153 Risultati
Formazione continua e innovazione tecnologica nelle macro-aree italiane: evidenze dall’indagine ROLA
27-10-2021
Ferri Valentina, Nobili Domenico, Tesauro Giuliana, Ferri Sergio
Attraverso questo lavoro – basato sull'indagine ROLA (Rilevazione delle opinioni dei lavoratori e delle aziende) – abbiamo potuto osservare come le differenze nell’ambito della formazione siano rilevanti tra Nord, Centro e Sud. Come primo obiettivo abbiamo stimato il livello medio di conoscenze nell’ambito delle innovazioni e la sua correlazione con diverse variabili, tra cui l’aver effettuato o meno un corso di formazione in tali materie. In secondo luogo, abbiamo stimato come l’aver effettuato un corso nell’ambito delle innovazioni tecnologiche si leghi alla probabilità che il lavoratore registri cambiamenti.
Le politiche nazionali di contrasto alla povertà viste dai servizi: la doppia sfida dell’implementazione e della crisi pandemica
22-10-2021
D'Emilione Matteo, De Angelis Marina, Giuliano Giovannina Assunta, Natoli Gabriella, Ranieri Cristiana
Il paper affronta la questione complessa, e più che mai attuale e dibattuta, del contrasto della povertà. Il focus dell’indagine, focalizzata sull’esperienza realizzata dai soggetti chiave, responsabili dell’attuazione delle misure di contrasto alla povertà nei territori, di cui il paper presenta i primi risultati, è posto sull’implementazione del Reddito d’Inclusione (REI), prima policy nazionale di contrasto della povertà introdotta in Italia, e sul passaggio al Reddito di Cittadinanza (RdC), e l’attenzione è concentrata sulla dimensione attuativa delle misure a livello territoriale.
Industrial relations and skill formation at the workplace: new insights from mixed methods
12-10-2021
Berton Fabio, Carreri Anna, Devicienti Francesco, Ricci Andrea
Si analizza la relazione che lega il ruolo della contrattazione integrativa, la presenza del sindacato e l’investimento in formazione professionale nei luoghi di lavoro. Al fine di illustrare tali meccanismi, la ricerca applica una strategia di analisi mista che integra dati campionari di impresa e dati qualitativi derivanti da interviste a testimoni privilegiati della regione Veneto. È possibile così dimostrare come la presenza del sindacato e, in particolare, l’adozione di accordi decentrati – integrativi del CCNL – favorisca l’intensità degli investimenti informativi anche in una prospettiva dinamica.
Il Sistema duale come risposta all’evoluzione dei fabbisogni di competenze del mercato del lavoro
16-09-2021
Crispolti Emmanuele, Franceschetti Massimiliano, Romito Alessia
Questo paper indaga su come il fenomeno del mismatch (skill shortage e/o skill gap) può essere contrastato da politiche che favoriscono l'avvicinamento del mondo della formazione e del mondo del lavoro attraverso percorsi di Istruzione e formazione professionale e più in generale con il cosiddetto Sistema duale e l’apprendistato (pratiche di work based learning). Il paper, in tema di skill shortage, mette a confronto, in termini di variazioni annuali, gli ultimi dati forniti da Unioncamere sulle previsioni dei fabbisogni occupazionali nel medio termine e quelli dell’ultimo Rapporto di monitoraggio Inapp sul sistema IeFP. Il confronto stima, per la prima volta, un significativo mismatch tra domanda di lavoro e offerta di qualificati.
Early Childhood Education and Care in Italy: investments and effects of the 0-6 years education system
03-08-2021
Rosiello Alessia, Marucci Marco
La strategia del Consiglio Europeo di Barcellona del 2002 prevedeva di raggiungere entro il 2010 una copertura del 33% di servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni). In Italia, tuttavia, la spesa sociale dedicata alla Early Childhood Education and Care (ECEC) rimane ancora al di sotto dei livelli previsti ed oggi, con la diffusione dell’epidemia Covid-19, il rischio che l’educazione e la cura vengano erogate a livelli qualitativi e quantitativi differenti è più che reale. Dopo un approfondimento sulla relazione tra maggiori investimenti nei servizi di educazione per la prima infanzia e il loro ritorno sociale, l’analisi empirica verrà condotta sui primi effetti, in Italia, del “Sistema integrato di educazione ed istruzione da 0 a 6 anni” (L. 65/2017) e in particolare sull’utilizzo del “Fondo nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione”.
