demografica in Italia.
AI occupational exposure and wage distribution: the case of Italy
27-02-2025
Brunetti Irene, Mussida Chiara
Questo articolo esamina la relazione tra l’esposizione all’intelligenza artificiale (IA) delle occupazioni e i salari guardando all’intera distribuzione salariale. A partire da un dataset di tipo employer-employee arricchito dalle informazioni derivanti da una survey contenente informazioni dettagliate sulle caratteristiche di ogni singola occupazione, stimiamo un modello di regressione quantilica non condizionata per un campione di lavoratori dipendenti italiani nel periodo 2011-2019. Al fine di verificare l’esistenza di un differenziale salariale attribuibile esclusivamente al tipo di occupazione, definito sulla base di un indicatore di esposizione potenziale che cattura soprattutto la complementarietà all’IA, stimiamo anche il modello di decomposizione Oaxaca-Blinder (1973). I risultati evidenziano l’esistenza di un premio salariale associato alle occupazioni altamente esposte/complementari all’AI, soprattutto per quei lavoratori che si trovano nella parte alta della distribuzione, mentre si riduce per quei lavoratori che si trovano nella parte centrale suggerendo che l’intelligenza artificiale potrebbe aggravare la disuguaglianza salariale tra lavoratori a bassa e ad alta retribuzione, contribuendo così al perdurare di un mercato del lavoro polarizzato.
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