07.07.2025 – L’Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, sta realizzando l’indagine “Il lavoro a distanza quale accomodamento ragionevole per persone con disabilità”, prevista tra le attività del Piano Nazionale Giovani, Donne e Lavoro FSE+ 2021-2027, con riferimento all’operazione 5 “Migliorare l’efficacia delle politiche di inclusione e l’integrazione tra il sistema dei servizi sociali e quello dei servizi per il lavoro” e al filone di ricerca dell’Attività 3 “Linee guida del collocamento mirato e prospettive di applicazione”, sviluppato dalla Struttura Inclusione Sociale di Inapp.
In tale contesto,l’indagine è volta ad esplorare il ricorso al lavoro a distanza quale dispositivo di integrazione al lavoro per le persone con disabilità, sia dal punto di vista normativo-giurisprudenziale, che dal punto di vista delle pratiche organizzative e dei processi di costruzione che ne sostanziano l’adozione presso i datori di lavoro, e nel rapporto fra contesti organizzativi e servizi ed agenzie territoriali (servizi per il collocamento, agenzie formative, servizi sociosanitari, etc.). L’intento è quello di produrre una base conoscitiva relativa all’evoluzione del concetto stesso di “condizione di disabilità” e di “accomodamento ragionevole”, come prefigurati nel contesto delle riforme in materia (Legge 227/21 e D.Lgs 62/24), al fine di supportarne la portata di innovazione anche con riferimento allo sviluppo dei servizi di supporto all’inserimento lavorativo, regolato dalle disposizioni di cui alla legge n. 68/99 sul collocamento mirato e delle relative Linee Guida (DM 43/2022).
L’approccio metodologico adottato per la realizzazione della rilevazione è di tipo qualitativo, partecipativo e multilivello. Attraverso la realizzazione di 50 interviste dirette agli attori dei sistemi produttivi e 6 focus group intersettoriali rivolti a soggetti direttamente coinvolti nella gestione dei processi di integrazione al lavoro delle persone con disabilità: datori di lavoro, disability manager, responsabili delle risorse umane, associazioni di persone con disabilità, operatori dei servizi pubblici e privati. La proposta è quella di esplorare esperienze e pratiche realizzate, restituendo voce e centralità alla domanda di servizi emergenti nelle realtà organizzative, in una prospettiva dialogica e riflessiva utile a rintracciare risorse vincoli e prospettive di sviluppo dei servizi medesimi.
Particolare attenzione verrà dedicata nell’indagine alle dimensioni che concorrono a tratteggiare specificità di contesto su cui si organizza l’incontro fra domanda e offerta di lavoro per le persone con disabilità (specificità produttive, territoriali, rapporto fra aree interne e città metropolitane) sul versante delle questioni emergenti dal punto di vista psicosociale, nel rapporto fra assetti organizzativi e relazionali in cui si organizza la realtà dell’integrazione al lavoro, in ottica di accomodamento ragionevole.
La rilevazione termina nel mese di febbraio 2026.
Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo e-mail dedicato [email protected]
| Obiettivo: Esplorare limiti e prospettive di sviluppo del ricorso del lavoro a distanza presso organizzazioni produttive, quale accomodamento ragionevole per l’integrazione al lavoro delle persone con disabilità. Unità di rilevazione: Organizzazioni produttive private (datori di lavoro e, ove presenti, disability manager o soggetti delle organizzazioni con funzioni equivalenti o assimilabili) con esperienze di integrazione al lavoro di persone con disabilità e ricorso al lavoro agile; Associazioni di rappresentanza (parti sociali e associazioni di persone con disabilità); referenti di servizi territoriali del collocamento mirato; Associazioni del Terzo Settore. Periodo di rilevazione: Giugno 2025 – Febbraio 2026 Tecnica di raccolta dati: Intervista in profondità, focus group in modalità online. |
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