Even more discouraged? The NEET generation at the age of Covid-19
20-07-2021
Brunetti Irene, Aina Carmen, Mussida Chiara, Scicchitano Sergio
Questo articolo studia se e in quale misura il rischio di diventare NEET (Not in Employment, Education or Training) in Italia sia peggiorato o meno durante la prima fase della pandemia da Covid-19. L'analisi si basa su un dataset originale ottenuto dall’unione di due indagini campionarie: la Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro (RCFL) svolta dall’Istat e l'Indice di qualità istituzionale elaborato da Nifo e Vecchione (2014). I principali risultati suggeriscono che la probabilità di essere NEET è aumentata significativamente durante la pandemia ma in modo eterogeneo tra coorti di età e aree geografiche. Con questo studio forniamo nuove e più recenti evidenze circa il fenomeno dei NEET dando ai policy maker una base informativa per adottare politiche "basate sull'evidenza" e adatte alle specifiche esigenze locali.
Stop worrying and love the robot: an activity-based approach to assess the impact of robotization on employment dynamics
13-07-2021
Caselli Mauro, Fracasso Andrea, Scicchitano Sergio, Traverso Silvio, Tundis Enrico
Questo lavoro esamina l'impatto che il cambiamento nell'esposizione ai robot ha avuto sulle dinamiche occupazionali a livello locale in Italia nel periodo 2011-2018. Il punto chiave del lavoro è la distinzione tra le attività lavorative complementari ai robot e quelle potenzialmente sostituibili dai robots stessi. I risultati mostrano che l’introduzione di robot industriali ha contribuito, seppur in misura contenuta, a ridurre il tasso di disoccupazione. Infatti, da un lato, le categorie occupazionali potenzialmente esposte al rischio di sostituzione da parte dei robot industriali non sembrano aver risentito dell’introduzione di questi ultimi. Dall'altro, i posti di lavoro destinati agli “addetti ai robot”, sono aumentati di circa il 50% in poco meno di dieci anni, con un aumento significativamente maggiore nelle aree caratterizzate da un ricorso più intenso ai robot industriali.
Gli effetti del Servizio civile sull'occupabilità dei giovani. Una stima tramite Statistical Matching
28-05-2021
De Luca Federica, Ferri Sergio
Partendo dai dati campionari relativi a due popolazioni di volontari del Servizio civile, intervistate ‘ex-ante’ ed ‘ex-post’ rispetto all’esperienza di servizio, il contributo propone una stima degli effetti del Servizio civile rispetto alla dimensione dell’occupabilità (outcome variable) dei giovani coinvolti dal programma, tramite analisi controfattuale basata sulla tecnica dell’abbinamento statistico (statistical matching). Si presentano preliminarmente la policy e le dimensioni del ‘fenomeno’, si delineano i profili di giovani che il Servizio civile intercetta nella sua forma ordinaria in termini socio- anagrafici, si propongono i risultati in termini di employment, infine, si presenta una stima degli effetti del Servizio civile sulla dimensione dell’occupabilità misurata tramite OKI- Inapp, un indice composito multidimensionale probabilistico elaborato da Inapp.
Who lost the most? Distributive effects of the Covid-19 pandemic
19-05-2021
Aina Carmen, Brunetti Irene, Mussida Chiara, Scicchitano Sergio
L’articolo analizza le conseguenze della prima ondata della pandemia da Covid-19 sulla distribuzione dei salari in Italia. In particolare, si sono evidenziate quali categorie di lavoratori e settori economici hanno sofferto maggiormente tale situazione e in che misura sia il livello effettivo di smart working che la propensione a lavorare da casa abbiano influenzato la distribuzione dei salari. Si utilizza un dataset innovativo ottenuto dall’unione di due indagini campionarie: la Rilevazione Continua sulle Forze Lavoro (RCFL) svolta dall’Istat e l'Indagine Campionaria sulle Professioni (ICP) condotta dall’Inapp.
Sometimes you cannot make it on your own. How household background influences chances of success in Italy
04-05-2021
Bonacini Luca, Gallo Giovanni, Scicchitano Sergio
In questo articolo, esploriamo i canali tramite i quali il background familiare determina le opportunità educative e sociali di un individuo in Italia. La nostra analisi si basa su un ricco set di dati che contiene informazioni sia sugli individui che sui loro veri genitori, nonché informazioni sulle capacità non cognitive degli individui. Questo lavoro rappresenta anche il primo tentativo di valutare se e in quale misura i tratti della personalità influenzano le opportunità educative e lavorative in Italia e come interagiscono con il contesto familiare. I risultati evidenziano che il livello di istruzione dei genitori è più rilevante del livello delle abilità professionali dei genitori nel determinare le opportunità educative e sociali degli individui. L'inclusione delle variabili "Big-5" nel modello aiuta a controllare per le variabili omesse e riduce l'eterogeneità non osservata nella mobilità sociale intergenerazionale tra individui con lo stesso livello di istruzione e competenze. I nostri risultati mostrano un mercato del lavoro duale e disuguale.
Evaluating the Youth Guarantee Incentive: Evidence from employer-employees data
28-04-2021
Brunetti Irene, Ricci Andrea
Il paper analizza l’impatto che l’incentivo fiscale alle assunzioni – previsto per gli iscritti al programma Garanzia Giovani – esercita sulle decisioni di impresa in materia di assunzione e cessazione dei rapporti di lavoro. A tal fine si utilizza un dataset di tipo employer-employees che integra le informazioni derivanti dalle Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL-Inapp) con quelle riguardanti le storie contrattuali degli individui registrati nel Sistema Informativo Statistico delle Comunicazioni Obbligatorie (SISCO-MLPS). L’applicazione di una strategia econometrica di tipo controfattuale permette quindi di dimostrare come l'utilizzo degli incentivi finanziati all’interno dal programma GG genera – nel breve periodo – un aumento di circa un punto percentuale della quota di assunti sotto i 30 anni, mentre non esercita alcun effetto significativo sulla proporzione di giovani che si separano – per qualsiasi ragione – dalle imprese in cui erano occupati.
Decomposing the role of great recession on income polarization by population groups
18-03-2021
Ricci Chiara Assunta, Scicchitano Sergio
In this paper two different non-parametric methods are applied to disentangle the role of Great Recession on income polarization in Italy by population groups (gender, occupational status, education, age, residential area and state of birth). Results show a general downgrading, particularly of lower incomes, where low-educated, young, southern and foreign head of household are located out of the crisis. Young people and especially foreigners have suffered the most from the crisis. Thus, the decomposition of the polarization indices by population groups is able to provide specific useful policy indications, tailored to groups’ needs.
Digital technologies and firm performance: Industry 4.0 in the Italian economy
17-03-2021
Cirillo Valeria, Fanti Lucrezia, Mina Andrea, Ricci Andrea
New digital technologies can generate substantial gains for adopting businesses. In this paper we put to the test the effects that these technologies have on firm performance. More specifically, we analyse the impact of new technologies associated with the Industry 4.0 paradigm on labour productivity, average wages and sales growth. The analysis is based on data drawn from Rilevazione Imprese e Lavoro (RIL) Survey run by the Inapp on a large representative sample of Italian firms.
Tax breaks for incentive pay productivity and wages: evidence from a reform
15-03-2021
Damiani Mirella, Pompei Fabrizio, Ricci Andrea
This paper analyses the impact of a tax break for incentive pay (introduced in Law n. 208/2015) on labour productivity and average wages in Italian firms. We use a unique source of firm-level information provided by Rilevazione su Imprese e Lavoro - Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (RIL-Inapp) surveys merged with the Orbis archive over a three-year reference period 2010-2014-2018.
Routine biased technological change and wage inequality: the role of workers' perceptions
10-03-2021
Biagetti Marco, Scicchitano Sergio, Vannutelli Silvia
The Routine Biased Technological Change (RBTC) has been called as a relatively novel technology-based explanation of social changes like job and wage polarization. In this paper we investigate the wage inequality between routine and non-routine workers along the wage distribution in Italy.
Scuole chiuse, classi aperte. Il corpo docente alla prova della didattica a distanza: una prospettiva dal mercato del lavoro
09-03-2021
Ferritti Monya
In seguito alla pandemia, il passaggio dalla lezione frontale, effettuata nelle scuole, alla lezione online, realizzata da casa con le proprie attrezzature, è stato molto rapido e il sistema dell'istruzione non ha avuto il tempo di accompagnare e preparare gli insegnanti all'utilizzo delle nuove tecnologie e delle metodologie didattiche innovative. Alla luce di questo nuovo scenario, è stata condotta un'indagine esplorativa che ha osservato il processo di transizione del corpo docente caratterizzata da numerose difficoltà impreviste e operata in forma emergenziale. Scopo dell'indagine è stato quello di indagare l'effetto dell'emergenza Covid-19 sulla nuova organizzazione e pianificazione delle modalità di lavoro dei docenti, in particolare rilevando le problematiche educative e tecnologiche.
Covid-19 and women’s attitude to work: commitment, effectivity and participation
08-03-2021
Brunetti Irene, Corsini Lorenzo, Martelli Irene
Authors try to assess the Covid-19’s and the lockdown policy’s impact on the attitude and capability of women toward work and labour force participation. Data used come from an online survey on women working conditions before and during the lockdown as well as their perspective on their post-lockdown situation.The analysis carried out relies on Item Response Theory to estimate a latent measure that captures the capability of women to commit fruitfully in their work activities. Such estimation has been used to compare how the lockdown impacted on this factor. The results suggest a predictable worsening of the women working conditions and perspectives, but they also show that this worsening was not symmetric across all the categories of women.
Dalla Fase 1 alla Fase 2: quale transizione per uomini e donne? Sintesi survey. Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid. Una prospettiva di genere
15-02-2021
Cardinali Valentina
A partire dal post lockdown, si è avviata una delle più complesse transizioni degli ultimi anni, in cui la ripresa dell’attività produttiva e lavorativa si inserisce in una riorganizzazione del lavoro e della vita sociale improntata a nuove regole di relazione e funzione, in un clima di generale incertezza circa gli esiti e i tempi di fuoriuscita dall’emergenza pandemica. Questa transizione non è un processo uniforme, né tantomeno "neutro" ma ha applicazioni e ricadute diverse su uomini e donne. La survey “Il lavoro di uomini e donne in tempo di Covid. Una prospettiva di genere” ha dedicato uno specifico modulo ad indagare come uomini e donne affrontano questa fase di passaggio rispetto ai temi della condizione lavorativa, organizzazione familiare, incidenza del care burden, effetti della situazione in ambito personale/familiare, valutazioni economiche, paure, priorità, prospettive.
Within-firm inequality in workdays and labour productivity: evidence from linked employer-employee Italian data
13-11-2020
Bloise Francesco, Cirillo Valeria, Raitano Michele, Ricci Andrea
Using a longitudinal dataset built by merging survey and administrative datasets on Italian firms, we investigate the association between productivity growth and labour flexibility by focusing on the role of inequality of yearly workdays within firms. In addition to a negative association between productivity and the share of fixed-term employment, we find a further negative association between this type of within-firm inequality and productivity. This finding suggests that higher inequality in workdays may weaken cooperation among workers, affecting labour productivity.
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